Invecchiamento attivo | Parte la campagna Part-time agevolato

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Invecchiamento attivo | Parte la campagna Part-time agevolato

Parte domani 26 maggio 2016 la campagna di comunicazione istituzionale per promuovere il principio dell’invecchiamento attivo, una sorta di graduale uscita dall’attività lavorativa. Ad avviarla il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che dedica la sua attività promotrice al “Part-time agevolato“.

Politiche per il diritto di ognuno di vivere attivamente

L’invecchiamento progressivo della popolazione è un fatto ormai noto, così come la necessità di porre in atto strategie appropriate per passare da politiche basate sui bisogni delle persone più anziane, considerate come soggetti passivi, a politiche che riconoscono a ogni persona il diritto e la responsabilità di avere un ruolo attivo e di partecipare alla vita della comunità in ogni fase della vita.

Da domani dunque sulle reti Rai e sulle maggiori emittenti nazionali e locali saranno trasmessi due spot, uno televisivo e uno radiofonico, con l’obiettivo di informare i lavoratori e le aziende dei vantaggi offerti dalla formula del part-time agevolato. La campagna si svilupperà anche su carta stampata.

L’obiettivo della campagna è duplice:

  1. informare particolarmente i cittadini, lavoratori dipendenti del settore privato, con contratto a tempo pieno e indeterminato, con almeno venti anni di contributi e a tre anni dalla maturazione dell’età per la pensione di vecchiaia, che possono alleggerire il carico di lavoro senza conseguenze negative sul versante pensionistico (invecchiamento attivo)
  2. far conoscere ai datori di lavoro i vantaggi che possono derivare alle aziende applicando la formula del part-time agevolato.

Il Part-time agevolato

Sarà efficace dal 2 giugno 2016 il Decreto che ne disciplina le modalità di riconoscimento del part-time agevolato, introdotto da una norma contenuta nella legge di stabilità 2016.

I lavoratori dovranno prima presentare all’INPS una domanda per ottenere la certificazione sulla maturazione del requisito contributivo e anagrafico entro il 31 dicembre 2018. Dopodiché, ottenuta la certificazione, potranno concordare con il datore di lavoro una riduzione dell’orario tra il 40% ed il 60% (stipulando con lui un contratto part-time per la pensione, con durata fino al raggiungimento del requisito pensionistico, indicante la riduzione dell’orario lavorativo) ricevendo ogni mese in busta paga, in aggiunta alla retribuzione per il part-time, una somma esentasse corrispondente ai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro sulla retribuzione per l’orario non lavorato. Inoltre, per il periodo di riduzione della prestazione lavorativa, lo Stato riconosce al lavoratore la contribuzione figurativa corrispondente alla prestazione non effettuata, in modo che alla maturazione dell’età pensionabile il lavoratore percepirà l’intero importo della pensione, senza alcuna penalizzazione.

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Mauro Guitto

Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. Tra i vari temi, scrivo di sociale, spettacolo, sicurezza alimentare e sport.

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