16 Aprile 2024
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girellone forteto

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Girellone Forteto, il formaggio a base di mozzarella farcito con prosciutto cotto e olive venduto nei punti vendita Coop di  Toscana, Lazio, Umbria e Campania che è stato ritirato dal mercato con il richiamo del 6 ottobre 2015 pubblicato dalla stessa Coop sul proprio sito, ha una storia alle spalle che vale la pena conoscere.

IL RICHIAMO

Come si sa, il Girellone Cotto Olive Lotto 40115 Scadenza 14.10.15, è stato ritirato a titolo precauzionale perché può presentare una contaminazione microbiologica da Listeria Monocytogenes (che nel 20/30% dei casi di infezione può portare alla morte).

L’azienda ha comunicato ai consumatori di riconsegnarlo al punto vendita dove lo hanno acquistato per cambiarlo o per chiedere il rimborso (per ulteriori info chiamare al numero 055/5370574). La notizia tuttavia, a distanza di quasi una settimana, è un’altra.

LA STORIA DEL GIRELLONE

Il Girellone è prodotto dalla Cooperativa “Il Forteto”, fondata 38 anni fa come centro di assistenza per minorenni in stato di disagio. Il suo fondatore, tale Rodolfo Luigi Fiesoli, fu condannato trent’anni fa per atti di libidine violenta e corruzione di minori nei confronti delle persone che occupavano il suo centro.

Nel 2011 Fiesoli è stato nuovamente arrestato per gli stessi motivi mentre la sua Cooperativa continuava a operare tranquillamente diventando pure solida nell’industria casearia a livello nazionale.

LA CONDANNA

Alcuni mesi fa Fiesoli è stato condannato a 17 anni di carcere per maltrattamenti e abusi sessuali nella stessa struttura. Nella sentenza si legge tra l’altro che:

Il Forteto è stata un’esperienza drammatica, per molti aspetti criminale, retta da persone (Fiesoli e Goffredi) non equilibrate, con seri disturbi dell’affettività e della sessualità. Una esperienza caratterizzata da regole assurde, crudeli, che quel gruppo di ragazzi che si era lasciato ammaliare dal Fiesoli e dall’ideologo Goffredi alla fine degli anni ’70 aveva finito, per varie ragioni, per sposare o, comunque, per accettare, pagando un prezzo altissimo in termini di formazione della personalità e di autonomia e dalla quale soltanto alcuni, con enormi sacrifici, sono riusciti ad affrancarsi“.

SI LEGGE ANCORA NELLA SENTENZA

Regole crudeli e incomprensibili che sono state riproposte ai minori avuti in affidamento; al Forteto non si doveva convivere, non si potevano avere relazioni affettive e sentimentali vere, profonde e durature, non si doveva procreare. La sopravvivenza della comunità, come pensata dal duo Fiesoli-Goffredi e governata dal primo era pertanto, necessariamente, legata al consolidamento degli affidamenti di minori (obiettivo raggiunto in modo pressoché sistematico) ed alla crescita di costoro secondo i principi educativi sopra descritti, per forgiarli a  immagine e somiglianza del modello di persone che Fiesoli e Goffredi avevano teorizzato“.

LA QUESTIONE FINITA IN PARLAMENTO

Venerdì scorso in Parlamento la questione è stata posta all’attenzione dalla Senatrice Laura Bottici del Movimento 5 Stelle. La Bottici, insieme alla Senatrice Sara Paglini dello stesso Movimento, ha depositato un disegno di legge per istituire una commissione d’inchiesta sulla Cooperativa “Il Forteto”. Il fine è quello di comprendere come sia stato possibile che la cooperativa abbia potuto continuare a lavorare in tutti questi anni e collaborare con le istituzioni nonostante le indagini e i processi che avevano coinvolto i suoi fondatori sin dagli anni Ottanta.

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