Addio alla plastica monouso | Stop a diversi prodotti in plastica “usa e getta”, ecco quali

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Articolo aggiornato lunedì, 28 Maggio 2018 18:22

Addio alla plastica monouso

La Commissione europea ha proposto oggi le nuove norme per dire addio alla plastica monouso, nello specifico a quei 10 prodotti e per gli attrezzi da pesca che inquinano le spiagge e i mari d’Europa. Gli Stati membri saranno obbligati a ridurre l’uso di contenitori per alimenti in plastica e tazze per bevande in plastica mettendo a disposizione prodotti alternativi non inquinanti. Le proposte della Commissione dovranno prima passare dall’ok del Parlamento europeo e del Consiglio.

Si fa sul serio

L’Ue ha seriamente intenzione di voltare pagina con delle norme alle quali dovranno attenersi gli stati membri per combattere il fenomeno dell’inquinamento di spiagge e mari. Responsabili dell’85% dell’inquinamento di mari e spiagge sono proprio i contenitori di plastica usa e getta. L’iniziativa che proviene dall’Europa segue dunque quella del 2015 relativa al divieto di utilizzare i sacchetti di plastica. Avranno dei compiti importanti gli Stati membri e i produttori:

  • i primi dovranno fissare obiettivi nazionali di riduzione per i contenitori per alimenti e tazze per bevande in plastica;
  • i produttori dovranno contribuire alla copertura dei costi di gestione e bonifica dei rifiuti per prodotti di plastica privi di soluzioni alternative (palloncini, mozziconi di sigaretta, attrezzi da pesca).

Gli oggetti banditi

L’addio alla plastica monouso riguarda le stoviglie, le cannucce, gli agitatori per bevande, i bastoncini per le orecchie e le aste dei palloncini. I contenitori per bevande in plastica saranno consentiti solo nel caso in cui i tappi e i coperchi non potranno staccarsi dal contenitore.



Addio alla plastica monouso ma non completamente

Per gli oggetti per i quali non ci alternative (assorbenti igienici, alle salviette umidificate e palloncini) dovrà essere specificato sull’etichetta dell’imballaggio l’impatto negativo del prodotto sull’ambiente. Sull’etichetta sarà indicato anche come il rifiuto deve essere smaltito e la presenza di plastica.

Anche le reti da pesca in plastica, responsabili del 27% dell’inquinamento marino, non potranno essere bandite. I produttori avranno però il compito di contribuire alla copertura dei seguenti costi:

  • raccolta nei porti delle reti abbandonate in mare;
  • trasporto delle reti nei centri dove vengono trattate;
  • misure di sensibilizzazione.
Basterà tutto questo?

Queste ulteriori regole basteranno per combattere il fenomeno che è legato anche a quello degli zozzoni che nelle spiagge e dalle barche abbandonano di tutto? Sicuramente servirà darsi da fare con responsabilità civica e ambientale in ogni Comune d’Italia per debellare il problema.

Non si può certo contare sempre sulle iniziative di associazioni ambientaliste che senza fini di lucro si prodigano ogni anno per pulire le spiagge. E non si può nemmeno pensare di continuare a sfruttare i bambini, come accade spesso ovunque con delle iniziative con la scusa di insegnare l’educazione civica ai bambini facendo pulire a loro le spiagge sporcate dagli adulti (zozzoni).

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Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. All'attivo articoli sul sociale, fisco, lavoro e sicurezza alimentare.

La Gazzetta Digitale

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