Discorso di Mattarella 31 dicembre 2017 | “Il lavoro in ogni famiglia e non solo ai giovani”

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Discorso di Mattarella 31 dicembre 2017

Il tradizionale messaggio di fine anno agli italiani da parte del Capo dello Stato è durato circa 10 minuti. Tra i vari messaggi contenuti nel discorso di Mattarella 31 dicembre 2017 c’è quello sul lavoro che “è una priorità, non solo per i giovani“.

Giovani, meno giovani, diritti e clima

Sergio Mattarella ha parlato di giovani, diritti, clima e, come detto dell’importanza del lavoro affinché “ve ne sia in ogni famiglia. Frase che ci ha particolarmente colpito del Presidente della Repubblica Italiana che 4 giorni fa ha:

  • firmato il decreto di scioglimento del Parlamento;
  • controfirmato la chiamata al voto indetta dal Governo a marzo.

I giovani e l’importanza del 1° voto

Mattarella ha ricordato il recente scioglimento delle Camere “Come sapete ho firmato il decreto che conclude questa legislatura del Parlamento e, il 4 marzo 2018, voteremo per eleggere le nuove Camere“. L’opera di sensibilizzazione al voto: “Andremo a votare con una nuova legge elettorale approvata dal Parlamento, omogenea per le due Camere ma saranno gli elettori a scrivere questa nuova pagina politica, poi i partiti e il Parlamento. Mi auguro un’ampia partecipazione al voto e che nessuno rinunzi al diritto di concorrere a decidere le sorti del nostro Paese”.

Il Presidente evidenzia l’importanza dei giovani: “Ho fiducia nella partecipazione dei giovani nati nel 1999 che voteranno per la prima volta, una data importante e per questo ricordo il centenario della vittoria nella Grande guerra e la fine delle immani sofferenze provocate da quel conflitto. In questi mesi di un secolo fa, i 18enni di allora (i ragazzi del ’99) vennero mandati in guerra, nelle trincee, molti di loro vi morirono. Oggi i nostri 18enni vanno al voto, protagonisti della vita democratica”.



Pace, libertà e diritti

Ha aggiunto Mattarella: “Non dobbiamo smarrire la consapevolezza di quel che abbiamo conquistato: la pace, la libertà, la democrazia, i diritti. Non sono condizioni scontate, né acquisite una volta per tutte. Vanno difese, con grande attenzione, non dimenticando mai i sacrifici che sono stati necessari per conseguirle. Non possiamo vivere nella trappola di un eterno presente, quasi in una sospensione del tempo, che ignora il passato e oscura l’avvenire, così deformando il rapporto con la realtà. La democrazia vive di impegno nel presente, ma si alimenta di memoria e di visione del futuro. Occorre preparare il domani, interpretare e comprendere le cose nuove. La velocità delle innovazioni è incalzante, ci conduce in una nuova era, che già cominciamo a vivere.

Discorso di Mattarella 31 dicembre 2017: il pensiero rivolto al clima

Un’era – dice Mattarella – che pone interrogativi sul rapporto tra l’uomo, lo sviluppo e la natura. Basti pensare alle conseguenze dei mutamenti climatici, come la siccità, la limitata disponibilità di acqua, gli incendi devastanti. Si manifesta, a questo riguardo, una sensibilità crescente, che ha ricevuto impulso anche dal magistero di Papa Francesco, al quale rivolgo gli auguri più fervidi“.

Il futuro: “I cambiamenti vanno governati

In questo tempo, la parola ‘futuro‘ può evocare incertezza e preoccupazione ma non è stato sempre così. Le scoperte scientifiche, la evoluzione della tecnica, nella storia, hanno accompagnato un’idea positiva di progresso. I cambiamenti, tuttavia, vanno governati per evitare che possano produrre ingiustizie e creare nuove marginalità. L’autentica missione della politica consiste, proprio, nella capacità di misurarsi con queste novità, guidando i processi di mutamento per rendere più giusta e sostenibile la nuova stagione che si apre.

La cassetta degli attrezzi, per riuscire in questo lavoro, è la nostra Costituzione: ci indica la responsabilità nei confronti della Repubblica e ci sollecita a riconoscerci comunità di vita. L’orizzonte del futuro costituisce, quindi, il vero oggetto dell’imminente confronto elettorale. Il dovere di proposte adeguate, realistiche e concrete, è fortemente richiesto dalla dimensione dei problemi del nostro Paese. Non è mio compito formulare indicazioni”.

La questione sociale e il lavoro

Discorso di Mattarella 31 dicembre 2017: “Sottolineo ancora una volta che il lavoro resta la prima e la più grave questione sociale. Anzitutto per i giovani, ma non soltanto per loro, è necessario che ve ne sia in ogni famiglia. Al tempo stesso va garantita la tutela dei diritti e la sicurezza per tutti coloro che lavorano“.

Il pensiero rivolto ai terremotati e non solo

Mattarella ha ricordato tutti gli italiani coinvolti nel terremoto nel centro Italia, agli alluvionati di Livorno, ai cittadini coinvolti nel terremoto di Ischia e a quelli coinvolti nell’attentato di Barcellona. La riconoscenza nei confronti delle Forze dell’Ordine, dei Servizi di informazione e delle Forze Armate e il monito a chi riveste un ruolo istituzionale che “deve avvertire, in modo particolare, la responsabilità nei confronti della Repubblica“.

Il discorso del Capo dello Stato si è concluso con gli auguri a chi non ha potuto festeggiare perché impegnati sulle strade, negli ospedali, nelle città, per garantire sicurezza, soccorso, informazione, sollievo dalla sofferenza.

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Mauro Guitto

Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. Tra i vari temi, scrivo di sociale, spettacolo, sicurezza alimentare e sport.

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