Inter-Juve le testimonianze dagli spalti | L’indecoroso “spettacolo” dei “tifosi”

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Inter-Juve le testimonianze dagli spalti

L’altra partita. Sul campo una bella partita vinta meritatamente dai nerazzurri ma di Inter-Juve le testimonianze dagli spalti parlano anche dell’indecoroso show offerto da alcuni pseudo tifosi, dei quasi 80 mila presenti ieri a San Siro.

Le esperienze allo stadio di alcuni tifosi

Inter-Juve le testimonianze dagli spalti le abbiamo raccolte grazie a Selvaggia Lucarelli che oggi ha voluto raccontare con un video postato su Facebook l’esperienza da lei vissuta ieri allo stadio Meazza di San Siro dove, al termine del match vinto dall’Inter 2-1, alcuni “tifosi” dell’Inter (in particolar modo uno) l’hanno pesantemente attaccata verbalmente dicendole di tutto.

Molti tifosi che ieri erano allo stadio hanno commentato il video raccontando le proprie esperienze vissute ieri e anche in altri stadi.

Quelli che vi abbiamo qui riportato sono sono alcuni delle decine e decine di testimonianze che, sottolineiamo, non accadono solo certo a San Siro ma ovunque in Italia, salvo rare eccezioni.

E a tal proposito, rivolgendoci direttamente ai tifosi della Juve, li invitiamo a non “salvare” questi racconti nelle memorie delle loro teste in modo poi da vendicarsi al ritorno.

Non c’è nulla di cui vendicarsi, c’è invece da dare l’ESEMPIO di lealtà, correttezza e rispetto dell’avversario e dei suoi tifosi.

Abbiamo raccontato la 4a Giornata di serie A in questo articolo: “Napoli vola al primo posto: Milik e San Gennaro per il sorpasso alla Juve

Il post di Selvaggia Lucarelli

Inter-Juve le testimonianze dagli spalti , Selvaggia Lucarelli:

Ieri sera sono andata allo stadio a vede Inter-Juventus. Avevo regalato due posti in tribuna al mio fidanzato juventino ed ero contenta di tornare allo stadio dopo un paio d’anni che latitavo.

Specifico che ero contenta nonostante sia genoana e il calcio mi interessi quanto il reparto sifoni di Bricofer. In tribuna rossa il tifo era composto soprattutto da interisti mescolati a non molti juventini con aria scornata. Il clima era tranquillo anche se io, giuro, faccio fatica ad accettare che nel 2016 ci sia ancora gente che dalla curva fa “Uh uh uh uh” ogni volta che un Asamoah qualunque tocca palla.

La partita è finita 2-1 per l’Inter, lo stadio era in festa e mentre scendevo dalla torre della mia tribuna (torre che si affacciava alle rampe della curva) ho assistito ad uno spettacolo pietoso.

Lo so che sarà la prassi, lo so che ora direte “Eh, capirai che novità”, però sì, per me in un certo senso è una novità perché ad oggi non mi era mai capitato.

I tifosi della curva, quelli che avevano solo da festeggiare e tornare a casa, hanno cominciato a inveire contro di noi che scendevamo dall’area della tribuna.”

Prosegue la Lucarelli…

“Noi, per la cronaca, eravamo qualunque cosa: interisti, juventini, donne, bambini, turisti che erano a vedere la partita, gente a cui piace il calcio e basta, genoane a cui non frega nulla del calcio come me. Per tutta la discesa dalle scale ho visto tifosi urlarci di tutto, prendersela verbalmente con un bambino in compagnia del papà e con la maglia della Juve, mostrarci sciarpe con scritto “Juve ti odio”, “Juve merda” e così via.

Allora ho preso il telefonino e ho ripreso lo spettacolo deprimente. Nel video che posto qui potete ammirare un tifoso che mi urla “putXXXX” ” e ‘sta trXXX” con la bava alla bocca. Tra l’altro pure sulla fiducia, anche perché non conosceva né la mia vita sessuale né la mia fede calcistica che tutto sommato poteva pure essere la sua.

Ecco. Quando mi date della femminista 2.0, riguardatevi questo video, riguardatevi la faccia del tizio e ditemi se noi donne dobbiamo difenderci da questi uomini di m… o dobbiamo accettare l’idea di sentirci dare delle troie per ogni pensiero postato qui o per aver passato due ore allo stadio.

Ripeto, per quel che mi riguarda, nessuna pietà.
P.S.: il tifoso era interista ma so bene che quella categoria di tifosi è assolutamente trasversale e mi sarebbe potuto capitare ovunque, da nord a sud. Purtroppo.



Inter-Juve le testimonianze dagli spalti: il racconto di Antonio M.

Sono di Torino, juventino. Vivo a Barcellona, in Spagna. Due anni fa io e la mia fidanzata di Barcellona andiamo a vedere la finale Juve-Barca di Champion’s League.

Io (juventino) indosso una maglia del Barca, lei (blaugrana) quella della juve. In centro, in piazza San Carlo, ci fermano turisti incuriositi per fotografarci. i tifosi, invece, ci attaccano con cori volgari e violenti. La mia fidanzata, inorridita, mi chiede di allontanarci.

Morale: nella mia città, non sono libero di mettere la maglia che voglio, di girare per le strade in occasione di un avvenimento che dovrebbe essere una festa e tifare per la mia squadra con la maglia della squadra della mia fidanzata. A Barcellona, al Camp Nou, le tifoserie sono mischiate, e qualunque cosa accada sul campo, la gente si abbraccia e festeggia.

A Barcellona un individuo come quello del video verrebbe immediatamente isolato dagli altri tifosi (quelli veri) prima ancora dell’eventuale intervento dell Forze dell’Ordine.

Sarebbe costretto a vergognarsi e la società non gli permetterebbe più di entrare nello stadio.

La mia Juve, l’Inter e tutte le altre squadre non arriveranno mai al livello delle contendenti straniere fin quando non capiranno che certi individui, oltre a offendere il malcapitato di turno, offendono prima di tutto la squadra per la quale “tifano”. La persona del video non cambierà mai, devono cambiare le regole che fanno credere alle persone come quella del video che allo stadio tutto sia permesso“.

Inter-Juve le testimonianze dagli spalti: la testimonianza di Adele C.

C’ero anche io ieri ed è stato uno spettacolo pietoso.. Novanta minuti di insulti, fischi, cattiveria e violenza: sono stata spinta da due animali (perché non si possono definire diversamente) a ognuno dei due goal dell’Inter, nonostante fossi una ragazza e nonostante non avessi fiatato per tutta la partita. Trovo assurdo che non si possa seguire una partita di calcio con lo spirito di divertimento che dovrebbe essere garantito a tutti quelli che hanno scelto di pagare (non poco) per vedere giocare dal vivo, anziché sul divano, e tifare la propria squadra.

Per quanto mi riguarda, non penso metterò mai più piede in uno stadio“.

Inter-Juve le testimonianze dagli spalti: il commento di Francesco S.

Non c’entra niente il femminismo 2.0 ma semplicemente che se uno è un povero mentecatto, tale rimane. Ho prestato molte volte servizio allo stadio e ogni volta rimango stupefatto di quanto a volte l’essere umano può essere deprimente. Orde di ragazzi in preda ad attacchi di adrenalina senza motivo che se potessero lascerebbero i loro motorini in mezzo alla strada (aho ma io devo annà a vede aaaapartita). Cori di odio anziché di supporto e in generale una rabbia e una degradazione dell’animo umano che raramente capita di vedere.
Dice: eh vabbé ma è normale! Manco per niente. Quando a Roma si disputano le partite di Rugby intorno allo stadio si respira un’altra aria (di porchetta di solito, visto che tutti mangiano insieme allegramente). Il calcio è diventato uno sport malato seguito da un sacco di gente malata“.

La testimonianza di Simone P.

Io ero nel 1° anello verde ieri sera da tifoso (juventino) che non va mai allo stadio. E ieri mi sono ricordato perché non ci vado più. A parte il fatto di aver assistito e ascoltato i vari cori razzisti “uh uh uh” e “uccideteli”, c’è stato un altro problema. Non ho potuto nemmeno assistere al match al posto indicato sul biglietto perché un “simpatico” gruppo di tifosi (grassi e rasati) mi ha “gentilmente” invitato di sedermi altrove altrimenti avrei visto la partita “a mio rischio e pericolo“.

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Mauro Guitto

Mauro Guitto

Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia

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