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Ripresi bombardamenti su ALEPPO
Non c’è tregua per la martoriata città siriana. Nuovi raid aerei russi in Siria, ripresi bombardamenti su Aleppo.
Un copione già scritto
Dopo tre settimane di tregua la Russia ha ripreso, unitamente alle forze governative di Assad, i bombardamenti aerei su Aleppo. Bombardati ospedali. Vittime tra i civili.
E’ un copione scritto col sangue quello della liberazione della Siria dal sedicente Stato Islamico. Un copione, le cui pagine parlano di vite spezzate, di innocenti, vittime di logiche di potere.
Donne, bambini in fuga dall’inferno, con gli occhi sbarrati nell’ultimo sguardo su un orizzonte buio, privo di approdi.
Una pioggia incessante, di fuoco, cade da un cielo che si colora di rosso. Non c’è spazio per vivere ad Aleppo e, forse, neppure per morire.
La tregua
Solo tre settimane, questa la durata della tregua, per ridare colore alle speranze di fuga della popolazione!
Ma, da ieri, puntuali al loro appuntamento con la morte, i jet russi, Su-33s, sono partiti dalla portaerei russa Kutznetsov, coadiuvati dai bombardieri di Bashar al-Assad.
Aleppo, Idlib e la regione a nord di Homs sono state bersaglio dei nuovi raid aerei. Ma le azioni militari non hanno risparmiato ospedali e civili, ferendo o falcidiando medici, persone, ancora presenti in quel che resta di una delle città più belle della Siria.
Dopo 5 anni di guerra, la nazione piange le vittime di un regime che, avvalendosi di potenti alleanze e motivando in vario modo i propri giochi politici, semina morte e distruzione.
Quel che resta di Aleppo
Paradiso della cultura e di una storia antica, Aleppo è diventata uno dei campi di battaglia principali della guerra civile, che contrappone da un lato il presidente siriano Assad e i suoi alleati, Russia, Iran e milizie sciite, e dall’altro gruppi sunniti ribelli, sostenuti dall’Arabia Saudita, dalla Turchia, dalle monarchie del Golfo e degli Stati Uniti.
Un quadro non ben definito e che odora di sangue e di morte e, se fino ad ora la politica di Obama ha agito da deterrente nei confronti della Russia, preoccupa ora la linea condivisa con Putin da Donald Trump.
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