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CALCOLO PAZIENTI COVID CON SINTOMI
Ieri la riflessione di Matteo Bassetti che chiede il calcolo pazienti Covid con sintomi e non con l’attuale sistema che ritiene profondamente sbagliato.
NON SI CONSIDERINO QUELLI SENZA POLMONITE
Bassetti, con un post di stamattina sulla sua pagina Facebook ha ribadito quanto affermato ieri e riportato da diverse testate nazionali. “Chiedo – ha detto Bassetti – da medico clinico infettivologo, che vengano considerati come pazienti Covid coloro che presentano criteri clinici, con segni, sintomi della malattia, e che non vengano considerati pazienti Covid quelli che entrano in ospedale per una ragione diversa da polmonite da Covid. Diversamente, continueremo ad arrovellarci nello stesso serpente che si morde la coda…Ritengo che questa modalità di calcolo, a livello sia della colorazione delle regioni, che della situazione emergenziale, sia profondamente sbagliata“.
“MODALITA DI CALCOLO SBAGLIATA“
“Non possiamo oggi, con l’80% della popolazione vaccinata, usare la modalità di calcolo che usavamo nella seconda e terza ondata. Ritengo che questa modalità di calcolo, a livello sia della colorazione delle regioni, che della situazione emergenziale, sia profondamente sbagliata” – ha proseguito Bassetti.
IN OSPEDALE PER ALTRE PROBLEMATICHE
Conclude l’infettivologo: “In un ospedale come il San Martino, dove 3/4 dei ricoverati non hanno sintomi della patologia Covid, ma risultano positivi al virus e sono in ospedale per altre problematiche, non apportano il carico assistenziale dei pazienti della prima, seconda o terza ondata“.
E su Omicron Bassetti ha detto: “Per l’Inghilterra si assiste ad un dietrofront imbarazzante. Si conferma che per la omicron si ospedalizza poco, si intuba pochissimo e due dosi di vaccino sono sufficienti a proteggere dal ricovero in ospedale. Stessi dati dalla Scozia dove per omicron si ospedalizza 2/3 in meno rispetto alla Delta. Gli inglesi in questa occasione non hanno fatto una bellissima figura dopo aver terrorizzato tutto il mondo con i loro modelli matematici che adombravano scenari apocalittici nel brevissimo. Vediamo anche noi di non esagerare nell’allarmismo e nelle limitazioni“.
LA RIFLESSIONE CHE FACCIAMO NOI (E NON SOLO)
Se fin dall’inizio Bassetti e molti “addetti ai lavori” delle istituzioni sanitarie e del Governo avessero effettuato il calcolo che ora suggerisce Bassetti…. quanti casi (gravi e non gravi, veri e presunti) avremmo contato (e conteremmo) dall’inizio della pandemia fino ad oggi?
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