Pane gratis per tutti | A Casamassima il grande cuore di un panettiere

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Pane gratis per tutti

Pane, pizza e focacce gratis per tutti“. E’ questo il messaggio che un panettiere di Casamassima, un paese di circa 20 mila abitanti della provincia di Bari, esporrà al di fuori del suo negozio. “Pane gratis per tutti

L’autore del generoso gesto del pane gratis

Si tratta del panificio “La Fornarina” di Adele Verna che siamo andati a trovare personalmente per saperne di più. Abbiamo parlato con Sacha Salamandra, compagno della titolare che ha specificato che dal 1° dicembre dopo la chiusura, esporrà fuori dal negozio un cesto (disposto accuratamente al riparo da eventuali intemperie) con pane gratis ma anche pizza e focacce avanzate durante la giornata sempre gratis. Il cesto sarà a disposizione di tutti coloro che hanno bisogno di un po’ di pane e che non possono permettersi di acquistarlo.

Pane gratis. La Fornarina, il panificio di Casamassima (Ba)
La Fornarina, il panificio di Casamassima (Ba)

Il fenomeno della povertà

La povertà è purtroppo una situazione critica che nella quale si ritrovano anche quelle persone che, non più in giovanissima età, hanno perso la propria occupazione trovando grandissime difficoltà di reinserimento nel difficilissimo mondo del lavoro e magari hanno anche moglie (anch’essa disoccupata) e figli da sfamare oltre all’affitto di casa e le spese correnti da sostenere. Eppure il pane non dovrebbe mancare mai a nessuno ma la povertà in Italia è un dato reale e costante.

E al Sud la situazione è sempre più difficile rispetto alle altre zone della Penisola. Lo dicono i fatti e i numeri. Solo a Casamassima si contano circa 250 famiglie che necessitano di aiuti. E se teniamo conto delle cifre e delle stime riguardanti la situazione a livello nazionale, ci accorgiamo che quello della povertà è un “fenomeno” persistente.



Le statistiche sulla povertà

Le recenti indagini Istat, riguardo alla povertà, dicono che nel 2014, 1 milione e 470 mila famiglie (5,7% di quelle residenti) è in condizione di povertà assoluta, per un totale di 4 milioni 102 mila persone (6,8% della popolazione residente). La povertà assoluta si attesta al 4,2% al Nord, al 4,8% al Centro e all’8,6% al Sud.

Rispetto all’indagine precedente, migliora la situazione delle coppie con figli (tra quelle che ne hanno due l’incidenza di povertà assoluta passa dall’8,6% al 5,9%), e delle famiglie con a capo una persona tra i 45 e i 54 anni (dal 7,4% al 6%). La povertà assoluta diminuisce anche tra le famiglie con a capo una persona in cerca di occupazione (dal 23,7% al 16,2%), a seguito del fatto che più spesso, rispetto al 2013, queste famiglie hanno al proprio interno occupati o ritirati dal lavoro. Nonostante il calo (dal 12,1 al 9,2%), la povertà assoluta rimane quasi doppia nei piccoli comuni del Mezzogiorno rispetto a quella rilevata nelle aree metropolitane della stessa ripartizione (5,8%). Il contrario accade al Nord, dove la povertà assoluta è più elevata nelle aree metropolitane (7,4%) rispetto ai restanti comuni (3,2% tra i grandi, 3,9% tra i piccoli).

La situazione della povertà relativa

Anche per la povertà relativa si conferma la stabilità, rispetto all’anno precedente, rilevata per la povertà assoluta nelle ripartizioni geografiche e il miglioramento della condizione delle famiglie con a capo una persona in cerca di occupazione (l’incidenza della povertà relativa passa dal 32,3% al 23,9%) o residenti nei piccoli comuni del Mezzogiorno (dal 25,8% al 23,7%); in quest’ultimo caso il miglioramento si contrappone al leggero peggioramento registrato nei grandi comuni rispetto all’anno precedente (dal 16,3% al 19,8%).

Ben vengano dunque le poche iniziative come quella del panettiere di Casamassima che va elogiato e va anche imitato perché non ha altri fini se non quello caritatevole. Da sottolineare infatti, a conferma di quanto detto finora, che il sig. Salamandra e la sig.ra Verna hanno preferito non farsi fotografare perché, dicono “Il nostro fine è solo quello della beneficenza“. Speriamo che anche i grandi e i piccoli supermercati, ma anche i ristoranti e gli alberghi, i cui sprechi sono ben noti e hanno proporzioni enormi, seguano l’esempio de “La Fornarina”, magari facendolo tutto l’anno e in maniera organizzata e sistematica.

Povertà assoluta e relativa

La povertà relativa è un parametro che esprime la difficoltà economiche nella fruizione di beni e servizi, riferita a persone o ad aree geografiche, in rapporto al livello economico medio di vita dell’ambiente o della nazione. Questo livello è individuato attraverso il consumo pro-capite o il reddito medio, ovvero il valore medio del reddito per abitante, quindi, la quantità di denaro di cui ogni cittadino può disporre in media ogni anno e fa riferimento a una soglia convenzionale adottata internazionalmente che considera povera una famiglia di due persone adulte con un consumo inferiore a quello medio pro-capite nazionale. La povertà relativa si distingue dal concetto di povertà assoluta, che indica invece l’incapacità di acquisire i beni e i servizi, necessari a raggiungere uno standard di vita minimo accettabile nel contesto di appartenenza.

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Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. All'attivo articoli sul fisco, sociale, lavoro, televisione e sicurezza alimentare.

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