Coloranti e aromi NO | A mangiarli proprio non ci sto!

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Coloranti e aromi NO

Ne sentiamo parlare ogni giorno ma molto meno si parla del loro impatto sulla sicurezza alimentare (anche) dei bambini….ma diciamo subito Coloranti e aromi NO.

Una zona d’ombra

Di additivi e conservanti aggiunti ai cibi industriali sentiamo parlare ogni giorno con preoccupante frequenza. Molto meno però si parla degli aromi, sostanze che abbondano negli alimenti lavorati ma che costituiscono ancora una ”zona d’ombra” in tema di sicurezza alimentare, con un’attenzione particolare nella dieta dei bambini. Coloranti e aromi NO ma dove sta la pericolosità degli aromi dal momento che sono così usati anche negli alimenti della prima infanzia ? Secondo la teoria di Paracelso “Niente è veleno, tutto è veleno”, la differenza la fa la dose. Anche se nel linguaggio comune sono concetti spesso confusi, è importante operare una distinzione tra tossicità e rischio: quello che ci interessa è capire quanto e per quanto tempo dobbiamo ingerire una sostanza perché essa costituisca un rischio reale per la nostra salute. Coloranti e aromi NO.

La materia ”aromi” è disciplinata dal Regolamento CE 1334/2008 del Parlamento europeo, che prevede gli aromi naturali e quelli invece ottenuti per sintesi chimica.

Possiamo quindi dividerli in tre categorie

  • gli aromi naturali, quelli ottenuti da macinazione, frammentazione o distillazione (mediante alcool e altri solventi) di componenti di origine vegetale o animale. La legge inerente ai prodotti biologici ammette solo l’aggiunta di aromi naturali. Gli aromi naturali sono anche i preferiti dal consumatore, che li percepisce come sani e genuini. Peccato però che il consumatore non sappia che questi aromi talvolta non derivano da alimenti, né tantomeno che per estrarli e diluirli occorrano solventi chimici;
  • gli aromi artificiali (per esempio l’etilvanillina), che invece suscitano da subito diffidenza nel consumatore, tanto che le aziende alimentari spesso “strillano” letteralmente sui loro prodotti “non contiene aromi artificiali”;
  • gli aromi natural-identici, che sono uguali a quelli in natura ma sono ottenuti sinteticamente (per esempio la vanillina), e che sono i preferiti dalle aziende perché costano meno e si conservano meglio.


I cosmetici e i bambini: l’altra fonte di esposizione agli aromi

Oltre ai cibi, un’altra fonte di esposizione agli aromi sono i cosmetici, ivi compresi i prodotti per l’igiene destinati ai neonati.

Ma perché l’attenzione deve essere particolarmente alta quando si tratta di bambini? L’esposizione al rischio e la vulnerabilità a determinate sostanze variano con l’età e le condizioni fisiologiche: facile dedurre quindi che i soggetti più a rischio sono i bambini molto piccoli ed è anche importante, per i suddetti motivi, prestare la massima attenzione anche alle donne in gravidanza e che allattano. I bambini, poiché sono in una fase di crescita, ingeriscono una maggior quantità di cibo e acqua rispetto al loro peso corporeo, spesso all’interno di regimi alimentari monotoni che li portano a mangiare sempre le stesse cose. Ecco il motivo per cui una stessa esposizione a un certo aroma per un bambino piccolo può avere conseguenze più serie rispetto a un adulto. Le sostanze tossiche possono interferire con lo sviluppo del feto e con la crescita nella primissima infanzia. Il problema degli aromi però non sussiste nel caso di alimenti preparati in casa.

Nei cibi casalinghi fatti dalla mamma o dalla nonna per i bambini però gli aromi non ci sono o almeno sembrerebbe: le linee guida per una sana alimentazione suggeriscono infatti di evitare il sale aggiunto e di insaporire i cibi con le spezie. Alla luce di studi recenti, nel caso dei cibi per bambini piccoli, sarebbe meglio evitare le spezie, e quindi il rischio occulto di sostanze tossiche in esse contenute. Tra l’altro, nella cultura popolare vi è la percezione che le spezie possano essere troppo “forti” per i bambini molto piccoli. Dietro questa diffidenza c’è probabilmente l’intuizione ancestrale della potenziale tossicità di questi prodotti per i bimbi.

E’ stata addirittura richiamata l’attenzione sulle tisane a base di finocchio, molto usate per le coliche dei lattanti. I semi di finocchio contengono estragolo, una sostanza genotossica e potenzialmente cancerogena: perciò la raccomandazione è di non usare le tisane almeno fino ai 4 anni di età, se non dietro specifica indicazione del pediatra. Ne viene sconsigliato il consumo anche alle gestanti e durante l’allattamento.

Coloranti e aromi NO: la situazione per gli alimenti industriali per la primissima infanzia

Gli aromi vengono utilizzati dalle industrie negli alimenti per i bambini in età scolare ma non mancano in quelli destinati ai lattanti. Basta leggere attentamente le etichette sui prodotti: spesso si tratta di aromi naturali, ma a volte si parla solo genericamente di “aromi”. Qualche volta è indicato anche il nome: il più diffuso è la vanillina, che fa parte degli aromi cosiddetti ”natural-identici”. Ma esistono anche pappe lattee e creme di cereali prive di aromi: basta leggere le etichette per identificarli. Viceversa, non sono stati trovati biscotti per l’infanzia per la prima infanzia senza additivi.

Nel caso di latti formulati per neonati o di proseguimento destinati a bimbi fino al 1° anno di età gli aromi sono assenti: perché, per favorire l’allattamento al seno, la legge vieta la promozione del latte artificiale, e l’aggiunta di sostanze aromatiche viene considerata una forma di “promozione” del prodotto in polvere a discapito del latte materno. Diverso il caso dei cosiddetti “latti di crescita” in cui si trovano in etichetta aromi, i più diffusi senz’altro vaniglia e vanillina.

Gli aromi non possono essere aggiunti ai nettari di frutta (che sono anche destinati ai bambini nella fase dello svezzamento) e ai succhi di frutta al 100%. Ma prestiamo attenzione alla denominazione di vendita: molte bevande che hanno un’immagine salutistica (con aggiunta di vitamine, minerali, antiossidanti) sono in realtà semplicemente “bibite a base di succo di frutta” e possono contenere coloranti e sostanze aromatiche.

Infine…

le merendine: proposte nella duplice versione  “con” e “senza” aromi. Un prodotto senza aromi può essere migliore perché, per ottenere un buon risultato organolettico, l’azienda produttrice deve usare ingredienti di primissima qualità quindi risulteranno anche più valido sotto il profilo dei nutrizionale.

Bisogna comunque privilegiare gli alimenti freschi. Tra tutte le bevande la migliore è la semplice acqua. Tra gli alimenti industriali, è meglio scegliere quelli che non riportano la parola aromi in etichetta e variare il più possibile la scelta senza fossilizzarsi su una sola marca: un’alimentazione varia è la miglior difesa dal rischio di entrare in contatto con sostanze tossiche in quantità eccessive e quindi alla lunga dannose per la salute dei nostri bambini e di quella di noi adulti.

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Rosita

Rosita

Food Blogger, articolista di food, wellness e salute

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