Per Lorenzin ok TASSA sul TABACCO | Secondo il Ministro è prevenzione

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Per Lorenzin ok TASSA sul TABACCO

Il Ministro della Salute, alla presentazione del rapporto Aiom “Lo stato dell’oncologia in Italia” si è espressa sulla lotta al fumo. Per Lorenzin ok tassa sul tabacco in quanto contraria alla morte.

Tasse contro la morte

Ha detto il Ministro: “Le tasse sul tabacco sono tasse contro la morte, così come praticato in tutti i Paesi civili del mondo. Per far diminuire i consumi di sigarette si usa qualsiasi arma. Infatti, la battaglia contro il tabacco è la prima battaglia di salute, considerando che sono proprio i più giovani il bersaglio del mercato del tabacco“.

Per Lorenzin ok tassa sul tabacco dunque e lo ribadisce aggiungendo: “Combattere il fumo è un’arma di prevenzione: oggi ci sono 80 mila morti l’anno a causa del fumo di sigaretta ed il tumore al polmone è in crescita tra le donne proprio a causa del fumo. Dobbiamo fare in modo che le persone abbiano paura di fumare. Perciò non sono contraria alle tasse sul tabacco, che rappresentano uno dei metodi per dissuadere le persone dal fumare. Così si salverebbero tante vite e si eviterebbero costi enormi per malattie croniche. Fondamentali sono anche i controlli per il rispetto del divieto della vendita di sigarette ai minori“.

La disparità di accesso alle cure

La Lorenzin si è soffermata sulla questione della disparità di accesso alle cure e alla diagnostica per i tumori tra le regioni italiane. Ha sottolineato che “non possiamo permettere queste differenziazioni poiché si tratta di una discriminazione nell’accesso alla vita; questi sono diritti e tali differenze devono suscitare indignazione“. Il rischio tuttavia di ritrovarsi di fronte alle solite parole è molto alto. Di casi discriminatori in Italia ce ne sono tanti, soprattutto al Sud dove in zone ad alto tasso di inquinamento come Taranto e la Terra dei Fuochi (tanto per citarne un paio) diagnosticare e curarsi dai tumori risulta spesso utopico.



Il registro dei tumori

La Lorenzin ha parlato anche di reti, registri oncologici e breast unit per il tumore al seno realizzate sul territorio in modo differente. Il Ministro ha ammesso: “Fare un registro non è un fatto economico, bensì di capacità di programmazione. E spesso proprio le Regioni più disagiate e con un più alto tasso di tumori non hanno un registro di monitoraggio“. La Lorenzin ha citato anche alcuni esempi di regioni nelle quali i pazienti sono costretti a fare autentici tour per fare diagnosi e cure. Situazioni che possono migliorare anche con la collaborazione tra gli oncologi e tra le regioni.

La prosposta

Il Ministro della Salute ha infine lanciato una proposta agli oncologi: lavorare a un “libro bianco dell’oncologia” in Italia per aiutare di conseguenza le Regioni. Uno strumento per fare il punto su quanto sia stato fatto finora e su ciò che c’è ancora da fare. E i cittadini…. attendono, molti dei quali continuando ad ammalarsi e a morire, spesso senza nemmeno avere la possibilità di curarsi.

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Mauro Guitto

Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. Tra i vari temi, scrivo di sociale, spettacolo, sicurezza alimentare e sport.

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