Massacro al night gay di Orlando | ISIS, “Un nostro combattente”

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Massacro al night gay di Orlando

Il killer del massacro al night gay di Orlando del 12 giugno 2016 sarebbe dell’ISIS. La rivendicazione sarebbe arrivata in queste ore.

I fatti del massacro al night day di Orlando

Orlando, 12 giugno 2016, nel locale gay Pulse della città americana, fa irruzione il 29enne Omar Mateen (uomo di ventinove anni, statunitense ma di origine afgana) uccidendo 50 persone e provocando ferite ad altre 53 persone: una vera e propria strage.

Prima del massacro al night gay di Orlando, una serata apparentemente tranquilla, animata da musica latinoamericana, viene interrotta dall’arrivo di Omar che comincia a sparare all’impazzata, portando con sé un fucile d’assalto, una pistola e un esplosivo. Decine sono state le scene di terrore avvenutesi in pochi minuti all’interno di quel locale, un fuggi fuggi generale e grida di paura estreme.

Il killer, ucciso poi dalla polizia, era già conosciuto dall’Fbi perché indagato per due volte di terrorismo (una prima volta nel 2013, una seconda volta nel 2014). Inizialmente non era chiaro se l’atto violento provocato dal killer, fosse dovuto all’odio nei confronti delle persone omosessuali (pista molto meno probabile) oppure a un vero e proprio atto terroristico. La risposta forse è arrivata oggi perché sarebbe (il condizionale è d’obbligo al momento) arrivata la rivendicazione da parte dell’ISIS che annuncia “Era un nostro combattente..”.

Il padre del killer però afferma “La religione non c’entra nulla, ha visto due gay a Miami che si baciavano due mesi fa ed era molto arrabbiato“. L’ex moglie, invece, ammette che era un uomo molto aggressivo e pericoloso, essendo stato anche capace di picchiarla durante il loro matrimonio per motivi futili, ma ammette anche che non era un uomo molto praticante nella sua religione, tant’è che preferiva passare il suo tempo in palestra.

Sta di fatto che, poco prima dell’attentato, Omar Mateen, ha composto il numero dell’emergenza in America (911), giurando fedeltà all’Isis e al suo leader al Baghdadi.

A prescindere dalle ragioni (omofobia o religione), quest’uomo ha messo fine alla vita di 50 persone, presumibilmente solo perché le riteneva diverse da lui.

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Angela Damasi

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