Nube tossica Pomezia | Accertata la presenza di amianto sul tetto della Eco X

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Nube tossica Pomezia

L’incendio in un sito di stoccaggio di rifiuti di plastica, carta e altro materiale della Eco X di via Pontina ha provocato la nube tossica Pomezia che si è diffusa nella zona a sud di Roma. I vigili del fuoco stanno lavorando da ore per spegnere l’incendio che ha visto numerose balle di materiale plastico andare in fumo. Alcuni cittadini avvertono bruciori a occhi e gola, lo scrivono sui social e in questi casi, se gravi, è consigliabile recarsi al pronto soccorso. E’ bene non drammatizzare ma nemmeno sottovalutare il problema, dicono gli esperti.

Il sindaco nel pomeriggio: “invito la cittadinanza a mantenere la calma e a rispettare le disposizioni prescritte. Le operazioni di spegnimento dell’incendio e di rilevazione della qualità dell’aria vanno avanti. L’Arpa è sul luogo e sta installando gli apparati di rilevazione. Daremo ampia comunicazione di ogni aggiornamento“.

+++ LEGGI anche l’aggiornamento dell’10 maggio 2017 +++

Scuole chiuse e non solo

La colonna di fumo nero (nube tossica Pomezia) è visibile da diverse zone e ha ridotto sensibilmente la visibilità sulle strade limitrofe in direzione Ardea e Pomezia rallentando notevolmente il traffico sulla strada provinciale.

nube tossica pomezia
I Vigili del Fuoco al lavoro (foto delle ore 16:05)

Fabio Fucci, sindaco di Pomezia, a causa della nube tossica Pomezia, ha firmato una ordinanza con la quale dispone:

  • ai cittadini residenti nelle zone circostanti l’origine dell’incendio per un raggio di 2 Km di mantenere la chiusura delle aperture delle abitazioni e delle attività commerciali, industriali e di servizi, al fine di prevenire un possibile passaggio di inquinanti, compresi gli impianti di areazione forzata.
  • divieto di manifestazioni ludico sportive, fruizione di impianti natatori e solarium o altri eventi programmati all’aperto. Per quanto riguarda la coltivazione e raccolta di ortaggi per uso domestico e le piantagioni ad uso commerciale, il consumo e la trasformazione dovranno avvenire solo dopo accurato lavaggio con acqua potabile. In caso di allevamento di animali deve essere vietato il pascolo di animali da reddito e ove possibile gli animali devono essere mantenuti al chiuso.
  • in tutti gli edifici di comune uso personale, familiare o di lavoro, ricadenti in un raggio di 100 metri si dispone l’allontanamento dei residenti. Il presente divieto ha validità fino al termine delle operazioni di spegnimento fatta salva ogni modifica di tale termine in base ai risultati analitici sulla qualità dell’aria.

Inoltre dispone:

  • la chiusura nella giornata odierna delle scuole di ogni ordine e grado poste nel raggio di 2 Km dall’incendio (scuola materna ed elementare di Castagnetta; scuola materna ed elementare di Santa Procula);
  • obbligo a chiunque di dare alla presente ordinanza la maggior diffusione possibile;
  • la polizia municipale e’ incaricata di curare la tempestiva diffusione, con ogni mezzo, della presente ordinanza, che in copia viene immediatamente trasmessa, per le vie brevi, al signor prefetto di Roma, è pubblicata all’Albo del Comune e verrà trasmessa al Provveditorato agli Studi, alla Regione Lazio.




Le indicazioni dell’Asl Roma 6

Anche l’Azienda Sanitaria locale, in merito all’incendio che ha causato la diffusione della nube tossica Pomezia, ha invitato la cittadinanza a rispettare le disposizioni previste dall’ordinanza sindacale e a seguire le seguenti indicazioni giunte dal Dipartimento di Prevenzione Asl Roma 6:

  • tenere cautelativamente chiuse le finestre di abitazioni, scuole, uffici, strutture sanitarie e socio-assistenziali;
  • limitare temporaneamente gli spostamenti non necessari;
  • di lavare nei prossimi giorni, con molta accuratezza, frutta e verdura di propria produzione.
Dal Cnr fanno sapere

Angelo Cecinato, ricercatore dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Cnr, ha detto: “La natura dei materiali combusti (carta, plastica e materiale di riciclo) suggerisce la possibilità (a causa della nube tossica Pomezia) di un rilascio nell’atmosfera di polveri fini e ultra-fini tipiche di ogni processo di combustione e ricche di composti potenzialmente tossici per la salute (idrocarburi policiclici aromatici e derivati, plastificanti, ritardanti di fiamma, composti organici clorurati, metalli pesanti). L’azione tempestiva dei Vigili del Fuoco e delle amministrazioni locali tende a limitare al massimo i disagi e i rischi per la popolazione.

Contestualmente, l’attività di monitoraggio dell’ARPA Lazio potrà fornire indicazioni quantitative precise sull’effettivo rilascio di sostanze tossiche e sul conseguente impatto per l’ambiente e la popolazione. Si ritiene che la nota della Regione Lazio e i provvedimenti disposti dalla Amministrazione Comunale soddisfino, come intervento immediato, l’esigenza di tutelare la salute della popolazione. L’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico CNR conferma la propria disponibilità a collaborare con le Amministrazioni, con l’ARPA e con le Autorità Governative competenti, per l’esecuzione di eventuali studi e valutazioni ambientali, anche in ragione della effettiva composizione chimica del materiale combusto“.

Asl Roma 6: accertata la presenza di amianto

Dai primi rilevamenti effettuati, l’Arpa fa sapere che la qualità dell’aria sarebbe comunque entro i limiti di legge. Le prossime ore e i prossimi giorni saranno molto importanti per avere un quadro più preciso della situazione ambientale nel raggio di alcuni chilometri dall’incendio.

Il manager di Eco X rassicura tutti sul fatto che sul tetto non ci sia assolutamente amianto e che nello stabilimento non ci fossero rifiuti pericolosi (al contrario delle voci girate nelle ultime ore).

L’ASL però ha successivamente smentito in maniera clamorosa il manager di Eco X perché il dipartimento di prevenzione dell’Asl Roma 6 ha accertato la presenza di amianto sul tetto dei capannoni della ECO X. Gli effetti sulla salute dei cittadini dovuti all’inalazione di particelle di amianto potrebbero vedersi anche entro i prossimi 20-40 anni. L’inalazione potrebbe infatti provocare tumori al polmone e altre forme di cancro alle vie respiratorie e del tratto gastrointestinale.

10 maggio: il Sindaco ordina all’azienda di bonificare il sito

Il Sindaco di Pomezia, Fabio Fucci ha firmato una ulteriore ordinanza che “in considerazione dei risultati finora raccolti, che indicano la presenza di fibre di amianto nelle lastre di copertura dei capannoni dello stabilimento Eco X coinvolti dall’incendio” ordina all’azienda Eco X “di adottare con urgenza gli interventi di tempestiva rimozione in sicurezza dei materiali ivi presenti e di contestuale bonifica del sito, nel rispetto della normativa vigente a tutela della salute pubblica“.

Il sindaco: “Come indicato dalla Asl l’azienda Eco X dovrà garantire che le strutture e i materiali presenti nel luogo dell’incendio vengano opportunamente e costantemente umidificati per evitare la dispersione di particolato dal sito in oggetto, fino alla completa rimozione delle stesse e bonifica dell’area. L’ordinanza incarica la Asl Roma 6 di vigilare sulla corretta esecuzione degli interventi ordinati alla Società Eco X, nonché di effettuare costanti monitoraggi della qualità dell’aria circostante“.

Fucci ha così concluso: “Siamo ancora in attesa di ricevere dagli Enti competenti i risultati delle analisi sull’eventuale dispersione di fibre di amianto nell’aria che possano confermare le rassicuranti anticipazioni del Ministro della Salute dichiarate alla Camera dei Deputati questo pomeriggio. Fino a quel momento rimangono vigenti le disposizioni adottate con l’ultima ordinanza“.

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Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. All'attivo articoli sul fisco, sociale, lavoro, televisione e sicurezza alimentare.

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