Latte e derivati | Etichetta di origine, scatta l’obbligo pro “Made in Italy”

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Etichetta di origine dei prodotti lattiero caseari

Anche la tracciabilità di latte e derivati diventa finalmente realtà in attuazione del regolamento (UE) n. 1169/2011 firmato dai ministri delle Politiche Agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.15 del 19 gennaio 2017. L’etichetta di origine dei prodotti lattiero caseari dal 19 aprile 2017 diventa finalmente un obbligo così com’è accaduto per altre filiere.

Tempo 6 mesi per mettersi in regola

180 giorni di tempo per mettersi al passo con l’indicazione in etichetta di origine dei prodotti lattiero caseari. Giusto il tempo per consumare le scorte già distribuite per la vendita, poi bisognerà attenersi alle nuove regole dal 16 ottobre 2017.

Dal 19 aprile scatta l’obbligo in Italia di inserire l’origine della materia prima nelle etichette di tutte le confezioni dei prodotti lattiero-caseari. Una svolta che permetterà al consumatore di conoscere la provenienza di latte, burro, yogurt, mozzarella, formaggi e latticini. Sono interessati dall’obbligo il latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale.

Cosa troveremo in etichetta

In etichetta di origine dei prodotti lattiero caseari troveremo anche l’indicazione del nome del Paese:

  • in cui è stato munto il latte;
  • quello in cui è stato condizionato o trasformato.

L’indicazione “ORIGINE DEL LATTE: ITALIA” sarà sufficiente nel caso in cui il latte utilizzato come ingrediente sia stato munto, confezionato e trasformato nello stesso Paese.



Gli altri casi di etichettatura

Se invece le operazioni indicate avvengono nel territorio di più Paesi membri dell’Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate le seguenti diciture:

  • Latte di Paesi UE” per l’operazione di mungitura;
  • Latte condizionato o trasformato in Paesi UE” per l’operazione di condizionamento o di trasformazione.

Nei casi in cui le operazioni avvengano nel territorio di più Paesi situati al di fuori dell’Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate le seguenti diciture:

  • Latte di Paesi non UE” per l’operazione di mungitura;
  • Latte condizionato o trasformato in Paesi non UE” per l’operazione di condizionamento o di trasformazione.
Etichetta di origine dei prodotti lattiero caseari: il Ministero fa chiarezza

Nella Circolare del 2 febbraio 2017 (scarica il Pdf) il Ministero dello Sviluppo Economico ha voluto fare chiarezza riguardo alla corretta interpretazione di quanto indicato nel decreto interministeriale del 9 dicembre 2016 sui prodotti interessati dall’obbligo.

Sono ESCLUSI dall’obbligo i seguenti prodotti
  • DOP (Denominazioni di origine protette
  • IGP (Indicazioni geografiche protette
  • Latte fresco (disciplinato ai sensi del decreto interministeriale del Ministero delle attività produttive e del Ministero delle politiche agricole e forestali del 27 maggio 2004)

Per questi prodotti continueranno ad applicarsi le disposizioni previste dalla normativa vigente anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto sull’obbligo dell’etichetta di origine dei prodotti lattiero caseari.

La presentazione delle nuove etichette

Mercoledì 19 aprile alle ore 9:30 a Roma nella sede della Coldiretti in via XXIV Maggio, 43 saranno presentate le nuove etichette con esempi concreti. A fare chiarezza ci saranno il Presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo e il Ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, per aiutare i consumatori a fare scelte di acquisto consapevoli.

Ci sarà il tutor della spesa per fare chiarezza nella giungla degli scaffali per imparare a riconoscere inganni e furbizie che sono sempre in agguato. Per Coldiretti si tratta di “un momento storico per il Made in Italy che rivoluziona la spesa degli italiani e difende gli allevatori dal falso Made in Italy. Una rivoluzione in una situazione che l’analisi della Coldiretti stima che 3 buste di latte a lunga conservazione su 4 contengono prodotto straniero impossibile da riconoscere“.

Per 9 italiani su 10 è importante l’indicazione della provenienza

Moncalvo di Coldiretti: “Si conclude positivamente una lunga battaglia della Coldiretti che risponde alle esigenze di trasparenza degli italiani che volevano fortemente questo risultato. (9/10 de) gli italiani che hanno partecipato alla consultazione pubblica online del Ministero, considerano molto importante che l’etichetta riporti il Paese d’origine:

  • del latte fresco (95%);
  • dei prodotti lattiero-caseari quali yogurt e formaggi (90,84%)
  • per oltre il 76% lo è per il latte a lunga conservazione“.
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Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. All'attivo articoli sul fisco, sociale, lavoro, televisione e sicurezza alimentare.

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