Gli spumanti italiani stravincono nel 2016 | Sarà boom di bottiglie a Natale

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Gli spumanti italiani stravincono nel 2016

Le recenti stime dei consumi delle imminenti festività e gli aggiornamenti su produzione ed export forniscono dati molto positivi. Gli spumanti italiani stravincono nel 2016.

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A Natale 2016 saranno 62 milioni le bottiglie

Durante le festività 2016, in Italia verranno stappate 62 milioni di bottiglie (da 0,75 l). Gli spumanti italiani stravincono nel 2016 ed è un dato che mostra una decisa crescita:

  • +10% sul 2015;
  • 158 milioni (+20%) all’estero.

Dalle stime dell’Osservatorio del Vino (su base dati Ismea), emerge che il comparto nazionale dei vini spumanti chiuderà il 2016 con:

  • una produzione di circa 625 milioni di bottiglie (4,69 milioni di hl, +18% sul 2015);
  • un export di 3,4 milioni di ettolitri (oltre 450 milioni di bottiglie da 0,75l) se fosse confermato il trend gennaio-settembre dell’anno.


Un successo “Made in Italy”

Dall’analisi Ismea, con il contributo del Cirve dell’Università degli Studi di Padova, all’interno dell’Osservatorio del Vino, emerge un quadro nel quale il crescente interesse del pubblico per i vini spumanti potrà offrire interessanti opportunità di diversificazione anche nelle aree non specializzate in questi prodotti. Nel generale successo degli spumanti Italiani, si conferma nel 2016 il notevole dinamismo delle tipologie minori, ossia i vini spumanti prodotti in denominazioni diverse da quelle principali o varietali che rappresentano ormai più di un quinto della produzione nazionale.

Ed è in ripresa il mercato interno italiano che vede soprattutto l’aumento delle vendite presso la GDO (+13% a volume e +15% a valore), a fronte di una sostanziale stabilità del vino non spumante.

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La crescita dell’export

Molto bene l’export che, trainato dallo spumante a Denominazione di Origine (+23% a volume e +29% a valore) e, in particolare, dal Prosecco (+28% a volume e +38% a valore), da gennaio a settembre 2016 ha fatto registrare già oltre 2 milioni di ettolitri di vendite oltre i confini nazionali, con incrementi su base annua a volume del 21% e a valore del 24%.

L’export è orientato verso gli spumanti di qualità rispetto sia agli spumanti “comuni”, che guadagnano un 7% a volume perdendo un 3% a valore, sia agli spumanti cosiddetti “varietali”, che perdono 1% a volume e 2% a valore sullo scorso anno.


Dove esportiamo
  • Tra i principali Paesi clienti, il Regno Unito rappresenta ancora il primo mercato in termini di esportazioni per lo spumante italiano, dove si registra, sullo stesso periodo 2015, un incremento in valore del 46% per un corrispettivo di 236 milioni di euro (+30% in volume per circa 700 mila hl);
  • per gli Stati Uniti l’export vale oltre 185 milioni di euro (+31%) con una crescita anche in volume del 23% (465 mila hl);
  • la Francia importa per 28 milioni di euro (+57% a valore e +75% a volume);
  • in Spagna si registra un incremento di +71% a valore e +289% a volume.
Ma quale spumante acquistare?

Bisogna saper distinguere lo spumante dal vino frizzante perché sono due cose diverse e lo sono anche per la legge (per procedimento produttivo e per caratteristiche sensoriali). Il vino frizzante è una specifica tipologia di vino. Lo champagne fa parte di una tipologia complessiva di vini che varia in base a diversi fattori, tra questi:

  • tipologia legale di spumante;
  • uvaggio;
  • metodo di spumantizzazione;
  • versione zuccherina;
  • indicazione geografica.
La legislazione europea sulla classificazione del vino spumante

E’ importante sapere che la legislazione europea (cui si deve attenere anche l’Italia) prevede la classificazione del VS (Vino Spumante) in base al suo residuo zuccherino e lo distingue in:

  • VS, detto anche generico
  • VSQ(ualità)
  • VSQA(romatico), che è un VSQ prodotto con uve di tipo aromatiche)
  • VSG(assificato)

Dunque, a voi la scelta e se volete qualche consiglio: Acquista uno SPUMANTE

@ Riproduzione riservata


Mauro Guitto

Mauro Guitto

Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia

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