Troupe di Striscia aggredita al quartiere Zen di Palermo | Dove vuole arrivare Vittorio Brumotti?

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Brumotti aggredito al quartiere Zen di Palermo

Nel tentativo di fare l’ennesima inchiesta sulla droga, Vittorio Brumotti aggredito al quartiere Zen di Palermo che non ha preso bene la sua inchiesta.

La troupe di Striscia rischia grosso

Vittorio Brumotti insieme alla troupe di Striscia ha rischiato di più del solito stavolta nel difficile quartiere dello Zen di Palermo. Stavolta Brumotti stava realizzando un servizio sul traffico di droga nel quartiere insieme al cameraman e ad altri colleghi.

Stando alla ricostruzione dei Carabinieri, l’aggressione sarebbe avvenuta alcuni giorni dopo il servizio realizzato da Brumotti che avrebbe “infastidito” qualcuno. I motivi si possono immaginare, sono gli stessi delle precedenti volte accaduti in altre città: le riprese della troupe dello spaccio con tanto di visi e situazioni che si verificano quotidianamente per le strade del quartiere popolare alla periferia del capoluogo siciliano.

L’aggressione

L’auto blindata nella quale l’inviato di Striscia e i suoi colleghi si erano rifugiati, è stata colpita da alcuni pesanti con sassi di cemento e da un colpo di pistola che avrebbero perforato la portiera dell’auto.



Brumotti aggredito al quartiere Zen di Palermo: il fatto scatenante

L’atteggiamento ritenuto “provocatorio” che ha scatenato la violenta reazione di alcuni degli abitanti del luogo è stata la nuova “visita” di Brumotti per raccogliere le dichiarazioni dei residenti sul traffico di droga. La troupe è riuscita a rifugiarsi in auto ma improvvisamente il tetto dell’auto è stato sfondato da un pesante blocco di cemento lanciato da un piano alto di una casa. Non è finita perché almeno un colpo di pistola (forse calibro 12) sarebbe stato esploso all’indirizzo dell’auto.

La domanda nasce spontanea: Brumotti DOVE VUOLE ARRIVARE?

Il servizio non è ancora andato in onda e per fortuna la troupe è uscita illesa anche stavolta grazie all’intervento dei Carabinieri. Ma ciò che viene da chiedersi: non essendo Brumotti un agente di Polizia o appartenente a qualunque altro Corpo, dove vuole arrivare? Prima di capirlo ci deve scappare il morto? Auguriamoci di NO!

Continuando a prendersi questi grossi rischi (per sé e per i suoi colleghi) per mettere in evidenza fatti ben noti sia alle Forze dell’Ordine sia a chi vive in certi quartieri, cosa vorrebbe risolvere? Non sarebbe meglio lasciar fare il proprio mestiere alla Polizia e a chi di dovere le indagini?

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Mauro Guitto

Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. Tra i vari temi, scrivo di sociale, spettacolo, sicurezza alimentare e sport.

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