Rateizzare il pagamento del bollo auto insoluto | Con la sanatoria 2017 si può

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Rateizzare pagamento del bollo auto insoluto

Il decreto fiscale ha inserito anche la tassa automobilistica non pagata nella rottamazione delle cartelle di pagamento (non solo) di Equitalia. Vediamo come rateizzare pagamento del bollo auto insoluto.


Indice

Chi è interessato dalla Sanatoria 2017

La sanatoria 2017, tra le altre cose, prevede di rateizzare pagamento del bollo auto insoluto. Vi rientrano tutte le città del territorio nazionale e sono compresi i casi non solo di coloro che hanno ricevuto da Equitalia la cartella di pagamento del bollo auto non pagato ma anche di chi ha ricevuto l’ingiunzione per omesso pagamento dalla Regione che è l’ente che incassa la tassa di possesso dell’auto.



Se non si è ancora ricevuto l’avviso di pagamento?

Se non si è ancora ricevuta alcuna notifica di pagamento, il debitore riceverà entro la fine di febbraio 2017 un avviso dall’Agenzia incaricata della riscossione (l’Agenzia delle Entrate) che lo informerà della possibilità di aderire alla rottamazione che permetterà di rateizzare pagamento del bollo auto insoluto.

Cosa fare per sanare il bollo auto non pagato?

Per chiedere di aderire alla sanatoria e quindi rateizzare pagamento del bollo auto insoluto, si deve presentare domanda tramite apposito modello disponibile sul sito di Equitalia e che si può scaricare anche dal seguente link. SCARICA il Modello Definizione Agevolata DA1

Va ricordato che se si è ricevuto un avviso di pagamento comprendente non solo quello del bollo auto ma anche di altri pagamenti, si può chiedere la rateizzazione anche solo di alcuni dei pagamenti insoluti.

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Rateizzare pagamento del bollo auto insoluto: come presentare la DOMANDA

La dichiarazione di adesione alla definizione agevolata (che permette di rateizzare pagamento del bollo auto insoluto) può essere presentata dal contribuente tramite lo stesso modulo DA1:

  • presso gli Sportelli dell’Agente della riscossione;
  • alla casella e-mail/pec della Direzione Regionale di Equitalia Servizi di riscossione di riferimento, inviando il modulo DA1, debitamente compilato in ogni sua parte, unitamente alla copia del documento di identità.

SCARICA il Modello Definizione Agevolata DA1

Termini di presentazione della richiesta

La domanda per rateizzare pagamento del bollo auto insoluto va presentata entro e non oltre il 21 aprile. Fanno eccezione i residenti in uno dei Comuni del Centro Italia colpiti dagli eventi sismici del 2016 e del 2017, per i quali le scadenze e i relativi termini sono prorogati di un anno.

Cosa succede dopo aver presentato la domanda?

Equitalia Servizi di riscossione invia una comunicazione al contribuente entro il 31 maggio 2017 nella quale specifica l’ammontare complessivo delle somme dovute e gli invia i bollettini di pagamento per rateizzare pagamento del bollo auto insoluto.

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Quanto si risparmia aderendo alla Sanatoria

Scegliendo di aderire alla sanatoria del bollo auto, vengono azzerate le sanzioni e gli interessi di mora (eccetto quelle eventualmente già pagate).

Si devono comunque pagare:

  • la quota originaria del bollo;
  • gli interessi eventualmente affidati all’agente della riscossione (Equitalia o chi per esso);
  • l’aggio (la percentuale dell’agente della riscossione) sulle somme da versare;
  • il costo di notifica della cartella di pagamento.


Quali annualità sono sanabili?

La Definizione Agevolata (che non vale solo per il bollo auto) si applica alle somme riferite ai carichi affidati all’Agenzia di riscossione (e già notificati all’interessato) tra il 2000 e il 2016.

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In quante rate si può sanare il proprio debito?

Il debitore dovrà versare il 70% dell’importo dovuto entro il 2017 e potrà scegliere di pagare al massimo in 5 rate con le seguenti scadenze:

  • luglio 2017
  • settembre 2017
  • novembre 2017
  • aprile 2018
  • settembre 2018.

Cosa accade nel caso di ritardato pagamento di una rata?

Basta anche ritardare di un giorno il pagamento di una rata per far decadere la sanatoria. Questo può provocare il pignoramento, da parte dell’agente della riscossione, dei beni del contribuente per l’intero importo del debito originario annullando la rateizzazione delle somme restanti.

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E’ obbligatorio aderire alla sanatoria? No, ma …

Se il debitore decide di non aderire alla sanatoria del bollo, deve sapere che il rischio di subire il pignoramento e il fermo amministrativo dell’auto sono molto più alti rispetto al passato. Perché? Come si sa, Equitalia con il decreto fiscale è stata “soppressa” ed è stata sostituita dall’Agenzia delle Entrate che gode di maggiori poteri di indagine nella ricerca dei beni da pignorare. L’Agenzia delle Entrate può infatti accedere alle banche dati dell’Anagrafe tributaria e dei rapporti finanziari (i conti correnti) andando a scovare qualsiasi “tesoretto” eventualmente nascosto e soprattutto pignorabile. In questo maggior potere c’è anche quello di cercare nella banca dati dell’Inps per procedere all’eventuale pignoramento di una parte dello stipendio.

E se non si paga il bollo?

Le conseguenze sono due e sarà difficile scamparla: il fermo amministrativo dell’automobile e il pignoramento.

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Il fermo amministrativo dell’auto

Viene messo in atto tramite l’iscrizione presso il PRA (Pubblico Registro Automobilistico). Cosa che peraltro non esclude che nei confronti del debitore possa scattare contemporaneamente pure il pignoramento. Il fermo deve tuttavia essere anticipato da un avviso preventivo inviato al contribuente almeno 30 giorni prima di eseguire il fermo dell’auto (che non potrà essere rottamata ma venduta, fermo compreso). Il debitore avrà così il tempo di pagare oppure di chiedere l’annullamento del fermo all’Agente della riscossione. Per ottenerlo deve dimostrare che l’auto gli è indispensabile perché è da lui utilizzata per esercitare la propria attività professionale, di lavoro autonomo, dell’arte o d’impresa. Non può chiedere l’annullamento il lavoratore dipendente. Trascorsi i 30 giorni, senza aver inviato la richiesta di annullamento del fermo, questo diventa attivo e sarà bene non utilizzare l’auto perché se fermati a un posto di blocco, si rischiano sanzioni anche penali.

  • Il fermo può essere sospeso ? Sì, chiedendo la rateizzazione del debito e dimostrando al PRA di aver eseguito il pagamento della prima rata consegnando la ricevuta di pagamento.
  • Il fermo può essere cancellato? Sì, dopo aver eseguito il pagamento dell’ultima rata della rateizzazione.
Il pignoramento

Il pignoramento che, come detto, può essere messo in funzione anche contemporaneamente al fermo amministrativo, può avvenire in diversi modi:

  1. pignoramento dello stipendio: può avvenire nella misura massima di 1/5 se notificato all’azienda. Se notificato in banca, dove avviene l’accredito dello stipendio, il pignoramento si può estendere solo alle somme che superano 1.345,56 euro e, per i successivi accrediti, fino a massimo di 1/5;
  2. pignoramento della pensione: se notificato presso l’Inps, può essere messo in atto garantendo l’importo minimo vitale di 672,78 euro e trattenendo solo 1/5 di ciò che eccede quella cifra. Se invece viene notificato in banca, dove avviene solitamente accreditata la rata della pensione, il pignoramento si può estendere solo alle somme che superano 1.345,56 euro e, per i successivi accrediti, fino a massimo di 1/5;
  3. pignoramento del conto corrente: può essere eseguito nella misura del 100%. Banca e debitore vengono avvisati, il debitore entro 60 giorni deve pagare altrimenti le somme dovute vengono trasferite all’Erario senza nemmeno passare del giudice.
  4. pignoramento e/o ipoteca della casa: è il meno probabile perché accade in casi di debiti consistenti (almeno 20 mila euro per l’ipoteca e almeno 120 mila per il pignoramento).

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Mauro Guitto

Mauro Guitto

Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia

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