Richiamo Salumificio Lanzi | Ritirata salsiccia di cinghiale

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Richiamo Salumificio Lanzi | Ritirata salsiccia di cinghiale

Richiamo Salumificio Lanzi. Si tratta di un lotto ritirato a titolo precauzionale in quanto all’interno sono state rinvenute tracce di salmonella.

Il lotto in questione

Il Salumificio Lanzi, prosciuttificio, salumificio e caseificio, in attività dal 1962 a Norcia (PG), ha ritirato un lotto di confezioni di salsiccia di cinghiale all’interno della quale sono state trovate tracce di salmonella. Il Richiamo Salumificio Lanzi ci spinge a darvi lo stesso consiglio di sempre: nel caso in cui aveste acquistato una di queste confezioni sarebbe decisamente meglio non consumarla ma restituirla al punto vendita per la sostituzione con altro prodotto o per il rimborso. Sia chiaro che il richiamo non riguarda tutte le confezioni di salsiccia di cinghiale ma solo quelle riportanti sull’etichetta i seguenti dati:

Codice lotto: 365

Prodotto da: Salumificio LANZI S.r.L.

Data di scadenza: 28/03/2016

Abbiamo contattato l’azienda e abbiamo parlato con una responsabile che ha sottolineato che si tratta di un prodotto di dicembre 2015 che l’azienda ha provveduto a ritirare in realtà già da diverso tempo e che ormai non dovrebbe essere più in circolazione. L’attenzione tuttavia non è mai troppa.

Cosa è la salmonella

La salmonella è l’agente batterico più comunemente isolato in caso di infezioni trasmesse da alimenti, sia sporadiche che epidemiche. Le salmonelle non tifoidee, responsabili di oltre il 50% del totale delle infezioni gastrointestinali, sono una delle cause più frequenti di tossinfezioni alimentari nel mondo industrializzato. Le infezioni da Salmonella spp. possono verificarsi nell’uomo e negli animali domestici e da cortile (polli, maiali, bovini, roditori, cani, gatti, pulcini) e selvatici, compresi i rettili domestici (iguane e tartarughe d’acqua). I principali serbatoi dell’infezione sono rappresentati dagli animali e i loro derivati (come carne, uova e latte consumati crudi o non pastorizzati) e l’ambiente (acque non potabili) rappresentano i veicoli di infezione.

La gravità dei sintomi varia dai semplici disturbi del tratto gastrointestinale (febbre, dolore addominale, nausea, vomito e diarrea) fino a forme cliniche più gravi (batteriemie o infezioni focali a carico per esempio di ossa e meningi) che si verificano soprattutto in soggetti fragili (anziani, bambini e soggetti con deficit a carico del sistema immunitario). I sintomi della malattia possono comparire tra le 6 e le 72 ore dall’ingestione di alimenti contaminati (ma più comunemente si manifestano dopo 12-36 ore) e si protraggono per 4-7 giorni. Nella maggior parte dei casi la malattia ha un decorso benigno e non richiede l’ospedalizzazione, ma talvolta l’infezione può aggravarsi al punto tale da rendere necessario il ricovero. Le salmonellosi nell’uomo possono anche causare lo stato di portatore asintomatico.

Nella maggior parte dei casi, l’infezione da salmonella si presenta in forma lieve e si risolve da sola nel giro di pochi giorni. In questi casi il consiglio è di non contrastare il fenomeno diarroico, poiché è il naturale meccanismo di difesa usato dall’organismo per espellere i germi. Di norma per la salmonella è sufficiente adottare una terapia di supporto: somministrazione di soluzioni orali reidratanti (che servono per compensare l’acqua e i sali persi con il vomito e la diarrea), fermenti lattici e probiotici.

Nonostante la salmonella sia un’infezione batterica il ricorso agli antibiotici viene sconsigliato, poiché potrebbe allungare i tempi di persistenza delle salmonelle nelle feci o indurre resistenza. L’ospedalizzazione e l’uso di antibiotici sono indicati solo nei casi gravi (con sintomi extraintestinali), nei neonati al di sotto dei 3 mesi di età e in soggetti con malattie cronico-degenerative.

 

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Mauro Guitto

Mauro Guitto

Giornalista iscritto all’Ordine dei Giornalisti Regione Puglia

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