BONUS AFFITTI | Un fondo nazionale destinato agli INQUILINI MOROSI

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BONUS AFFITTI

E’ destinato agli inquilini morosi incolpevoli di cui all’articolo 6, comma 5 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124. Con decreto del 30 marzo 2016, per il bonus affitti sono stati destinati relativamente all’annualità 2016 59,73 milioni di euro.

Il bonus affitti è un fondo istituito dal ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il ministro dell’economia e delle finanze, destinato agli inquilini morosi incolpevoli. Il decreto ha provveduto a ripartire delle risorse assegnate al fondo e a stabilire i criteri e le priorità da rispettare nei provvedimenti comunali. In base a questi, i Comuni individueranno le condizioni di morosità incolpevole che permetteranno l’accesso al bonus affitti.

Tutto in mano a Regioni e Comuni

Le risorse del bonus affitti vengono assegnate prioritariamente alle Regioni che si siano attivate con norme per la riduzione del disagio abitativo, tramite percorsi di accompagnamento sociale per i soggetti sottoposti a sfratto, anche attraverso organismi comunali e che, a tal fine, le Prefetture – Uffici territoriali del Governo adottino misure di graduazione programmata dell’intervento della forza pubblica nell’esecuzione dei provvedimenti di sfratto.

Le Regioni individuano i Comuni ad alta tensione abitativa, ivi compresi, i Comuni capoluogo di provincia attualmente non inclusi nell’apposito elenco di volta in volta eventualmente aggiornato, e i Comuni ad alto disagio abitativo individuati dalle programmazioni regionali cui sono destinate le risorse del Fondo unitamente ad eventuali stanziamenti regionali. Sempre le Regioni assicurano il monitoraggio sia sull’utilizzo dei fondi che degli eventuali stanziamenti regionali, secondo specifiche definite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Le risorse residue a valere sulle ripartizioni degli anni precedenti trasferite alle Regioni e dalle stesse non ancora assegnate ai Comuni, sono utilizzate sulla base dei criteri stabiliti nel decreto stesso.

La ripartizione del fondo

Per l’annualità 2016 la disponibilità complessiva di 59,73 milioni di euro è stata così ripartita:

  • 30% tra le Regioni Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia
  • il restante 70%, tra tutte le Regioni e le province autonome.


Criterio di definizione di morosità incolpevole

Per morosità incolpevole s’intende la situazione di sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo a ragione della perdita o consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare.

La perdita o la consistente riduzione della capacità reddituale possono essere dovute, a titolo esemplificativo e non esaustivo, a una delle seguenti cause:

  • perdita del lavoro per licenziamento;
  • accordi aziendali o sindacali con consistente riduzione dell’orario di lavoro;
  • cassa integrazione ordinaria o straordinaria che limiti notevolmente la capacità reddituale;
  • mancato rinnovo di contratti a termine o di lavoro atipici;
  • cessazioni di attività libero-professionali o di imprese registrate, derivanti da cause di forza maggiore o da perdita di avviamento in misura consistente;
  • malattia grave, infortunio o decesso di un componente del nucleo familiare che abbia comportato:
    • la consistente riduzione del reddito complessivo del nucleo medesimo oppure
    • la necessita’ dell’impiego di parte notevole del reddito per fronteggiare rilevanti spese mediche e assistenziali.
Criteri per l’accesso ai contributi

Spetta al Comune, per consentire l’accesso ai contributi, verificare che il richiedente:

  • abbia un reddito I.S.E. non superiore a 35 mila euro o un reddito derivante da regolare attività lavorativa con un valore I.S.E.E. non superiore a 26 mila euro;
  • sia destinatario di un atto di intimazione di sfratto per morosità, con citazione per la convalida;
  • sia titolare di un contratto di locazione di unità immobiliare ad uso abitativo regolarmente registrato (sono esclusi gli immobili appartenenti alle categorie catastali Al, A8 e A9) e risieda nell’alloggio oggetto della procedura di rilascio da almeno un anno;
  • abbia cittadinanza italiana, di un Paese dell’UE, ovvero, nei casi di cittadini non appartenenti all’UE, possieda un regolare titolo di soggiorno;
  • non sia titolare (lui oppure ciascun componente del nucleo) di diritto di proprietà, usufrutto, uso o abitazione nella provincia di residenza di altro immobile fruibile e adeguato alle esigenze del proprio nucleo familiare.

Costituisce criterio preferenziale per la concessione del contributo la presenza all’interno del nucleo familiare di almeno un componente che sia:

  • ultrasettantenne;
  • minore;
  • persona con invalidità accertata per almeno il 74%;
  • persona in carico ai servizi sociali o alle competenti aziende sanitarie locali per l’attuazione di un progetto assistenziale individuale.
Entità del contributo

L’importo erogato per sanare la morosità incolpevole accertata potrà raggiungere al massimo i 12 mila euro.

I contributi sono destinati:

  1. fino a un massimo di 8 mila euro per sanare la morosità incolpevole accertata dal Comune, qualora il periodo residuo del contratto in essere non sia inferiore a 2 anni, con contestuale rinuncia all’esecuzione del provvedimento di rilascio dell’immobile;
  2. fino a un massimo di 6 mila euro per ristorare la proprietà dei canoni corrispondenti alle mensilità di differimento qualora il proprietario dell’immobile consenta il differimento dell’esecuzione del provvedimento di rilascio dell’immobile per il tempo necessario a trovare un’adeguata soluzione abitativa all’inquilino moroso incolpevole;
  3. assicurare il versamento di un deposito cauzionale per stipulare un nuovo contratto di locazione;
  4. assicurare il versamento di un numero di mensilità relative a un nuovo contratto da sottoscrivere a canone concordato fino alla capienza del contributo massimo complessivamente concedibile di 12 mila euro.

I contributi dei punti 3 e 4 possono essere corrisposti dal Comune in un’unica soluzione contestualmente alla sottoscrizione del nuovo contratto.

Altri compiti dei Comuni

I Comuni adottano le misure necessarie per comunicare alle Prefetture – Uffici territoriali del Governo l’elenco dei soggetti richiedenti che abbiano i requisiti per l’accesso al contributo, per le valutazioni funzionali all’adozione delle misure di graduazione programmata dell’intervento della forza pubblica nell’esecuzione dei provvedimenti di sfratto.

Come richiedere il bonus/fondo affitto?

Recarsi presso il proprio Comune di residenza (solitamente all’ufficio dei servizi sociali) e chiedere come e cosa bisogna fare per l’accesso al fondo. Vi diciamo subito che ci sono Comuni (molti) dove i fondi potrebbero essere bloccati (il più delle volte non dai Comuni ma dalle Regioni e/o dal Governo centrale), altri dove le cose funzionano meglio.

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Mauro Guitto

Mauro Guitto

Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia

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