Passaggio al digitale terrestre DVB-T2 | Non è una sorpresa, era già tutto previsto

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Passaggio digitale terrestre DVB-T2

La “nuova fase” del digitale terrestre non è altro che qualcosa di ampiamente programmato alcuni anni fa. Il passaggio digitale terrestre DVB-T2 era già stato previsto, tanto è vero che da alcuni anni esistono in commercio modelli di tv già predisposti.

Ci pensa l’art. 89 della Legge di Bilancio

Ciò che si dice negli ultimi tempi è la necessità di creare spazi per le frequenze che servono alla telefonia mobile. Per fare quanto previsto dal Piano della Commissione Europea sul 5G, si deve necessariamente passare al nuovo sistema per le trasmissioni digitali terrestri DVB-T2 (switch off). Ma non si dice che tale cambiamento al “digitale terrestre 2.0” era già da tempo stato previsto, infatti in commercio (nei negozi e online) si trovano da tempo tantissimi modelli con DVB-T2.

Cosa comporta lo switch off al DVB-T2

Ciò che molti non sapevano (e che, loro malgrado, adesso sapranno e capiranno) è che molti modelli di televisori (e digitale terrestre esterni) sono da anni già dotati di digitale terrestre incorporato compatibile con il nuovo formato. Il problema è che negli anni non è stata fatta una corretta informazione da produttori di tv, distributori e addetti ai lavori. Per cui i più attenti e quelli più scaltri hanno risolto il problema alla fonte, ancor prima di questo nuovo passaggio, acquistando direttamente tv e digitale terrestre con sistema DVB-T2.

Molta gente ha acquistato in questi anni modelli di tv certamente all’avanguardia ma, in molti casi, dotati di modulo DVB-T e non DVB-T2. Tutti dovranno adeguarsi, compresi i condomini dovranno adeguare le antenne centralizzate precedentemente installate.



Passaggio digitale terrestre DVB-T2: TERMINI

Lo switch off sarà preceduto da un periodo transitorio che va dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2022, data a partire dalla quale si attiverà il passaggio definitivo al DVB-T2.

La mia TV non è dotata di modulo DVB-T2: cosa faccio?

E’ la domanda che si chiederanno in molti se vorranno continuare a vedere la tv e la risposta è molto semplice. Ad oggi, salvo variazioni clamorose:

  • i possessori di una tv vecchia o nuova ma priva del nuovo sistema dovranno acquistare un digitale terrestre esterno compatibile con DVB-T2;
  • chi invece ha una tv obsoleta (di quelle a tubo catodico, per intenderci) forse sono più “fortunati” perché dovranno “solo” sostituire il digitale terrestre acquistato nel recente passato.
Tutto a spese dei cittadini? Non proprio….

Con la Legge di Bilancio 2018 il Governo ha stanziato per le famiglie un contributo di 100 milioni di euro 2019-2022 (25 milioni all’anno). Tale agevolazione consiste nell’erogazione di un contributo per i costi sostenuti per l’acquisto di apparecchiature (tv o decoder) per il passaggio al nuovo standard DVB-T2.

Codacons annuncia esposto alla Commissione Europea

Il presidente di Codacons, Carlo Rienzi, denuncia: “Con tale norma il Governo ha fatto un enorme regalo alle aziende produttrici di televisori e un danno agli utenti. Così aumenteranno le vendite e i ricavi per i produttori in modo artificioso mentre gli utenti saranno costretti a cambiare apparecchi nuovi o acquistati da poco. Presenteremo un esposto alla Commissione Europea in cui si chiede di aprire un procedimento formale nei confronti dello Stato Italiano. Non escludiamo di ricorrere allo strumento della class action per costringere il Governo a fornire gratuitamente gli apparecchi televisivi di nuova generazione agli utenti”.

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Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. All'attivo articoli sul fisco, sociale, lavoro, televisione e sicurezza alimentare.

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