Assegni invalidità fuori da ISEE | INPS ha rivisto le procedure

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Assegni invalidità fuori da ISEE | INPS ha rivisto le procedure

Assegni invalidità fuori da ISEE. Il Presidente dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili, Caradonna avverte “A Bari non lo sa ancora nessuno..”.

“Una nuova strada per correggere la DSU, che i baresi sappiano di questa opportunità”

Assegni invalidità fuori da ISEE. “Apprendiamo dell’adeguamento dell’INPS dei programmi e delle procedure per adempiere alle nuove prescrizioni, in seguito alla sentenza dello scorso 29 febbraio 2016 con cui il Consiglio di Stato ha bocciato il sistema di calcolo che include le pensioni di invalidità tra i redditi, ritenendo illegittima l’inclusione del reddito rilevante ai fini ISEE relativo all’invalidità civile e alle prestazioni assistenziali e risarcitorie alle quali gli invalidi civili possono accedere“.

Michele Caradonna aggiunge: “Oggi veniamo a conoscenza di una nuova strada per correggere la DSU (dichiarazione sostitutiva unica) che dà accesso alla formulazione dell’ISEE calcolato secondo le regole che invece a fine febbraio il Consiglio di Stato ha dichiarato illecite. Ossia con una procedura di contestazione con la quale si possono inserire pari a zero le indennità (la sentenza del Consiglio di Stato aveva infatti stabilito che non sono da considerare nell’Indicatore della Situazione reddituale le provvidenze ed i benefici economici erogati dallo Stato per “compensare” la condizione di disabilità) e chiedere l’applicazione delle franchigie massime nel caso di adulti maggiorenni (per i minorenni erano previste dal nuovo ISEE franchigie più alte). Il punto è che il calcolo corretto non avviene in automatico: la premessa necessaria è la contestazione. Che i baresi sappiano di questa opportunità perché sul territorio sono 25 mila gli invalidi civili. Fino a qualche giorno sul sito dell’Inps c’era solo la possibilità di rettifica, ora c’è la contestazione. Chi ha presentato l’ISEE online può contestarlo online, chi l’ha fatto tramite CAF deve farlo tramite CAF.

Inoltre – spiega ancora Caradonna – l’unica maniera per non vedersi conteggiata l’indennità di accompagnamento, prevede che la correzione del calcolo non avverrà automaticamente su iniziativa dell’Istituto Previdenziale, ma dovrà essere la persona interessata (direttamente o tramite CAF) a accedere alla rettifica, attraverso la procedura di contestazione. Un meccanismo questo che comporta il rischio di vedere ulteriormente penalizzati coloro che con mille peripezie e difficoltà riescono a ottenere qualche minimo e vitale sostegnoL’ANMIC – conclude il Presidente provinciale – sta valutando qualsiasi conseguenza anche di tipo risarcitorio o indennitario, per coloro che sono stati esclusi dall’accesso alle prestazioni ed ai servizi a causa della precedente formulazione dell’ISEE o, perché non hanno fatto domanda in quanto allo stato delle cose non avrebbero ottenuto la prestazione o il servizio.

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Mauro Guitto

Mauro Guitto

Giornalista iscritto all’Ordine dei Giornalisti Regione Puglia

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