TARANTOlati | In migliaia all’evento Uno Maggio Taranto 2016

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TARANTOlati

TARANTOlati ieri 1° maggio 2016 gli artisti e le migliaia di presenti che hanno sfidato la pioggia per vedere dal vivo i big della musica e per gridare alle istituzioni tutta la rabbia per i diritti negati.

La pioggia non ferma la voglia di rinascere

Migliaia di persone e fan TARANTOlati hanno affollato dalle 14 di ieri 1° maggio 2016 il Parco Archeologico delle Mura Greche di Taranto per partecipare a UNO MAGGIO TARANTO, l’evento di protesta e di rivendicazione dei diritti negati non solo a Taranto. Nonostante le previsioni meteo avverse, in pochi si sono fatti scoraggiare dalla pioggia che a metà pomeriggio ha smesso di cadere trasformando (quasi come accadde due anni fa quando però aveva piovuto per tutta la notte precedente) il terreno del Parco in una sorta di sabbie mobili che ha ulteriormente impegnato il personale della sicurezza e di pronto soccorso, gli addetti ai lavori e i veicoli utilizzati per trasportare gli artisti e i mezzi di lavoro.

Un evento incredibile…

Ciò che sono riusciti a realizzare i Liberi e Pensanti è qualcosa di incredibile sia per la difficoltà di reperire i fondi per la realizzazione di un evento (volutamente privo di sponsor) in un territorio dove la disoccupazione e la povertà hanno toccato livelli insostenibili, sia per la difficoltà di combattere la mentalità arresa, colpevolmente distratta e disinteressata dei tarantini (e non solo) che non vede un futuro alternativo all’Ilva. Come ha detto ancora una volta ieri l’instancabile Cataldo Ranieri dei Liberi e Pensanti e come hanno sostenuto gli stessi artisti intervenuti ieri alla 4a edizione di Uno Maggio Taranto, non si può avere la pretesa di considerare la musica e il Concertone come la soluzione dei grandi problemi di Taranto e degli altri territori in difficoltà in Italia.



La musica come collante per mettere insieme tante battaglie

L’evento (che in realtà è un contenitore di eventi cominciati oltre una settimana prima del concertone) serve invece a fare da collante tra le varie lotte per attirare l’attenzione nazionale (e mantenerla alta durante tutto l’anno) sulle numerose battaglie di persone e associazioni contro le ingiustizie subite, sensibilizzando le istituzioni e quanti ancora oggi fanno finta di non vedere tutto ciò che di grave accade in territori come Taranto, la Terra dei fuochi e i problemi della disoccupazione, la sicurezza sui luoghi di lavoro e l’immigrazione (per citarne alcuni).

L’Italia deve sapere, il Governo degli sprechi e degli inutili decreti e le istituzioni devono prendersi le grosse responsabilità di prendere di petto le gravissime situazioni affrontandole una volta per tutte in maniera risolutiva senza prendere ancora in giro le popolazioni già drammaticamente colpite in ogni settore, dall’economia al turismo, all’ambiente e alla sanità, perché sarà la risoluzione di tutti questi grandi dilemmi a far davvero rinascere il Paese.

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Tanti gli ospiti e gli artisti che si sono avvicendati sul palco

Si sono vissuti anche momenti di profonda commozione sul palco del Primo maggio tarantino quando hanno preso la parola Egidia Beretta, mamma di Vittorio Arrigoni (lo scrittore e giornalista ucciso a Gaza nel 2011 dopo essere stato rapito da un gruppo terrorista) e Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, il giovanissimo studente appena maggiorenne ucciso a Ferrara nel 2005 dopo essere stato fermato dalla polizia per un controllo. E’ intervenuta anche Amnesty International per chiedere chiarezza sulla vicenda Giulio Regeni. Momenti di ulteriore commozione si sono vissuti quando una delle mamme, tra le altre cose, ha ripreso un pensiero di Nelson Mandela: “Un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare“.

Con l’intervento in collegamento via Skype con Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco, si è parlato anche di Europa e dell’assurdo conflitto/ricatto di Taranto,”salute o lavoro”.

Gli altri interventi sul palco

Tra gli interventi che intervallavano le esibizioni canore di artisti anche tarantini, sono saliti sul palco anche i NO-TAV, NO-TRIV e l’allevatore Vincenzo Fornaro (che nel 2008 subì l’abbattimento di 600 capi di bestiame perché risultati contaminati dalla diossina e Pcb, area dove poi è scattato anche il divieto di pascolo nel raggio di 20 km mettendo in ginocchio l’azienda familiare) che ha parlato della (sua) piantagione di canapa e della incredibile risorsa (a impatto ambientale zero) che rappresenta e che può rappresentare per il presente e per il futuro.

Importante è stato anche l’intervento dell’ematologo, dr. Mazza, dell’Ospedale Moscati di Taranto che ha ancora una volta dato testimonianza del rapporto (certificato da studi fatti da enti competenti) tra Ilva e tumori a Taranto raccontando casi di bambini di 8-10 anni affetti da forme tumorali solitamente riscontrabili in persone adulte col vizio del fumo. Il medico ci ha messo la faccia anche nella speranza che altri suoi colleghi facciano insieme a lui fronte comune per questa lotta.

TARANTOlati anche gli artisti

Davvero tanti i cantanti che si sono esibiti ieri a Taranto (Leggi la SCALETTA Uno Maggio Taranto). Tra i più attesi Niccolò Fabi, Daniele Silvestri, Afterhours e soprattutto Piero Pelù con i Litfiba. A presentarli la solita verve e la determinazione di Valentina Petrini, Valentina Correani e l’estroso Andrea Rivera insieme agli interventi sul palco di Michele Riondino e Diodato. Belle le esibizioni di tutti ma quella che ha fatto esplodere letteralmente i TARANTOlati fan accorsi in massa al Parco è stata quella di Piero Pelù. Il suo è stato un autentico spettacolo di energia e rock allo stato puro che è stato seguito dall’esibizione degli Afterhours intervallata e seguita dagli altri interventi del Comitato e di altri artisti fino all’1.30 circa quando i presentatori hanno dato l’arrivederci alla prossima edizione.



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Mauro Guitto

Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. Tra i vari temi, scrivo di sociale, spettacolo, sicurezza alimentare e sport.

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