Antiaderente pericoloso | Sì o no? Facciamo un po’ di chiarezza

Articolo aggiornato sabato, 7 Maggio 2016 21:43

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Antiaderente pericoloso | Sì o no? Facciamo un po’ di chiarezza

Antiaderente pericoloso per la salute o no? Anche un semplice oggetto apparentemente innocuo e di uso comune come una padella può rappresentare un rischio concreto per la nostra salute se usato male, ci abbiamo pensato mai ?

Antiaderente pericoloso? Occorre fare chiarezza

Ci riferiamo alle padelle antiaderenti, quelle (per intenderci) rivestite di Teflon, che non lasciano attaccare i cibi durante la cottura, quelle che permettono di cuocere gli alimenti senza utilizzare grassi e che sono particolarmente ”simpatiche” alle massaie poiché facilmente lavabili. Eppure tra tutte queste virtù, le padelle antiaderenti possono nascondere, a lungo andare, qualche insidia per la nostra salute se usate in modo scorretto. L’insidia in questione è rappresentata dall’acido perfluoroottanoico (PFOA), il materiale che riveste quasi tutte le padelle antiaderenti, perché sospettato di essere tossico e di essere concausa nell’insorgenza di cancro al fegato, al pancreas e alla prostata.

Ma le padelle e i tegami antiaderenti sono o no dannosi per la nostra salute? Ovviamente le ditte produttrici smentiscono fortemente ogni ragionevole dubbio sulla pericolosità dei loro prodotti a tutela del loro business, eppure sono stati effettuati degli studi presso la University of Exeter negli Stati Uniti in cui è stato evidenziato che proprio il PFOA potrebbe favorire delle patologie a carico della tiroide, specialmente nei soggetti di sesso femminile. Secondo altri esperti questo materiale potrebbe essere corresponsabile dello sviluppo di neoplasie cancerose. La tossicità di questo materiale sarebbe dovuta alle elevate temperature che il teflon raggiunge durante la sua lavorazione. Se sottoposto a temperature molto alte, infatti, il teflon sarebbe in grado di generare anche un’altra sostanza tossica per l’organismo umano, il tetrafluoroetilene. Dal cibo queste sostanze finiscono nel nostro organismo in piccole quantità, ma un uso continuativo di questa modalità di cottura degli alimenti, a lungo andare può provocare danni seri. La patogenicità è legata al fatto che le sostanze generate dal surriscaldamento dei tegami antiaderenti vengono percepite come corpi estranei dall’organismo umano che innesca una sorta di meccanismo di autodifesa immagazzinando le particelle ”nemiche” nei tessuti e negli organi. A lungo andare questo processo scatena una reazione infiammatoria cronica che progressivamente (impiegandoci anni) si trasforma in cancro.

Come fare allora a tutelare la propria salute? I nostri consigli

Antiaderente pericoloso? Il nostro consiglio è soprattutto quello di preferire, ove possibile, tegami e padelle in acciaio per la cottura dei cibi. Se già in possesso di pentolame antiaderente invece si può utilizzarlo in maniera sicura con alcuni semplici accorgimenti:

– al primo utilizzo di una padella antiaderente, dopo averla lavata, è bene ungerne leggermente l’interno con olio o burro per creare così una patina protettiva;
– per il lavaggio è sufficiente usare semplice acqua corrente o immergerla in acqua saponata, senza effettuare sfregamenti. Per pulire un tegame antiaderente non si dovrebbero utilizzare né detergenti abrasivi o in polvere né tantomeno pagliette metalliche. Questi tegami possono essere lavati anche in lavastoviglie, avendo cura di scegliere un ciclo di lavaggio a bassa temperatura (non oltre i 50°C).
Poiché i rivestimenti antiaderenti si possono graffiare con l’uso, con conseguente distacco di particelle antiaderenti che finirebbero poi nel cibo, consigliamo l’uso di utensili di plastica o di legno per mescolare gli alimenti in cottura e mai mestoli o cucchiai di metallo.

Ma da dove viene il Teflon ?

Teflon è un marchio per designare un materiale composto da carbonio e fluoro duro e non poroso denominato politetrafluoroetilene (PTFE) che consente di cucinare, come dicevamo, senza usare grassi.
Fu scoperto per puro caso nel 1938 da Roy J. Plunkett, mentre stava eseguendo degli esperimenti sui gas refrigeranti. Dopo questa scoperta, però ci volle un duro lavoro per definire meglio le caratteristiche e le proprietà del Teflon.
Esso venne utilizzato durante la II Guerra Mondiale nei sistemi radar, ma divenne popolare e di largo consumo solo sul finire degli anni cinquanta.
Bisognò attendere il 1960 perché la FDA (Food and Drug Administration, l’eccellenza mondiale nel campo della salvaguardia della salute) ne approvasse l’uso per scopi alimentari. Forse non tutti sanno che il Teflon è ancora oggi annoverato nel Guinness dei primati come una delle sostanze più scivolose conosciute.

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Rosita

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Food Blogger, articolista di food, wellness e salute

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