Giornata mondiale sulla rabbia 2017 | Oggi, 11esima edizione dell’iniziativa di sensibilizzazione

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Giornata mondiale sulla rabbia 2017

Lanciata dall’Allenza globale per il controllo della rabbia e supportata da numerose organizzazioni di sanità animale, ricorre oggi la Giornata mondiale sulla rabbia 2017. Una iniziativa per parlare di una malattia contagiosa che colpisce tutti gli animali a sangue caldo, tra cui anche l’uomo, con esito mortale.

Prevenzione per uomini e animali

L’iniziativa si propone di aumentare la consapevolezza pubblica dell’impatto della rabbia sulla salute umana e animale e di diffondere informazioni sulla facilità e l’importanza della prevenzione. Nel 2007, la prima edizione della Giornata mondiale della rabbia (World rabies day) ha coinvolto quasi 400 mila persone di 74 Paesi diversi. L’evento è promosso dall’Oms e organizzato dalla Global Alliance for Rabies Control. Grazie ai programmi avviati dall’Alleanza sono stati vaccinati migliaia di animali.

La rabbia

Gli eventi organizzati per tale iniziativa vogliono rafforzare il concetto che la rabbia è una malattia prevenibile al 100% nell’uomo. Nonostante questo, ogni anno più di 55 mila persone (1 ogni 10 minuti) muoiono a causa dei morsi o dei contatti con la saliva di animali infetti, principalmente in Africa e Asia. Da alcuni anni il numero di casi umani e canini si è ridotto del 90% ma non ancora azzerato.

La metà delle vittime di rabbia nel mondo ha meno di 15 anni: i bambini infatti sono i più colpiti, perché con maggiore frequenza rischiano di essere morsi dai cani e sono inconsapevoli dei pericoli che corrono. Le organizzazioni internazionali stimano che ogni giorno circa 100 bambini muoiano per questa malattia. Questo può essere facilmente evitato con la prevenzione, ossia assicurando la vaccinazione negli animali e potenziando l’accesso alle cure mediche per le persone a rischio.



Le regole anti-rabbia

La prevenzione della rabbia comincia insieme al proprietario di un animale e bastano delle semplici regole per evitare i rischi di contagio:

  • evita il contatto con gli animali randagi o selvaggi (specialmente quelli che sono indicati come potenziali portatori del virus);
  • se sei stato morso, lava le ferite con acqua e sapone e cerca immediatamente un medico;
  • se il tuo animale è stato morso, consulta immediatamente un veterinario.

Trattamenti tempestivi e appropriati dopo i morsi e prima che la malattia si sviluppi possono fermare l’infezione e prevenire la malattia sia negli uomini che negli animali.

Giornata mondiale sulla rabbia 2017: la situazione in Italia

L’ultima epidemia, dopo quasi 13 anni di assenza e in relazione alla situazione epidemiologica nelle vicine Slovenia e Croazia, ha interessato dall’autunno 2008 al febbraio 2011 il nord-est italiano, e in particolare il Friuli Venezia Giulia, la provincia di Belluno e le province di Trento e Bolzano. Contro questa epidemia sono state effettuate numerose campagne di vaccinazione orale delle volpi, che hanno permesso l’eradicazione della malattia dal territorio. L’ultimo caso risale al febbraio 2011.

Dopo i prescritti due anni di prosecuzione delle campagne vaccinali e in assenza di nuovi casi, il nostro paese ha riottenuto lo stato di indennità nel 2013. A scopo precauzionale e in linea con quanto realizzato in Slovenia, viene ancora eseguita due volte all’anno la vaccinazione orale delle volpilungo una fascia di confine di circa 2.300 km2.

Come riconoscere l’animale infetto

Nell’animale il sintomo più evidente è il cambiamento d’umore:

  • l’animale selvatico improvvisamente non è più diffidente con l’uomo, lasciandosi facilmente avvicinare;
  • quello domestico diventa invece aggressivo.
Le persone generalmente a rischio

Sono i cacciatori e i viaggiatori con animali al seguito le persone che devono essere maggiormente accorte e verificare lo stato vaccinale e sanitario dei propri animali, prima e dopo lo spostamento. Devono fare attenzione anche tutti coloro che viaggiano nei Paesi esotici dove seguono dei veri e propri “tour della natura”.

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Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. All'attivo articoli sul fisco, sociale, lavoro, televisione e sicurezza alimentare.

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