Presentazione Studio epidemiologico nel tarantino | Dati SCONVOLGENTI!

Ultimo aggiornamento:

Tempo di lettura stimato: 12 minuto/i


Presentazione Studio epidemiologico nel tarantino

La Regione Puglia, nella persona del suo presidente Michele Emiliano, fa sul serio. Lo ha dimostrato anche stamattina con la presentazione Studio epidemiologico nel tarantino sugli effetti delle esposizioni ambientali nei comuni di Taranto, Massafra e Statte.

E la regione ha deciso di impugnare il 10° decreto salva-Ilva

La Giunta regionale, come anticipato alcune ore fa da Emiliano durante la presentazione Studio epidemiologico nel tarantino, si è riunita nel tardo pomeriggio di oggi in seduta straordinaria e ha deciso. Impugnerà dinanzi alla Corte Costituzionale la legge numero 151/2016 che ha convertito l’ultimo decreto legge sull’Ilva per lesione del principio di leale collaborazione che dovrebbe ispirare l’operato del legislatore.

La legge, nell’introdurre il comma 8.1 nell’articolo 1 del DL 191/2015, non prevede alcuna forma di coinvolgimento della Regione nella procedura di modifica o integrazione al piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria o di altro titolo autorizzativo necessario per l’esercizio dell’impianto siderurgico del Gruppo Ilva di Taranto, attuando così una discriminazione totalmente irragionevole. L’esclusione di qualunque strumento collaborativo con la Regione rende palesemente incostituzionale la disposizione impugnata“.

L’incontro di stamattina

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, con il direttore del Dipartimento Promozione della Salute, Giovanni Gorgoni, il commissario AReS, Giancarlo Ruscitti e il dirigente del Dipartimento di epidemiologia Regione Lazio, Francesco Forastiere, hanno tenuto la presentazione Studio epidemiologico nel tarantino sugli effetti delle esposizioni ambientali sulla popolazione residente a Taranto, Massafra e Statte.

I clamorosi dati (non nuovi): a Taranto si muore di ILVA!

Ormai non si può più negare l’evidenza: c’è relazione causa-effetto tra emissioni industriali e danno sanitario.
I risultati evidenziati durante la presentazione Studio epidemiologico nel tarantino oggi a Bari sugli effetti delle esposizioni ambientali sulla popolazione residente a Taranto parla chiaro:

  • +24% ricoveri per malattie respiratorie dei bambini residenti quartiere Tamburi, +26% quartiere Paolo VI;
  • l’esposizione alle polveri industriali è responsabile di un +4% di mortalità, in particolare +5% mortalità per tumore polmonare,
    +10% per infarto del miocardio.

Per effetto dell’SO2 (anidride solforosa) industriale:
+9% mortalità, in particolare +17% mortalità per tumore polmonare, +29% per infarto del miocardio.

Entrambi gli inquinanti sono responsabili di nuovi casi di tumore del polmone tra i residenti (+29% lepoverie +42% l’so2).

SCARICA il RAPPORTO COMPLETO dello Studio epidemiologico

Le dichiarazioni di Emiliano durante la presentazione Studio epidemiologico nel tarantino

Oggi presentiamo dati molto rilevanti e ringrazio tutte le istituzioni coinvolte, a cominciare dalla Regione Lazio, per la collaborazione. Vorrei evitare qualsiasi eccesso di allarmismo, anche perché semmai il nostro problema riguarda la capacità straordinaria di sopportazione della città di Taranto rispetto a una situazione che dura dal 1960.
Finalmente abbiamo la possibilità, in prosecuzione del lavoro svolto presso l’autorità giudiziaria di Taranto, di continuare a seguire ciò che sta accadendo. Non abbiamo dunque lasciato all’autorità giudiziaria in esclusiva il compito di accertare, ma abbiamo fatto il nostro dovere, ciò che era necessario fare all’interno di una funzione generale preventiva e di analisi dei dati relativi alla salute
.

I dati evidenziati nella presentazione Studio epidemiologico nel tarantino possono essere utili comunque la si pensi sull’attività dell’Ilva. Abbiamo soprattutto la possibilità di capire se esistono modalità compatibili di produzione con la salute umana. Alla Regione Puglia non spetta stabilire se l’attività debba proseguire o meno, ma abbiamo voluto comunque mettere a disposizione questo lavoro preziosissimo e unico nel suo genere”.



Oggi valuteremo se impugnare il 10° decreto salva-Ilva

Presentazione Studio epidemiologico nel tarantino

Ha proseguito Emiliano: “nel corso di una Giunta straordinaria, oggi stesso valuteremo se impugnare dinanzi alla Corte costituzionale l’ultimo decreto Ilva. Inoltre il 10 ottobre a Taranto il Consiglio nazionale degli ingegneri ci consentirà di approfondire l’opzione del proseguimento attività di Ilva con un sistema produttivo differente da quello attuale. Senza questi dati che aggiornano e migliorano quelli che già avevamo, avremmo parlato sulla base di intuizioni ma non su elementi oggettivi.

Da oggi possiamo parlare, anche per il periodo successivo alle contestazioni del processo di Taranto, sulla base di informazioni scientificamente inoppugnabili. Il Presidente del Consiglio ha questo studio già da diversi giorni e adesso deve valutare cosa fare, essendo informato, e prendere le decisioni conseguenti. Non è una comunicazione come tutte le altre: questa è una comunicazione che ha effetto giuridico, da questo momento il Presidente della Regione e il Presidente del Consiglio hanno il dovere e il potere di adottare provvedimenti che servano, se in natura sono possibili, ad abbassare questi livelli di mortalità anomali, fuori scala”.

SCARICA il RAPPORTO COMPLETO dello Studio epidemiologico

Le iniziative adottate dalla regione

Emiliano, nel corso della presentazione Studio epidemiologico nel tarantino, ha elencato tutte le iniziative adottate nell’ultimo anno dall’amministrazione regionale:

La prima cosa che abbiamo fatto nell’ambito delle competenze della Regione è stato realizzare questo Studio e trasmetterlo al Governo. Laddove dovesse verificare delle situazioni anomale che determinano fattori letali per la popolazione, il Governo ha l’obbligo giuridico di intervenire. Nel nostro ordinamento non impedire un evento che si ha l’obbligo di prevenire equivale a cagionarlo. Io non posso chiudere la fabbrica, non ho questo potere e non ce l’ha neanche più la magistratura perché sono intervenuti dei provvedimenti di legge che impediscono ai magistrati di agire come farebbero per qualunque altro impianto.

Altra cosa che possiamo fare come Regione è esaminare l’ipotesi di impugnare dinanzi alla Corte costituzionale il decreto che impedisce alla magistratura di bloccare l’impianto, che secondo noi andrebbe bloccato alla luce di questi dati, fino a che non si sia in grado di funzionare senza pericolo. Perché se le curve di produttività corrispondono alle curve di mortalità, tertium non datum, la fabbrica va fermata o rallentata e vanno portati questi dati al minimo livello possibile. Noi, come Regione, continueremo a verificare questa corrispondenza tra mortalità e produttività“.

La revisione dell’AIA

Emiliano ha parlato anche di AIA dicendo: “Un’altra cosa che faremo, e la Regione ha titolo per farlo, è la revisione dell’Aia. Già da qualche giorno ho dato indicazione all’Avvocatura regionale di istruire la richiesta. Se l’Aia venisse revocata sulla base degli elementi presentati oggi, ancora una volta, la fabbrica non potrebbe proseguire l’attività.

Terza cosa che la Regione ha già fatto, è proporre al Governo un sistema produttivo alternativo.
La Regione Puglia non vuole entrare nella discussione se questa fabbrica sia davvero o no strategica per l’economia nazionale, è un giudizio che spetta al governo. E quest’ultimo la ritiene strategica. Però la produzione di acciaio strategica può essere realizzata con mezzi produttivi diversi dall’attuale. E per questo abbiamo inviato lo scorso dicembre al Presidente del Consiglio una proposta che prevede una modalità di produrre acciaio che non determini fattori di mortalità. Siamo in attesa di una risposta che ancora non arriva.

Qualunque dirigente di pubblica amministrazione sa che se si dispone di dati che indicano una determinata procedura come fattore di mortalità e se si individua di un metodo diverso per fare la stessa cosa portando quei dati a zero, bisogna agire con rapidità. Siamo pronti a collaborare col Governo per agire con rapidità e limitare i danni. È incredibile che siano decorsi tre anni dall’impegno a lenire le emissioni attraverso “l’ambientalizzazione”, un termine che per me ormai non ha senso: la Corte costituzionale aveva detto che la costituzionalità del decreto era assicurata solo ed esclusivamente dal rispetto del termine prefissato, che non è stato rispettato ma prorogato“.

SCARICA il RAPPORTO COMPLETO dello Studio epidemiologico

Una situazione giuridica gravissima

Il presidente della Regione Puglia ha concluso dicendo: “C’è una situazione giuridica gravissima rispetto alla quale l’intero Stato deve intervenire perché stiamo accumulando una serie di fattori di rischio giuridico di enorme portata. Secondo il principio di leale collaborazione io ho sottoposto questi dati al Governo. Ovviamente la collaborazione non può che avvenire attraverso una valutazione comune degli elementi. Se dopo più di un anno riuscissimo a fare almeno una riunione di lavoro con il Governo avente ad oggetto l’Ilva non sarebbe male. Perché purtroppo in una situazione così grave, non solo accumuliamo dati e analisi, ma non è ancora possibile avere un momento di confronto su dati di carattere oggettivo. Se il governo dovesse valutare che questo studio ha profili di irrilevanza e inconsistenza lo spiegherà, ma in questi casi il principio di precauzione prevede che l’autorità competente e che ne ha il potere, prenda i provvedimenti necessari che abbassino i fattori di rischio“.

Le dichiarazioni di Gorgoni

Ora i dati ci sono e sono molto aggiornati. L’aggiornamento è al 2014, che per le regole dell’epidemiologia e della statistica è una data molto aggiornata. E’ frutto di un lavoro corale fatto anche al di fuori della Regione Puglia, dal dipartimento epidemiologico della Regione Lazio, dall’Arpa, dall’Ares, dal Csa e dal dipartimento di prevenzione della Asl di Taranto.

Lo studio è stato fatto con molto rigore, in maniera molto puntuale: è una conferma scientifica che con la disponibilità di questi dati cambia anche le politiche assistenziali in alcune aree. Vedere che i bambini sotto i 14 anni in alcuni quartieri di Taranto avranno un maggiore rischio di infezioni alle vie respiratorie tra il 49 e il 50% cambia infatti il modo in cui si approcciano le politiche assistenziali“.

SCARICA il RAPPORTO COMPLETO dello Studio epidemiologico

Le parole di Forastiere

Lo studio è stato illustrato dal dirigente del Dipartimento di epidemiologia della Regione Lazio, Francesco Forastiere, che ha dichiarato:

Lo Studio che stiamo presentando oggi è frutto di una collaborazione unica in Italia, e di questo dobbiamo essere orgogliosi. Quello che stiamo presentando oggi è un lavoro scientifico durato due anni di raccolta, valutazione e analisi dei dati relativi alla situazione di Taranto. Il rapporto è un lavoro collaborativo che ha origine dalla Regione Puglia e che ha visto la collaborazione con l’Istituto di Epidemiologia del Lazio insieme alle istituzioni regionali (Asl Taranto, Ares e Arpa).

È un lavoro complesso che ha messo insieme competenze ambientali e sanitarie e il risultato è un prodotto veramente unico nella realtà nazionale. Abbiamo sempre detto che quello che sta succedendo in Puglia, e cioè la capacità di vedere il nesso tra ambiente e salute, è una particolarità di grande importanza“.

Lo studio spiegato da Forastiere

Che l’area di Taranto fosse molto studiata, anche attraverso lo studio Sentieri, lo sapevamo. La città presentava elementi critici e i risultati di Sentieri sono serviti per rivendicare una serie di azioni d prevenzione. Non sapevamo invece quanto fosse il differenziale di salute all’interno della stessa città. Un confronto quindi all’interno della stessa città. Questa è l’essenza dello studio.

Uno studio che ha analizzato tre aree: Taranto, Statte e Massafra. Abbiamo voluto studiare gli effetti a lungo termine delle emissioni industriali per lo stato di vita, i ricoveri, l’incidenza per i tumori e la mortalità. Due indicatori ambientali, due cioè le caratteristiche delle emissioni industriali prese in esame, le polveri e l’anidride solforosa. Lo studio è stato reso possibile grazie a metodologie innovative messe a punto da Arpa Puglia“.

SCARICA il RAPPORTO COMPLETO dello Studio epidemiologico



@ Riproduzione riservata

CONDIVIDI L'ARTICOLO
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. All'attivo articoli sul fisco, sociale, lavoro, televisione e sicurezza alimentare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*

La Gazzetta Digitale

Torna SU