COLOBRARO il paese innominabile | Dicono che porti IELLA, è solo leggenda?

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Colobraro il paese innominabile

Se non dico la verità, che possa cadere questo lampadario!“… poco dopo un enorme lampadario si è staccato dal soffitto uccidendo gli astanti. E’ solo uno dei curiosi episodi verificatisi negli anni a Colobraro il paese innominabile. Pare che gli infausti eventi si verifichino ancora oggi.

“Quel paese..”

Gli abitanti dei paesi vicini ma anche alcuni abitanti di Colobraro, non lo nominano neppure, lo chiamano “Quel paese“, pur di evitare di sottoporsi al rischio, anche minimo di entrare in un tunnel costellato di infausti eventi dai quali non avrebbero scampo.

Tra leggenda e superstizione

Inizia tanti anni fa, con la presunta lunga serie di strani fatti (che peraltro proseguono), la fama sinistra del paesino della Basilicata dal nome quasi impronunciabile della provincia di Matera.

Un paese di circa 1.535 anime che sorge a 630 metri sopra il livello del mare, Colobraro il paese innominabile.



Tutto ebbe inizio…

Tutto pare trovi origine nell’anatema lanciato dall’allora Podestà del paese, don Virgilio, negli anni ’40 nei confronti di chi non credeva a ciò che lui asseriva durante una riunione.

Pronunciare il nome di Colobraro il paese innominabile basta già a far scaturire scongiuri di ogni sorta, poiché è considerato dai più superstiziosi foriero di “strane coincidenze infauste” e “sfighe” di vario genere.

Il significato del suo nome..

Colobraro deve il significato del suo nome (invero un po’ “sinistro”) alla sua stessa etimologia.

“Columbarium, apiarium, formicularium” in latino significa “luogo che raccoglie e nutre colombi, api, formiche”. “Colubrarium” indica quindi “luogo che contiene o produce serpi, colubri“.

Origini magiche..

In epoche remote, Colobraro è stato popolato da orde di fattucchiere, tanto che lo stesso etnologo, Ernesto De Martino, ne ha tratto non poco materiale per il capitolo dedicato alla fascinazione e al malocchio, nel libro “Sud e magia“, uno dei testi di punta dell’antropologia italiana.

colobraro il paese innominabile
Maddalena La Rocca, la Cattre di Colobraro
Maddalena La Rocca, la Cattre

Per secoli le popolazioni lucane accorrevano nell’innominabile paese per usufruire dei magici servizi che ivi venivano svolti. Particolarmente impressionante risulta essere l’immagine della “Cattre”, la più famosa fattucchiera vissuta nel secolo scorso in terra lucana di nome Maddalena La Rocca, specializzata in fatture e riti per togliere il malocchio.

E pare che a Colobraro fino a non molti anni fa qualcuno ancora celebrasse l’antichissimo rito della famosa “notte delle streghe”.

Vespa ne parlò a “Porta a Porta”

Ne parlò anche Bruno Vespa a “Porta a Porta” nel 2008 con un collegamento in diretta dal paese in presenza del sindaco di allora, Domenico La Rocca e di una rappresentanza dei cittadini di Colobraro che non confermarono ma neanche smentirono categoricamente.

Vespa, su invito del sindaco disse “un giorno verremo lì a trovarvi“…. ma a Colobraro ancora lo aspettano (invano).

Non è vero ma.. ci credo

Viviamo in Italia, il Paese del ”non è vero ma ci credo”, e gli abitanti di Colobraro sono da anni protagonisti di curiosi aneddoti legati alla fama di “paese porta – iella” del luogo in cui vivono.

Si racconta di persone che, per il solo fatto di aver pronunciato il nome del paese, sono state vittime di incidenti stradali o di “piccoli incidenti” (come li ha chiamati il sindaco di allora) di altro genere, più o meno lievi (gomme forate, malori, piogge improvvise e altro).

Altre testimonianze vere o presunte..

Ma c’è anche qualcuno che racconta di essere passato da Colobraro e di aver vinto con un “Gratta e vinci”.

Un ragazzo dice invece: “Sono andato solo una volta a Colobraro perché mio padre doveva suonare. Quella stessa sera ha bruciato l’amplificatore..io lì non ci torno mai più!“.

La prudente impiegata…

Tra i vari aneddoti, si dice che una volta si presentò in un ufficio pubblico di una non specificata città italiana, un ragioniere nativo di Colobraro che, documenti alla mano, disse candidamente il comune di provenienza.

L’impiegata, dopo aver preso visione del documento del ragioniere, per prudenza e senza pronunciare il nome del paese, disse al collega: “Il signore è di quel paese…”.

Il ragioniere, notando il disagio tra i due, replicò con pungente ironia: “Superstiziosa? Poverina..”, e aggiunse “i superstiziosi sono condannati a vivere molto…ma molto male“.

Il destino dell’impiegata..

Chissà se quell’impiegata avrà continuato a vivere tranquillamente la sua vita o se sarà invece passata da quel momento… a miglior vita. Naturalmente ne abbiamo volutamente parlato con spirito perché siamo certi che “quel paese” sia solo “vittima” di strane coincidenze……..o no?

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Rosita

Rosita

Food Blogger, articolista di food, wellness e salute

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