Osservatorio PRECARIATO INPS luglio 2016 | Jobsact? Sì, calano le assunzioni

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Osservatorio PRECARIATO INPS luglio 2016

Altro che Jobsact. La difficilissima vita di tutti i giorni e i dati pubblicati oggi dall’Osservatorio precariato INPS luglio 2016 relativamente al periodo gennaio-luglio 2016 non fanno altro che confermare le preoccupazioni sull’occupazione e sulle prospettive dei giovani e meno giovani (noi siamo preoccupati anche per questi ultimi).

La situazione, che è difficile, sembra “meno grave” perché è influenzata dai rapporti stagionali che, offrono solo lavori che nella maggioranza dei casi, non proseguono di certo.

I dati dell’osservatorio sul precariato

I dati dell’Osservatorio precariato INPS luglio 2016 dicono che nei primi sette mesi dell’anno (gennaio-luglio 2016), nel settore privato, si registra un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari a +805.000, inferiore a quello del corrispondente periodo del 2015 (+ 938.000) e superiore a quello registrato nei primi sette mesi del 2014 (+ 703.000).

Su base annua, il saldo consente di misurare la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro. Il saldo annualizzato (vale a dire la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi) a luglio 2016 risulta positivo e pari a + 488.000, compresi i rapporti stagionali.

Per i contratti a tempo indeterminato, il saldo annualizzato a luglio 2016 è pari a + 541.000.

382 mila assunti in meno rispetto al 2015

Dai dati dell’Osservatorio precariato INPS luglio 2016 si evince il numero complessivo di assunzioni, sempre riferite ai soli datori di lavoro privati, nel periodo gennaio-luglio 2016, che sono risultate 3.428.000, con una riduzione di 382.000 unità rispetto al corrispondente periodo del 2015 (-10,0%).

Nel complesso delle assunzioni sono comprese anche le assunzioni stagionali, pari a 408.000.



Relativamente ai contratti a tempo indeterminato..

Il rallentamento delle assunzioni ha coinvolto principalmente i contratti a tempo indeterminato (– 379.000, pari a – 33,7% rispetto ai primi sette mesi del 2015).

Il rallentamento va considerato in relazione al forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015, anno in cui dette assunzioni potevano beneficiare dell’abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di tre anni.

Analoghe considerazioni possono essere sviluppate per la contrazione del flusso di trasformazioni a tempo indeterminato (- 36,2%).

La situazione dei contratti a tempo determinato..

Per i contratti a tempo determinato, nei primi sette mesi del 2016, si registrano 2.143.000 assunzioni, in linea con il 2015 (+ 0,9%) e in crescita rispetto al 2014 (+ 3,5%).

Per i contratti in apprendistato si osserva una crescita rispetto all’analogo periodo del 2015, del 15,4%.

I contratti stagionali invece registrano una riduzione del 9,0%. In relazione all’analogo periodo del 2015, le cessazioni nel complesso, comprensive anche delle cessazioni riferite a rapporti di lavoro stagionale, risultano diminuite dell’8,6%.

La riduzione è più consistente fra i contratti a tempo indeterminato (-9,1%) che fra quelli a tempo determinato (-6,9%).

I dati delle assunzioni tramite gli incentivi alle imprese

Con la legge di stabilità 2016 è stata introdotta una nuova forma di incentivo rivolta alle assunzioni a tempo indeterminato e alle trasformazioni di rapporti a termine di lavoratori che, nei sei mesi precedenti, non hanno avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato. La misura dell’agevolazione prevede l’abbattimento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (esclusi i premi INAIL) in misura pari al 40% (entro il limite annuo di 3.250 euro) per un biennio dalla data di assunzione.

Nei sette mesi del 2016 le assunzioni con esonero contributivo biennale sono state pari a 227.000, le trasformazioni di rapporti a termine che beneficiano del medesimo incentivo ammontano a 71.000, per un totale di 298.000 rapporti di lavoro agevolati.

I rapporti di lavoro agevolati rappresentano il 32,3% del totale delle assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato.

Nel 2015, l’incidenza delle assunzioni e trasformazioni agevolate (con abbattimento totale dei contributi a carico del datore di lavoro per un triennio), sul totale delle assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato, era stata pari al 60,8%.

Le retribuzioni

Quanto alla composizione dei nuovi rapporti di lavoro in base alla retribuzione mensile, si registra per le assunzioni a tempo indeterminato intervenute nei primi sette mesi del 2016 una riduzione della quota di retribuzioni inferiori a 1.750 euro rispetto a quanto osservato per il corrispondente periodo 2015.

Si tratta di una tendenza registrata anche in relazione all’aggiornamento dell’Osservatorio dei mesi precedenti.

Nemmeno i dati dei Voucher esaltano

Nel periodo gennaio-luglio 2016 sono stati venduti 84,3 milioni di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento, rispetto ai primi sette mesi del 2015, pari al + 36,2%. Nei primi sette mesi del 2015,  la crescita dell’utilizzo dei voucher, rispetto al 2014, era stata pari al 73,0%.

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Mauro Guitto

Mauro Guitto

Giornalista iscritto all’Ordine dei Giornalisti Regione Puglia

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