Arcelor Mittal lascia Taranto | Conte convoca i vertici aziendali per evitare recesso e risoluzione del contratto affitto Ilva

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Arcelor Mittal lascia Taranto

AM InvestCo Italy invia comunicazione di recesso e risoluzione relativa al contratto di affitto dei rami d’azienda Ilva. Arcelor Mittal lascia Taranto dunque? Per i sindacati si tratta di “Una bomba sociale” mentre tutti si aspettano l’immediato intervento del Governo con l’ennesimo decreto…

*** LEGGI ANCHE LA STORIA DEL SIDERURGICO (articolo del 05.11.19 ***)

ENNESIMO DECRETO IN VISTA?

L’Ilva rischia di essere “improvvisamente” rispedita al mittente, ossia al Governo con questa mossa di AM InvestCo Italy che ha pochi minuti fa annunciato di voler lasciare. La comunicazione è stata inviata direttamente ai commissari straordinari di Ilva SpA.

A Taranto però, i tarantini che sperano in un futuro alternativo all’acciaio, ci credono poco e si aspettano un nuovo intervento del Governo per salvare l’ex Ilva e non Taranto.

UN CONTRATTO D’AFFITTO

Quello sottoscritto da AM InvestCo Italy non era altro che un contratto di affitto e successivo acquisto condizionato dei rami d’azienda di Ilva SpA (e di alcune società controllate “Ilva”) a cui è stata data esecuzione il 31 ottobre 2018.



COSA PREVEDE IL CONTRATTO

Nel caso in cui un nuovo provvedimento legislativo incida sul piano ambientale dello stabilimento di Taranto in misura tale da rendere impossibile la sua gestione o l’attuazione del piano industriale, la Società (AM InvestCo Italy) ha il diritto contrattuale di recedere dallo stesso contratto. Questo è ciò che è scritto nel contratto a suo tempo sottoscritto dalle parti. “Postilla” che permette alla “nuova” proprietà di chiedere l’annullamento di tutto quanto.

IL PESO DEI PROVVEDIMENTI DEL TRIBUNALE DI TARANTO

Secondo AM InvestCo Italy, a complicare le cose che hanno portato alla drastica decisione di lasciare, hanno pesato i provvedimenti emessi dal Tribunale penale di Taranto. Tali provvedimenti obbligano i Commissari straordinari Ilva a completare talune prescrizioni entro il 13 dicembre 2019 (pena lo spegnimento dell’altoforno 2). Tale termine è stato ritenuto dagli stessi Commissari impossibile da rispettare.

Le stesse prescrizioni dovrebbero poi interessare altri due altiforni (il numero 1 e il numero 4) dello stabilimento tarantino (un’ammissione di “colpa” perché evidentemente sono altrettanto inquinanti, ndr) e tutto questo, secondo AM InvestCo Italy, renderebbe impossibile attuare il suo piano industriale, gestire lo stabilimento ed eseguire ciò che è indicato nel contratto. Inoltre, le perdite di quasi 2 miliardi di euro al giorno, non permettono certo e ulteriormente di pensare positivo da parte della multinazionale.

LA PALLA PASSA AI COMMISSARI STRAORDINARI

Secondo Mittal, altri gravi eventi indipendenti da essa, hanno contribuito a causare una situazione di incertezza giuridica e operativa che ne ha ulteriormente compromesso la capacità di effettuare necessari interventi presso Ilva e gestire lo stabilimento di Taranto.

AM InvestCo Italy ha chiesto ai commissari straordinari di assumersi la responsabilità per le operazioni e i dipendenti entro 30 giorni dalla comunicazione a loro inviata oggi 4 novembre 2019.

E ADESSO? INTERVIENE IL PREMIER CONTE…

Adesso a Taranto tutti si aspettano un nuovo intervento del Governo che probabilmente si è già riunito per trovare l’ennesima soluzione “tampone”. Un intervento che non sarebbe ancora una volta in favore del futuro della città che vorrebbe liberarsi una volta per tutte dall’inquinamento. L’intento della città è ormai da diversi anni quello di voltare pagina, mantenendo un futuro occupazionale (sostenibile) per i lavoratori Ilva e per quelli futuri. Accadrà ancora una volta ciò che è accaduto negli anni scorsi con un nuovo DECRETO SALVA ILVA ? La risposta è: MOLTO PROBABILMENTE SI (con o senza decreto).

VERTICE A PALAZZO CHIGI, MARTEDì 5 L’INCONTRO CON L’AZIENDA

Dopo un vertice tenutosi a Palazzo Chigi nel pomeriggio di lunedì 4 novembre, il premier Giuseppe Conte ha convocato i vertici dell’azienda con i quali si incontrerà nel pomeriggio di martedì 5 novembre 2019 per discutere della questione che ha già scatenato dibattiti, tensioni e botta e risposta politici. Il ministro per lo Sviluppo Economico ha dichiarato che “il governo non consentirà la chiusura dell’ex Ilva. Non esistono i presupposti giuridici per il recesso del contratto“.

Non la pensa allo stesso modo il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano che, tra le altre cose, ha dichiarato all’Ansa: “E’ una fabbrica totalmente ILLEGALE perché uccide lavoratori e cittadini di Taranto…“.

E INTANTO IMPAZZA L’IRONIA SOCIAL

Il comunicato è stato diffuso anche sui social dove (in particolare sulla pagina Facebook dell’azienda) si sono scatenati i commenti di quelli che sono stanchi dell’inquinamento a Taranto (e sono davvero tanti). Una lettrice scrive “Se ve ne andate per davvero e si chiude finalmente l’area a caldo, vado a ringraziare la Madonna a Medjugorie“.

Un altro scrive: “Statemi bene!“. Qualcuno invece non ci crede e scrive: “Tranquilli che il Governo italiano sa bene come tutelare i padroni e voi non fate eccezione. PS: non c’era bisogno di tutto questo teatro, sarebbero accorsi in vostro aiuto senza batter ciglio“.

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Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. All'attivo articoli sul fisco, sociale, lavoro, televisione e sicurezza alimentare.

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