WikiLeaks‬ rivela “La CIA ci spia” | TV e Smartphone usati come microfono

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WikiLeaks‬ svela che la CIA ci spia

Ormai è rimasto davvero poco di cui stupirsi e lo conferma il fatto che WikiLeaks‬ svela che la CIA ci spia utilizzando i mezzi che tutti noi abbiamo nelle nostre case. E il Codacons presenta un esposto a 104 Procure d’Italia…

Assange inarrestabile

WikiLeaks‬, ne ha dato notizia tramite il suo fondatore, Julian Assange (2012 rifugiato presso l’ambasciata dell’Ecuador a Londra). L’organizzazione ha diffuso i documenti riservati sul cyber-spionaggio dell’intelligence Usa che sarebbe in grado di spiare chiunque utilizzando tv e smartphone come microfoni. Pochi marchi e pochi modelli sarebbero esenti da tali utilizzi nel senso che molti degli smartphone e del televisori in circolazione sarebbero utilizzati dalla CIA per spiare. Per il momento non ci sono repliche da parte della CIA.

Nei documenti svelati emergerebbe la sede del consolato americano a Francoforte come base per gli hacker della CIA.

Come la CIA utilizzerebbe le smart TV

Le tv, una volta entrate in modalità “Fake Off” grazie al programma “Weeping Angel”, farebbero credere all’utilizzatore che la tv sia spenta. In realtà la tv registrerebbe le conversazioni inviandole al server della Cia che con tale sistema potrebbe arrivare a chiunque.



Il progetto “Vault 7”

Una fuga di notizie di grande importanza sotto molti aspetti, secondo Assange. Si tratta del primo gruppo di documenti che è stato pubblicato oggi con il nome “Anno zero”. Una grande mole di dati segretissimi ricevuti da un uomo che ha potuto accedere a una rete isolata rimasta fuori controllo dalla CIA. Sono 8.761 i documenti e i file provenienti da questa rete isolata di alta sicurezza del Centro di intelligence cibernetica della Cia a Langley, in Virginia.

E il Codacons presenta un esposto a 104 Procure

E dopo che WikiLeaks‬ svela che la CIA ci spia, il Codacons decide di vederci chiaro presentando (in data 8 marzo) un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia.
Spiega il presidente Carlo Rienzi: “Si tratta di uno scenario allarmante che mina la privacy e la sicurezza degli utenti. Se realmente la Cia ha o ha avuto in passato la possibilità di controllare i movimenti e le conversazioni dei cittadini attraverso elettrodomestici o telefoni cellulari, allora è necessario capire in quale misura il fenomeno coinvolga l’Italia e la popolazione italiana.

Per tale motivo ci rivolgiamo oggi alle Procure della Repubblica di tutta Italia, perché riteniamo che la magistratura debba aprire delle indagini apposite sul territorio di competenza, a seguito delle rivelazioni di WikiLeaks. Nello specifico chiediamo di verificare se anche in Italia ci siano stati casi di hackeraggio su tv, smartphone o tablet venduti nel nostro paese, ad opera della Cia o di altri soggetti, in grado di violare i diritti dei cittadini e la privacy degli utenti, e procedere per i reati del caso“.

LEGGI anche

Il Vault 7: CIA Hacking Tools Revealed dalla fonte ufficiale (in lingua inglese)



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Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. All'attivo articoli sul fisco, sociale, lavoro, televisione e sicurezza alimentare.

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