PUZZA di GAS nel TARANTINO | Ma il progetto ODORTEL è cessato

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PUZZA di GAS nel TARANTINO

Oggi pomeriggio una forte puzza di gas nel tarantino è stata segnalata da diversi cittadini della città di Taranto. E’ impossibile eseguire dei controlli perché il progetto ODORTEL è recentemente cessato (Leggi la comunicazione di ARPA Puglia di cessazione del progetto).

Diverse segnalazioni arrivano da Taranto

La puzza di gas nel tarantino pare sia stata avvertita molto forte nel borgo di Taranto ma, come si diceva, l’importante e innovativo progetto ODORTEL è stato recentemente chiuso dopo che il Consiglio comunale di Taranto aveva anche approvato la mozione presentata dal consigliere Ambrogi Melle sulla puzza di gas che spesso viene avvertita a Taranto. Per Lina Ambrogi Melle il progetto ODORTEL era ed è uno strumento che ha messo sotto accusa l’ENI e che ha permesso di avvisare i cittadini che i picchi di questa puzza di gas nel tarantino sono in continuo aumento.

A tal fine il consigliere ha più volte chiesto alla Regione Puglia di ripristinare ODORTEL, e lo ha fatto anche scrivendo una lettera aperta al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano per chiedergli di “rivedere queste decisioni che continuano a danneggiare i legittimi interessi dei cittadini di Taranto e di ripristinare senza indugio nei modi di legge il progetto Odortel che comporta un irrisorio impegno finanziario”. Al Ministero invece ha chiesto di inserire nell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) i limiti soglia finora inesistenti.

Proprio alcuni giorni fa Lina Ambrogi Melle aveva parlato della situazione di Taranto e avanzato delle proposte

“A Taranto esiste una situazione sanitaria allarmante con eccessi di malattie rispetto al resto della Regione Puglia, legate anche al grave inquinamento industriale, certificati  dallo studio Sentieri dell’Istituto Superiore di Sanità, dal registro Tumori e dalle perizie epidemiologiche del Tribunale. Eppure paradossalmente abbiamo maggiori problemi a curarci nelle strutture sanitarie perché la Regione Puglia ci riserva  il minor numero di posti letto per abitanti e meno operatori sanitari rispetto a quelli previsti.

Scelte incomprensibili, come tante altre del resto, sempre a svantaggio del nostro territorio.

 Per questo nel mio intervento in Consiglio comunale del 20 maggio 2016 sul tema del riordino ospedaliero ho lanciato un forte il richiamo al Sindaco e agli altri esponenti politici presenti, ad attivarsi per far diventare Taranto agli occhi del Governo centrale e della Regione Puglia “priorità strategica nazionale” anche per la prevenzione e la cura di tutte le gravissime malattie spesso causate dal massiccio inquinamento subito da anni.

Ci promettono un Ospedale nuovo fra 10-15 anni e non ci danno ora, che siamo in piena emergenza, la possibilità di curarci adeguatamente. Invece dobbiamo pensare all’oggi e dare al nostro territorio risorse maggiori proprio per fronteggiare la gravissima situazione sanitaria  attuale. Questa è la priorità assoluta.

Infatti  pur avendo delle eccellenze mediche, non ci sono nel territorio strutture e personale sufficienti per curare la moltitudine di gente che si ammala quotidianamente, come se fosse in atto una vera epidemia. Pertanto sono in molti ad essere costretti ad intraprendere i viaggi della speranza e a curarsi fuori Regione con inevitabili disagi e con aggravi finanziari per i familiari che vogliono assistere i propri cari. Ciò è inaccettabile e rappresenta un ulteriore schiaffo ai tarantini che hanno solo avuto la sfortuna di nascere in una bella ma  martoriata terra.

Riassumo le mie proposte:

1) potenziare le strutture sanitarie esistenti anche rafforzandone l’organico ( con nuove assunzioni, anche in deroga, di personale medico e paramedico)

2) investire nelle professioni sanitarie, stabilizzando e incrementando  i corsi di laurea e la ricerca e permettendo ai docenti universitari di poter svolgere sul territorio le tre funzioni di didattica, ricerca e assistenza. L’università, l’Asl, la Regione Puglia ed il Comune si mettano subito attorno ad un tavolo.

3) aderire e sostenere l’iniziativa di TarantoRicercaFuturo per chiedere al Presidente della Regione Puglia Emiliano, al ministro della salute Lorenzin ed al Presidente del Consiglio Renzi di utilizzare una parte dei fondi stanziati per la ricerca per istituire a Taranto un IRCCS ( Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico), ossia un centro d’eccellenza per la ricerca e la cura dei tumori, che affianchi e supporti le strutture esistenti per fronteggiare la gravissima emergenza sanitaria in atto.

Taranto deve cominciare a volare alto, riprendendosi la sua dignità.”

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Mauro Guitto

Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. Tra i vari temi, scrivo di sociale, spettacolo, sicurezza alimentare e sport.

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