Macellava cani | A Firenze menu choc di un ristoratore cinese

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Macellava cani | A Firenze menu choc di un ristoratore cinese

Macellava cani randagi catturati per strada e poi li serviva agli ignari clienti del suo ristorante di Firenze. Questa è la notizia che circola da ieri ma non si trovano al momento conferme né viene fuori il nome del ristoratore.

Il fatto

La tecnica del presunto ristoratore che macellava cani era ormai sempre la stessa: pare che il ristoratore cinese reperisse (sottolineiamo: pare) per strada ciò che gli serviva (i cani randagi), li portasse nel suo garage/macello dove li faceva a pezzi e li cucinava. Infine li serviva ai suoi clienti spacciandoli per piatti particolari e gustosi. Tutto pareva continuare senza alcun problema fino a quando una segnalazione anonima ha fatto partire i controlli di un corpo di polizia giudiziaria (non ben identificato) che ha apposto i sigilli al ristorante. Il ristoratore rischia il carcere e una salata multa intorno a 30 mila euro.

In Cina tutto l’anno si mangia carne di cane

E’ un piatto tradizionale della cultura cinese: la carne di cane (e anche quella di gatto). I cinesi sono convinti che la carne canina sia perfetta per tenere lontani malattie e spiriti maligni e che sia di aiuto alla fertilità degli uomini. Alcuni giorni prima del 21 giugno, giorno del Yulin Dog Day (Festival della carne di cane), nella città cinese di Yulin, i cinesi vanno letteralmente a caccia di cani randagi e non. La città diventa un agglomerato di gabbie/macello per cani dove migliaia di esemplari vengono massacrati in modo cruento e cucinati, senza alcun controllo di sicurezza e sanitario, per festeggiare il solstizio d’estate.

Consumo di carne di cane in Italia

In Italia è vietato dalla legge. Vale la pena ricordarlo ai cinesi (e non solo) che vivono in Italia e a chiunque non lo sapesse. E non solo il consumo: in Italia i cani sono sempre più giustamente tutelati da violenze e maltrattamenti.

Aggiornamento del 20 gennaio 2016

La notizia, che noi de La Gazzetta Digitale non abbiamo mai dato per vera e certa, non è ancora stata confermata da nessuno. Pertanto continuiamo a considerarla PRESUNTA in mancanza di conferme. Lo diciamo sia ai lettori sia a coloro che vorrebbero inserirci in determinate liste insieme a grandi testate nazionali che invece l’avevano data fin dall’inizio come notizia certa e vera. Per noi è stata solo l’occasione per parlare di una “moda” che esiste davvero in Cina. Se si leggessero per intero e con attenzione gli articoli, invece di soffermarsi solo a un titolo (che peraltro noi non esaltiamo mai come tecnica scorretta per attirare lettori), come qualcuno troppe volte fa per pigrizia (o malafede?), forse si capirebbero le differenze tra articoli e ARTICOLI.

Aggiornamento del 21 gennaio 2016

E’ doveroso da parte nostra informarvi che è stato accertato che la notizia era una bufala creata dai membri di un sito che si reputa “satirico” e che era stata presa sul serio da diverse testate nazionali che ne avevano dato frettolosamente notizia. Abbiamo avuto ragione a prendere questa “notizia” con le molle  fin dall’inizio… meglio così.

 

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Mauro Guitto

Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. Tra i vari temi, scrivo di sociale, spettacolo, sicurezza alimentare e sport.

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