Mare Nostrum – Taranto su Rai Storia | Alla scoperta della Città dei due mari

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Mare Nostrum Taranto su Rai Storia

Una serie di cinque documentari che raccontano le nostre radici che partirà lunedì 17 aprile a partire dalle ore 21:10 con il primo appuntamento di Mare Nostrum Taranto su Rai Storia (canale 54 del digitale terrestre).

La nostra identità legata al mare

Una immensa spugna che si è lentamente imbevuta di ogni conoscenza“. Così scriveva il grande storico francese Fernand Braudel, riferendosi al Mediterraneo. Un mare che, insieme ai luoghi della nostra penisola che su di esso si affacciano, è protagonista della serie Mare nostrum, in onda lunedì 17 aprile alle 21:10 su Rai Storia. I cinque documentari raccontano – con un’ampia cronologia storica che va dalla preistoria al secolo scorso – tutte quelle radici culturali, etniche, artistiche che formano la nostra identità e che sono sempre arrivate dal mare.

La città dei due mari

Il primo dei 5 appuntamenti è Mare Nostrum Taranto su Rai Storia dedicato alla “città dei due mari” per la sua originalissima conformazione, con il Mar grande e un bacino più interno, il Mar piccolo: al centro, in una lingua di terra, la “Taranto vecchia”, ferma a più di mezzo secolo fa. Una città particolare e allo stesso tempo strana, Taranto. Pur avendo due mari, spesso è stata costretta a dimenticarsene, e a volgere le spalle alla sua risorsa più preziosa.

Mare Nostrum Taranto su Rai Storia esplora la città attraverso gli uomini e le donne che lavorano nel suo Arsenale, gli esperti di vaglio (come l’architetto Luigi Oliva) e la direttrice del MarTa, Eva Degli Innocenti. Ma anche i pescatori e gli allevatori che ogni giorno cercano nel suo mare le ragioni di un futuro tutto da inventare.

Anche se i “café chantant” (ricordando Anna Fougez) e i teatri sono solo un ricordo sbiadito degli anni del boom, quando era forse l’unico luogo del sud ad attrarre manodopera dal Settentrione, Taranto conserva ancora le tracce di una Italia che altrove è scomparsa.



Il MarTa, l’arsenale, i mitili…

I visitatori che decidono di andare oltre, si accorgono che a Taranto esiste un museo, il MarTa e che la città stessa rappresenta una sorta di museo all’aperto che riassume le vicende, spesso amare, dell’intera nazione. I resti degli insediamenti antichi, quando era la “Perla dello Jonio”, sono raccolti nel museo (il MarTa) che è il fiore all’occhiello della città. Le attività di coltivazione dei mitili, conosciuti in ogni parte d’Italia.

L’arsenale, un tempo il più importante d’Italia, gli impianti siderurgici che, grazie agli aiuti di Stato ricevuti, oggi pongono ancora un assurdo interrogativo che sa più di ricatto: salute o lavoro?

Taranto continua a essere una città contraddittoria dove per esempio il sindaco è un pediatra che ha troppo spesso osservato passivamente (o reagendo tardivamente) di fronte al dramma dei bambini (e non solo) morti e ammalati a causa dell’inquinamento industriale. E prima di lui nessuno aveva fatto di più sulla stessa questione. E’ in corso la campagna elettorale per le comunali che determineranno quale sarà il nuovo sindaco della città ionica.

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Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. All'attivo articoli sul fisco, sociale, lavoro, televisione e sicurezza alimentare.

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