SCIOPERO trasporti giovedì 6 luglio 2017 | Si fermano BUS, METRO e TRENI

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Sciopero trasporti giovedì 6 luglio

Lo stop nazionale è stato proclamato dai sindacati Sul, Usb e Faisa Confail. Le modalità dello sciopero trasporti giovedì 6 luglio varieranno da comune a comune. Per tutte le informazioni eventualmente qui non presenti, si consiglia di consultare i siti delle aziende eventualmente interessate dagli scioperi.

Stop di 4 ore

Si sciopera per 4 ore per Usb e Faisa Confail rispettivamente dalle ore 11 alle ore 15 e dalle ore 8.30 alle ore 12.30. Sciopero invece di 24 ore per Sul-Comparto Trasporti rispettando le fasce di garanzia imposte dalla legge. Di quest’ultimo sciopero risentiranno dei disagi soprattutto i cittadini della Capitale e della regione Lazio.

La protesta a Milano e Torino

Servizi ATM a MILANO fermi dalle ore 18 alle 22 mentre a TORINO le linee urbane si fermeranno dalle ore 18 alle 22, quelle extraurbane dalle 18.35 alle 22.35. Eccezioni per alcune linee gestite dalla Ca.Nova i cui dipendenti sciopereranno per 8 ore. Pertanto non sarà garantito il servizio sulle seguenti linee:

  • Linee urbane: 20 – 21 – 35 navetta – 39 – 41 – 43 – 45 – 45B – 47 – 48 – 53 – 54 – 70 – 73 – 78 – 79B – 80 – 81 – 82 – 83 – 84 – 1 urbana Orbassano – 1 urbana Nichelino: dalle ore 15.00 alle ore 23.00.
  • Linee Extraurbane: 73 (Speciale Stabilimenti Borgo Aje – Cambiano – Santena – Villastellone) – 103 (Navetta Trofarello Movicentro – Moncalieri) – 432 (None – Alpignano) – 545 (Speciale Stabilimenti Carignano – Torino – Chivasso): dalle ore 11.30 alle ore 14.30 e dalle 17.30 alle 22.30.


Napoli ed Emilia Romagna

A Napoli, a causa dello sciopero trasporti giovedì 6 luglio, mezzi pubblici fermi dalle ore 9 alle 13:30, a differenza di metro e funicolare il cui sciopero terminerà alle 14. In Emilia-Romagna si sciopera dalle ore 11 alle 15 e dalle ore 14 alle 18 sciopera il trasporto ferroviario TPER.

Sciopero trasporti giovedì 6 luglio: ROMA
  • USB ha proclamato lo sciopero dalle ore 8.30 alle 12.30
  • FAISA dalle ore 11 alle 15
  • SUL per 24 ore.

Atac ha comunicato che i servizi saranno garantiti fino alle 8.30 e successivamente dalle 17 alle 20. Lo sciopero interesserà sia la rete urbana Atac che le linee periferiche gestite da Roma Tpl e anche i servizi notturni tra il 5 e il 6 luglio non sono garantiti. Attenzione perché il servizio dei bus notturni e della linea 913 non sarà garantito nella notte tra il 5 e il 6 luglio. Possibili anche le interruzioni del servizio biglietterie, montascale, scale mobili e ascensori nelle stazioni delle linee metroferroviarie (anche in quelle che resteranno, eventualmente, aperte).

TRENORD

Lo sciopero trasporti giovedì 6 luglio coinvolge anche la rete ferroviaria di Trenord che sciopera dalle ore 9 alle 13. I disagi anche sui collegamenti gestiti da Trenord, tra le stazioni ferroviarie di Milano e l’aeroporto di Malpensa. Possibili ritardi, cancellazioni o variazioni sul servizio ferroviario regionale e suburbano per quanto riguarda le seguenti direttrici: Laveno/Varese/Como/Novara-Saronno-Milano; Asso/Mariano/Camnago-Seveso-Milano; Brescia-Iseo-Edolo.

Possibili ripercussioni anche per i treni delle linee “S1” Saronno – Milano Passante – Lodi; “S2” Mariano C. – Milano Passante – Milano Rogoredo; “S9″ Saronno – Seregno – Milano – Albairate; ” S13″ Milano Bovisa – Pavia. Coinvolti anche i collegamenti aeroportuali“Milano Cadorna/Milano Centrale/Milano P.ta Garibaldi-Malpensa Aeroporto” e “Malpensa Aeroporto-Bellinzona”,

Le motivazioni dell’USB

Dopo il divieto illegittimo ed immotivato del ministro Del Rio a scioperare il 26 giugno, i lavoratori Autoferrotranvieri tornano a scioperare, il 6 luglio in tutta Italia, per difendere il diritto dell’esercizio di sciopero. La protesta contro la politica delle privatizzazioni, le norme per la riorganizzazione dei Servizi Pubblici Locali (SPL) e delle aziende partecipate.

Prevedono fusioni, chiusure/ liquidazioni, con un esubero di personale previsto di oltre 300.000 lavoratori, applicando anche ai dipendenti delle partecipate le norme relative agli ammortizzatori sociali, così come ridisegnati dal Jobs ACT, insieme alle regole sulle crisi d’impresa e legge fallimentare, con una parificazione alle società private. Questo è il contesto nel quale si colloca anche l’abrogazione del Regio Decreto 148/31 per il settore del Trasporto Pubblico Locale.

Un contesto ampio per il quale è necessario rompere gli argini, comprendere che lotta contro la privatizzazione dei servizi pubblici è la lotta di tanti, tantissimi altri lavoratori che già si scontrano con questi processi di liberalizzazione per i quali abbiamo un chiaro riscontro su tutto il quadro nazionale: salari non retribuiti, turni di lavoro che rasentano l’illecito, carichi di lavoro sempre maggiori, norme sulla sicurezza disattese a fronte di servizi resi ai cittadini sempre più ridotti, precari e meno sicuri.

L’USB DICE NO

Se questo è il futuro che il parlamento vuole riservare a questa categoria, a questo settore strategico per la crescita economica dei territori ed essenziale per i cittadini, se vuole continuare a trasferire ricchezza agli imprenditori depredando denaro pubblico con la promessa che privatizzando ci sarà un miglioramento degli standard del servizio, se vuole rendere “compatibile” il costo del servizio agendo sui diritti dei lavoratori, precarizzando il rapporto di lavoro per renderli più ricattabili, se vuole aumentare i costi del servizio a carico dei cittadini e alle famiglie, 
NOI DICIAMO DI NO !!!

L’attacco  al diritto di sciopero partito dal Governo e dai partiti di maggioranza,  ha come obiettivo quello di colpire il dissenso dei lavoratori che sale sempre più forte nel momento in cui sta emergendo il disastro a cui  stanno conducendo il Paese con queste politiche suicide. L’unica ricetta per “impedire” gli scioperi è rilanciare le politiche occupazionali, lo stato sociale, i salari dei lavoratori, la tutela dei beni comuni. Giù Le Mani dal Diritto di Sciopero!

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Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. Scrivo articoli sul fisco, sociale, televisione e sicurezza alimentare.

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