Palma, stop all’olio di palma: la petizione prosegue

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Palma, stop all’olio di palma

L’olio di palma fino a meno di un anno fa, nella lista degli ingredienti della stragrande maggioranza dei prodotti venduti nei negozi alimentari e nei centri commerciali, era nascosto dietro la scritta “oli e grassi vegetali”. Da alcuni mesi le cose sono cambiate e lo troviamo indicato chiaramente. La petizione contro l’olio di palma promossa da “Il Fatto Alimentare” per motivi etici, ambientali e salutari intanto sta andando avanti. Al momento 159.706 sostenitori l’hanno firmata e ne mancano 40.294 per raggiungere 200.000 e tra l’altro molte grosse aziende hanno recentemente annunciato che sparirà presto dai loro prodotti.

L’olio di palma

Come l’olio di semi di palma o di palmisto fa parte degli oli vegetali saturi non idrogenati ricavati dalle palme da olio (Elaeis guineensis, Elaesis oleifera e Attalea maripa) la cui produzione proviene per l’86% da Indonesia e Malesia. Dal suo frutto della si ricava l’olio e dai suoi semi si ricava l’olio di palmisto. L’olio di palma è tra i principali oli vegetali, da sempre usato in vari settori, viene oggi molto utilizzato dalle industrie bioenergetiche e chimiche, da quelle cosmetiche, farmaceutiche, di mangimistica e alimentari e in quest’ultimo settore, che più ci interessa in questo caso da vicino, lo troviamo un po’ ovunque: nella margarina, nelle piadine, nella cioccolata in barattolo, nelle brioches, nelle barrette, nei biscotti e in tantissimi altri alimenti (provate a leggere la lista degli ingredienti sulle etichette). Recenti studi e analisi hanno evidenziato che l’eccessivo e frequente consumo di questo olio, grazie al consistente contenuto di grassi saturi, è dannoso per la salute perché porta a un aumento del colesterolo LDL (una sorta di “termometro” i cui valori determinano l’entità dei rischi cardiovascolari). Certo, non fa meno male di altri prodotti alimentari che consumiamo quotidianamente ai quali dovremmo fare attenzione. Intanto la legge, come si diceva in apertura, dal dicembre 2014 è cambiata e le aziende da allora sono obbligate a indicare sull’etichetta di ogni prodotto la presenza dell’olio di palma nella lista degli ingredienti contrariamente a quanto avveniva in precedenza.

Una ricerca della Società Italiana di Diabetologia ha evidenziato che alcuni acidi grassi contenuti nell’olio di palma possono danneggiare e distruggere le cellule che producono insulina sottoponendo soprattutto le persone obese e in sovrappeso al serio rischio di ammalarsi di diabete. L’AIDEPI (Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane) ha promosso una campagna illustrando i presunti effetti positivi per l’ambiente e salutari.



Come si ottengono l’olio di palma e l’olio di semi di palma (o di palmisto)

Olio di palma

I frutti della palma vengono raccolti e subito sterilizzati con il vapore. Vengono poi snocciolati, cotti, pressati e filtrati. Il risultato è un olio di colore rossastro dal sapore dolciastro. Un ulteriore processo di raffinazione (che distrugge antiossidanti e carotenoidi ma non i grassi saturi rendendolo così meno sano di quello non raffinato) lo rende di colore bianco giallino.

Olio di semi di palma

Dal processo descritto per l’olio di palma vengono separati i semi che vengono essiccati, macinati e pressati. Si ottiene un prodotto solido che inizialmente ha un colore giallo castano e dopo la raffinazione diventa bianco giallino. Viene poi fuso e utilizzato nel settore dolciario per glasse, canditura e farciture a base di cacao.

Cos’è l’olio vegetale saturo non idrogenato

L’olio vegetale è un grasso vegetale (totalmente o nella sola parte liquida) che viene ricavato principalmente dalle parti di una pianta (canapa, girasole, lino, oliva, papavero, colza, riso, sesamo, uva, ricino, cartamo, anacardio, albicocca, arachide, argan, avocado, granoturco, cotone, soia, nocciola, mandorla, noce, noce di cocco, palma, crusca di riso, zucca) e da semi oleosi. E’ “saturo non idrogenato” perché contiene acidi grassi di origine naturale non originati da reazioni chimiche (idrogenazione di acidi grassi insaturi). I grassi saturi sono di origine animale (in quanto sono presenti nella parte grassa dei tessuti animali) e possono essere anche di origine vegetale (olio di cocco e olio di palma e semi di palma). I grassi insaturi sono considerati salutari per il nostro organismo (tra questi: Omega 3 e Omega 6 e Omega 9) e si possono trovare in un lungo elenco di alimenti come gli olii di semi di lino, d’oliva, di noce, di soia, di mais, di noci fresche, di semi di girasole, di arachidi, di fegato di merluzzo e tanti altri.

@ Riproduzione riservata


Mauro Guitto

Mauro Guitto

Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia

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