Ennesimo grave incidente nel siderurgico tarantino | Un morto, tanta rabbia

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Ennesimo grave incidente nel siderurgico tarantino

E’ accaduto nelle prime ore della mattina del 17 settembre 2016, l’ennesimo grave incidente nel siderurgico tarantino, l’Ilva. Stavolta è morto un 24enne nato a Manduria (Ta) e residente a Roccaforzata (Ta). Michele Emiliano, commentando il nostro articolo scrive alle ore 9.58: “La nostra pazienza è finita. Fabbrica troppo vecchia e insicura”. Angelo Bonelli dei Verdi: “E’ morto un altro giovane operaio dell’Ilva. Intollerabile tributo di vite umane nella città di Taranto. Che profonda tristezza..

Muore un altro giovane ragazzo… per lavorare!

Il giovane Giacomo Campo era un dipendente della Steel Service, una delle tante ditte ditte esterne che operano all’interno dello stabilimento Ilva Spa di Taranto.

Dalle prime ricostruzioni pare che il 24enne avesse da poco cominciato il proprio turno di lavoro nel reparto AFO4 intorno alle ore 7 del 17 settembre quando, per cause ancora ufficialmente da chiarire, sia stato investito dal carrello proveniente dal nastro trasportatore che lo ha ucciso. Pare che il nastro fosse stato fermato poche ore prima a causa di un malfunzionamento. Complicatissime le operazioni per rimuovere il corpo del giovane rimasto incastrato in un tamburo del nastro.

L’ostinazione di non fermare la produzione

L’ennesimo grave incidente nel siderurgico tarantino verificatosi stamattina non è che l’ultimo di una lunghissima serie di incidenti e morti sul lavoro all’interno dell’Ilva di Taranto che, oltre a uccidere e far ammalare gravemente chi è all’esterno dell’impianto (i cittadini), ammazza anche chi ci lavora. Chissà cosa diranno (e soprattutto faranno) il Premier Renzi e il Ministro dell’Ambiente dopo questa ennesima evitabile tragedia che ha colpito un giovane ragazzo, la sua famiglia e una intera città.

L’Ilva ha emesso un comunicato solo diverse ore dopo l’accaduto nel quale ha raccontato la propria versione sottolineando che sono state osservate tutte le procedure di sicurezza. Ci penseranno le indagini degli inquirenti a stabilire se davvero le cose stanno così.



Il commento dei “Liberi e Pensanti”

In seguito all’ennesimo grave incidente nel siderurgico tarantino, l’associazione che da sempre lotta per i diritti dei lavoratori e dei cittadini scrive:

Oggi piangiamo l’ennesimo operaio morto nella fabbrica che un governo assassino si ostina a salvare. Indipendentemente dalle dinamiche che dovrebbero essere accertate dalle autorità competenti resta il fatto che un ragazzo è morto schiacciato e le operazioni per il recupero del corpo sono tutt’ora in corso. L’indignazione non basta più, le lacrime per piangere i morti che quella fabbrica fa dentro e fuori sono terminate. La gestione statale ha fallito e la prova sono gli innumerevoli incidenti che si susseguono quotidianamente. Quando capiremo che tutta la città dovrà pretendere da chi ci governa una riconversione totale della città sarà, forse troppo tardi. Oggi chiediamo solo silenzio“.

L’associazione, il 31 agosto 2016, aveva denunciato le condizioni di mancata manutenzione di alcuni settori del reparto AFO2. Le foto, chiarissime, mostravano lesioni, cedimenti ed evidenti crepe che mettevano a serio rischio l’incolumità dei lavoratori.

Le dichiarazioni dell’USB di Taranto

“Morire a 24 anni per il lavoro! Morire all’ILVA di Taranto. Una mattina come le altre, all’inizio di un turno, si muore, ancora, sul lavoro. Ancora all’Ilva di Taranto. Giacomo aveva 24 anni, viveva a Roccaforzata, ed era addetto alle pulizie dei nastri e questa mattina è stato travolto da uno di questi. Lavorava come manovale per una ditta appaltatrice, la Steel Service.

Per l’ennesima volta la fabbrica ci consegna morte e disperazione. Siamo stanchi di passare il tempo a contare le vittime, dirette ed indirette, del lassismo e della mancata messa in sicurezza. Siamo stanchi di contare i morti di una fabbrica che per legge o decreto può fregarsene delle nostre vite. Le responsabilità sono chiare ed inequivocabili. Il governo regala impunità e morte. Oggi l’USB sarà impegnata, tutta, a Piacenza per ricordare Abdesselem El Danaf assassinato mentre protestava per la difesa della dignità lavorativa.

Alla rabbia per la morte di Abdesselem, che lottava per la dignità e libertà per tutti noi, aggiungerà la rabbia per un altra vita spezzata dal mercato e dall’avidità, quella di Giacomo. Noi non daremo tregua agli assassini ed ai loro mandanti. L’USB c’è, a Piacenza, a Taranto, ovunque ci siano lotte per diritti, dignità e lavoro calpestati!”.

Tutto questo dopo l’ennesima denuncia di Peacelink

Prima di questo ennesimo grave incidente nel siderurgico tarantino, alcuni giorni fa, Peacelink aveva denunciato ancora una volta i problemi ambientali derivanti dalle polveri non sono monitorate dalle centraline dell’Arpa che non misurano le polveri in sospensione tra il Pm11 ed il Pm76 né quelle sopra il Pm76 che ricadono al suolo e che si vedono sui balconi.

Inoltre le centraline Arpa non vedono il particolato sotto il Pm0,7, che è pericolosissimo perché supera gli alveoli polmonari, finisce in circolo nel sangue e possono arrivare nel fegato e nel cervello. Delle tonnellate di materiale che si deposita sui balconi dei cittadini, dal quartiere Tamburi al centro della città che non hanno la percezione del pericolo e non possono conoscere le precauzioni da prendere.

Procede il ricorso di alcuni cittadini di Taranto presso la Corte dei diritti umani (CEDU)

Il consigliere comunale di Taranto, Lina Ambrogi Melle del Gruppo Ecologisti per Bonelli, fa intanto sapere che procede speditamente ed entra nel vivo il ricorso di alcuni cittadini di Taranto presso la Corte dei diritti umani (CEDU) a Strasburgo, per violazione da parte dello Stato italiano degli obblighi di protezione della vita e della salute a causa del gravissimo e persistente inquinamento prodotto da alcuni impianti dell’Ilva tenuti forzatamente in funzione sotto la propria gestione, tramite 10 leggi salva-Ilva, a dispetto delle normative europee e delle decisioni della magistratura.

Sono state  accolte le richieste di “intervento di terzi” da parte dell’ISDE, associazione medici per l’ambiente e del direttore del Dipartimento di giurisprudenza dell’Università di Torino. Anche la società Riva Fire Spa in liquidazione, ha chiesto ed ottenuto dalla Corte europea dei diritti umani (CEDU) di intervenire.

La lettera dell’avv. Saccucci

L’avv. Andrea Saccucci, che rappresenta 130 cittadini di Taranto e provincia davanti alla Corte di Strasburgo nel ricorso promosso da Lina Ambrogi Melle, ha provveduto ieri 16 settembre 2016 a inviare una lettera alla Corte europea in cui scrive:

Riteniamo inaccettabile la partecipazione dei Riva a questo giudizio, in cui si discute unicamente della responsabilità dello Stato italiano per la mancata adozione delle necessarie misure precauzionali a tutela delle popolazioni residenti. Ci opponiamo all’intervento dei Riva perché non risponde ad alcuna esigenza processuale e non è in grado di offrire alla Corte un contributo imparziale e disinteressato per la decisione del ricorso che con una lettera inviata oggi a Strasburgo contesta l’ammissibilità dell’intervento e chiede alla Corte di non tenerne conto“.

Gli “Amici di Beppe Grillo Taranto” sull’ ennesimo grave incidente nel siderurgico tarantino

“Esprimiamo cordoglio ai familiari dell’ennesima morte bianca. Sette operai rimasti uccisi negli ultimi tre anni. Al di là delle dinamiche dell’incidente ancora da vagliare, quello che ci addolora della disgrazia avvenuta questa mattina nel reparto AFO4 dell’Ilva di Taranto è l’ennesima perdita di una giovane vita. 

Per questo esprimiamo il nostro cordoglio ai familiari della vittima, Giacomo Campo, operaio della ditta Steel Service. Taranto piange un’altra vita proprio nel giorno precedente l’incontro “Riconvertire Si Può”, che si terrà domani a Bari alla Fiera del Levante. La campagna, targata M5s Puglia per ribadire che un futuro a Taranto oltre l’Ilva è possibile, vuole lanciare un messaggio di speranza concreta: “Niente più vittime di una fabbrica a rischio sicurezza e a rischio salute”.

I sindacati proclamano lo sciopero

Fim, Fiom, Uilm e Usb di Taranto hanno proclamato uno sciopero dei lavoratori dell’Ilva a partire dalle ore 12 di oggi 17 settembre 2016 fino alle 7 di domani 18 settembre.

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Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. All'attivo articoli sul fisco, sociale, lavoro, televisione e sicurezza alimentare.

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