Don Peppino Diana | Il prete coraggioso ucciso dalla camorra

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Don Peppino Diana

Martire dell’amore per il suo popolo a soli 36 anni, Don Peppino Diana è caduto sotto i colpi della camorra il 19 marzo del 1994. La sua storia e una poesia, per non dimenticare..

Il prete coraggioso

Giuseppe Diana, conosciuto come Peppe o Peppino Diana, nacque a Casal Di Principe il 4 luglio 1958. E’ stato un presbitero, scrittore e scout italiano assassinato dalla camorra che lo ha ucciso perché ha provato a contrastarne la sua azione illegale con un grande impegno civile e religioso che gli è costato la vita. La Campania è rimasta profondamente segnata dalla sua attività in vita e dalla sua scomparsa tanto che nel 2010, una scuola, il Liceo scientifico di Morcone, in provincia di Benevento e anche una scuola di Legalità del Molise (Termoli), hanno preso il suo nome. Don Peppino Diana non faceva altro che aiutare le persone in difficoltà schiacciate dalla camorra, quando a comandare c’era il Clan dei Casalesi infiltrati ovunque, nel privato e negli enti pubblici.

L’assassinio …

…proprio nel giorno del suo onomastico, a San Giuseppe, il 19 marzo del 1994, quando aveva ancora 36 anni, nella sacrestia della chiesa di San Nicola di Bari a Casal di Principe, mentre stava per celebrare la santa messa. Cinque proiettili che non gli lasciarono scampo: due alla testa, uno al volto, uno alla mano e uno al collo.

Per questo omicidio, il 30 gennaio 2003 Nunzio De Falco fu condannato in Primo Grado all’ergastolo per essere stato il mandante dell’omicidio che portò la firma di Giuseppe Quadrano che, successivamente, fu condannato a 14 anni di carcere per essersi consegnato e aver collaborato con la Polizia. Il 4 marzo 2004 furono poi condannati all’ergastolo dalla Corte di Cassazione Mario Santoro e Francesco Piacenti per aver attivamente partecipato all’omicidio. Il 18 e 19 marzo 2014 la Rai ha trasmesso una Fiction in memoria di Don Peppino Diana interpretato da Alessandro Preziosi.

«Io non voglio sapere se Dio esiste, voglio sapere da che parte sta», ti ricordiamo anche con questa tua frase e con una poesia dello scrittore napoletano Antonio Ruggiero. Ciao Don Peppino….



‘A forza d”a cuscienza

Se sente ancora ‘a voce ‘e don Peppino,
‘e quanno dint’’a cchiesa, a mmano armata,
‘na sottospecie d’omme, n’assassino,
stutaje ‘na vocca, ma è rrimmasto ‘o sciato.

‘O sciato ‘e chi cumbatte ‘o prepotente,
‘e chi tène ‘o curaggio d’affruntà
a cchi scamazza tanta bbrava ggente,
a cchi int’’e vvene scorre ‘a ‘nfamità.

‘O sciato ‘e chi ha trasmesso tanta forza,
ca quanno ‘o cielo chiagne, quanno chiove,
pur’ int’ a n’anema ch’è cchien’’e scorze,
nasce ‘ntrasatto ‘na cuscienza nova.

Catene ‘e voce, ‘e sciate ne so’ ttante,
cannele ca n’appicciano speranze;
viecchie e guagliune, aunite tuttu quante,
e don Peppino ca cammina annanze.

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Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. Scrivo articoli sul fisco, sociale, televisione e sicurezza alimentare.

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