OLIO DI PESCE SORCIO | A Taranto U PESC SCIORG è usato per curare

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OLIO DI PESCE SORCIO

Per tanti tarantini è un “must have” che non può mancare nella dispensa di casa o nascosto in qualche scantinato. Eh sì perché l’olio di pesce sorcio (“U pesc sciorg“) per Taranto è considerato come una sorta di tesoro di cui non si può fare a meno. In boccettina o in una bottiglia ma non può e non deve mancare in casa. Perché ? Scopriamolo ..

Miracoloso ma non è un medicinale

Ancora oggi, andando in giro per Taranto e chiedendo alla gente dell’olio di pesce sorcio, tutti risponderanno “fa miracoli!”. Viene chiamato anche “Puerche” e “Cpodd” ed è conosciuto anche in altre città d’Italia dove invece viene chiamato: “Pesce sorice” a Napoli, “Rattin” a Genova, “Urgiolu” a Catania. I meno giovani ci raccontano che quando erano ragazzi, i nonni o i genitori lo usavano nel momento del bisogno quando bisognava curare escoriazioni e ferite anche non lievi.

Parlando con un uomo di 43 anni che vive nella città vecchia, ci raccontava che da ragazzo ha evitato di finire in ospedale in più di una occasione. In qualunque presidio ospedaliero gli avrebbero suturato quelle ferite con qualche punto di sutura, invece i suoi genitori prendevano una garza imbevuta di olio di pesce sorcio e la applicavano sulla ferita. In pochissimi giorni, magicamente, la ferita si rimarginava (grazie anche alla giovane età dell’allora ragazzo, ovvio).

Non è un medicinale ma ancora oggi l’unguento che fa miracoli è utilizzato anche oggi dai tarantini, quelli più legati agli usi e alle tradizioni della città dei due mari.

Dove lo si può trovare?

Si può chiedere ai pescatori della zona oppure basta fare due passi nel borgo antico di Taranto e chiedere in giro. Girando tra i vicoli può capitare anche di trovare qualche bottega che espone il cartello con scritte del tipo “Qui Olio di pesc sciorg“. Viene venduto a circa 5 euro a bottiglia, il costo al litro è difficile da quantificare perché trattasi di vendita “sottobanco”.



Ma com’è fatto l’olio di pesce sorcio?

L’odore non è proprio piacevole, anzi, diciamolo pure: è insopportabile. L’olio di pesce sorcio viene realizzato in due versioni:

  • quello dall’aspetto giallognolo;
  • “olio bianco”.

L’olio di pesce sorcio più comune, quello giallognolo era (ed è) usato per sanare le ferite anche non proprio lievi e si racconta che in passato fosse anche usato dalla sposa durante la prima notte di nozze per renderla diciamo così.. “meno dolorosa” per la donna.

L’olio bianco veniva assunto per via orale per alleviare il bruciore di stomaco. In passato si racconta che molti lo utilizzassero per guarire lesioni non da poco, come le ulcere. In quel caso l’olio bianco agiva in concomitanza del consumo delle cosiddette “cozze patedde” (o patelle). I più anziani ci assicurano che funzionasse sul serio, non possiamo metterci la mano sul fuoco ma ve lo raccontiamo ugualmente.

Si parlò (anche) di olio di pesce sorcio alcuni mesi fa a Taranto in un incontro culturale grazie al Presidente dell’associazione Diafragma, Francesco Marinaro e al dr. Vincenzo Risolvo, studioso, scrittore e autore di diversi libri sulla cultura e sulla tradizione tarantina. A quell’incontro partecipammo anche noi e ne scrivemmo qui: Taranto nobilis | In Auchan l’evento culturale tra mare e storia.

Perché l’olio di pesce sorcio dovrebbe essere curativo?

L’olio di pesce sorcio è il prodotto dell’ebollizione prolungata del fegato del pesce (che poteva essere un merluzzo, uno squalo, una razza o anche un pesce vacca) ed è ricco di acido gadoleico che fu scoperto nell’olio di fegato di merluzzo nel 1906.

Questo acido, che è del tipo grasso monoinsaturo, lo si può trovare negli oli vegetali come quello ricavato dai semi (e dall’olio) di senape e dall’olio di colza. Lo si trova anche nell’olio di pesce aringa (in quantità maggiori rispetto agli altri), nell’olio di semi di senape, nell’olio prodotto dalla sardina, dal salmone e appunto dal merluzzo. Questi grassi tengono lontani i pericoli di infarto e quelli legati alla circolazione in genere. E svolgono queste azioni sostituendo il pericoloso colesterolo LDL, incrementando il colesterolo HDL che invece non è ritenuto un pericolo per il nostro organismo.

L’olio (quello giallognolo) svolge una funzione ricostituente per la pelle favorendo la repentina moltiplicazione cellulare ed è per questo motivo che permette alle ferite di guarire più velocemente.

L’aspetto del pesce sorcio

Come si può osservare dalle foto, se partecipasse a un concorso di bellezza per pesci, non passerebbe nemmeno oltre le fasi preliminari. Non è una gran bellezza, diciamolo. Fa parte della famiglia dei Macruridae, genere Coelorhincus, e vive nel mediterraneo in acque da 180 metri a 900 metri. Deposita tra dicembre e marzo ed è un carnivoro. Può raggiungere anche la lunghezza di 36 cm e viene facilmente pescato con le reti a strascico in grandi quantità. Giurano che sia commestibile ma in pochi si sognerebbero di acquistarlo per fare un bel pranzo a base di pesce.

Se volete trovarlo (e provarlo) dunque, sapete dove andare…

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Mauro Guitto

Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. Tra i vari temi, scrivo di sociale, spettacolo, sicurezza alimentare e sport.

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