Le tradizionali pettole tarantine | A Santa Cecilia comincia la magia del Natale

Tempo di lettura stimato: 3 minuto/i


Tradizionali pettole tarantine

La ricetta delle tradizionali pettole tarantine con cui i tarantini celebrano l’inizio del periodo natalizio nel giorno di Santa Cecilia (22 novembre). Le preparano anche a Bari, dove le chiamano popizze….

La storia

L’antica leggenda narra che in un novembre lontanissimo una massaia tarantina della città vecchia si distrasse dalle sue faccende per uscire sul balcone e seguire le prediche di San Francesco d’Assisi che, a quell’epoca, evangelizzava la città. La signora lasciò a lievitare troppo la pasta del pane che come ogni mattina preparava e, una volta entrata in casa, la pasta era ormai irrimediabilmente rovinata dalla eccessiva lievitazione e per quel giorno il pane non poté più essere infornato.

La massaia comunque non si perse d’animo e decise a quel punto di riempire una grande pentola con olio di oliva, ci mise dentro i pezzi della pasta troppo lievitata e vide che si formarono delle frittelle, ci aggiunse cannella e zucchero e le servì fumanti ai suoi bambini che apprezzarono molto. Alla sera poi, per sfamare suo marito che arrivava da una dura giornata di lavoro da pescatore, aggiunse all’impasto dei pezzi di acciughe.

La ricetta

Questa è la ricetta della tradizione delle vere pettole made in Taranto (Pettele in antico greco significa “palline”, o “cuscini del bambino Gesù”) con cui i tarantini celebrano l’inizio del periodo natalizio che a Taranto comincia il 22 novembre. La ricetta delle tradizionali pettole tarantine è molto semplice, vediamola insieme passo passo.



Ingredienti
  • 500 gr di farina 00
  • 1 cubetto di lievito di birra
  • 1 cucchiaino da caffè di sale
  • acqua q.b.
  • olio d’oliva per friggere
Preparazione delle tradizionali pettole tarantine

Riscaldare l’acqua. In una ciotola setacciare la farina, al centro versare un po’ d’acqua e il sale, unire il lievito di birra e scioglierlo bene, poi impastare bene tutta la farina, aggiungendo l’acqua precedentemente scaldata, e lavorando energicamente sino ad ottenere un impasto liscio, omogeneo, appiccicoso, di consistenza quasi cremosa. Coprire e lasciar lievitare l’impasto per circa due ore.  L’impasto sarà pronto quando avrà raddoppiato di volume e sulla superficie presenterà delle bolle d’aria (aria incorporata durante la lavorazione dell’impasto). A questo punto porre sul fuoco una pentola alta con abbondante olio di oliva (le pettole devono friggere in olio profondo per non restare crude all’interno!).

Quando l’olio raggiungerà il punto di fumo, con le mani bagnate in acqua tiepida (per lavorare l’impasto senza appiccicarsi le mani), prendere un po’ d’impasto, stringere la mano a pugno e formare una pallina da staccare tra pollice e indice e far cadere nell’olio. Per le meno esperte si consiglia l’uso del cucchiaio che faciliterà notevolmente compito. Le pettole tradizionali tarantine saranno pronte quando si saranno ben dorate e gonfiate. A questo punto scolarle e metterle su carta assorbente da cucina, spolverarle di zucchero ed ecco le pettole tradizionali tarantine pronte da gustare!

Guarda come le preparano i baresi insieme alle sgagliozze nel nostro live video su Facebook

LEGGI ANCHE


@ Riproduzione riservata

CONDIVIDI L'ARTICOLO


Rosita

Rosita

Food Blogger, articolista di food, wellness e salute

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*

La Gazzetta Digitale

Torna SU