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Referendum 4 dicembre confermativo

Dopo ore e ore di campagna elettorale, di frasi fatte, accuse, ipotesi di un futuro roseo o apocalittico nel caso di vittoria del sì o del no, è finalmente giunto il momento dei risultati del Referendum 4 dicembre confermativo.

Referendum 4 dicembre confermativo

Domenica 4 dicembre, ci siamo

Domenica 4 dicembre 2016, dalle ore 7.00 alle ore 23.00, si svolgeranno le consultazioni elettorali per il Referendum 4 dicembre confermativo, recante:

Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione“.

Cerchiamo di (far) capire la situazione attuale e quella ipotetica, in caso di vittoria del no o del sì senza esprimere nostri pareri favorevoli o contrari in entrambi i casi.

Referendum 4 dicembre confermativo

Che cosa è il bicameralismo paritario?

Oggi ogni legge, per diventare tale, viene prima discussa, approvata e votata sia dalla Camera sia dal Senato. Quando una delle due Camere apporta delle modifiche, la legge torna all’altra Camera per essere nuovamente discussa, approvata e votata.

Se dovesse vincere il no, tutto resterebbe così com’è mentre in caso di vittoria del sì, si supererebbe il bicameralismo perfetto, rendendo diverse le funzioni e la composizione delle Camere.

  • La Camera dei deputati diventerebbe l’unico organo eletto in grado di accordare la fiducia al governo, approvare le leggi di bilancio e le leggi ordinarie;
  • Il Senato diventerebbe una camera composta non più da 315 ma da 100 senatori eletti direttamente dai cittadini (sindaci dei comuni e consiglieri regionali eletti in base a una legge elettorale che verrebbe eventualmente adottata successivamente). Il loro mandato durerebbe quanto quello degli amministratori regionali e comunali (5 anni). Non più senatori a vita, condizione che resterebbe solo per gli ex presidenti della Repubblica.


Soppressione del Cnel

Il Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) ha il compito di proporre leggi e dare dei pareri su temi di economia e lavoro al governo e al parlamento. Si propone la sua cancellazione perché lo si riterrebbe costoso e poco utile.

Il titolo V della Costituzione

Il titolo V si riferisce agli enti territoriali: comuni, province, città metropolitane e regioni. Fu già modificato nel 2001 ma si discute ancora sull’attribuzione delle competenze tra Stato e regioni tra le quali ci sarebbe un po’ di confusione. La vittoria del sì abolirebbe anche le province ma non significa che ridurrebbe i costi perché c’è da chiedersi dove andrebbe a finire la miriade di dipendenti provinciali di tutta Italia (non li si può certo licenziare… non è un nostro parere ma una riflessione da fare).

L’identikit di chi voterà sì o no

Senza dilungarci in tante inutili chiacchiere che potrebbero anche essere di parte:

  • voterà sì chi spera in un futuro diverso (che non è detto che sia migliore), sulla base di quanto specificato nella riforma;
  • voterà no chi è deluso dalle politiche di Matteo Renzi relativamente all’ambiente, al lavoro, all’economia (giusto per citare i temi più caldi) e che vuole guardare avanti con qualcun altro al suo posto (e anche in questo caso non è detto che sia migliore).

Per il SI, tra gli altri, sono Renzi e Casini mentre per il NO, tra gli altri, sono Berlusconi, il Movimento 5 Stelle, Salvini e i Verdi. I sostenitori del SI chiedono agli italiani di votare sì perché solo così il Paese progredirebbe. I sostenitori del NO chiedono agli italiani di votare no per evitare che il Paese si ritrovi per trent’anni sotto la dittatura della sinistra.

Il corpo elettorale

E’ ripartito nei 7.998 Comuni e nelle 61.551 sezioni elettorali del territorio nazionale, è pari a 46.714.950 elettori, di cui:

  • 22.465.280 maschi;
  • 24.249.670 femmine.

A questi vanno aggiunti i 3.995.042 elettori aventi diritto al voto per corrispondenza all’estero, di cui:

  • 2.077.455 maschi;
  • 1.917.587 femmine.

Tali dati si riferiscono al 15° giorno antecedente alle consultazioni.

Per votare

Si vota presso l’ufficio elettorale di sezione nelle cui liste risultano iscritti gli elettori del territorio nazionale.

Per poter esercitare il diritto di voto (barrando con una croce sul SI o sul NO) si dovrà esibire:

  • un documento di identità valido
  • la tessera elettorale personale a carattere permanente.

Qualora non si rinvenga la propria tessera elettorale o si rilevi che gli spazi per l’apposizione del timbro sono esauriti, si potrà chiedere una nuova tessera agli uffici comunali. Questi, saranno all’uopo aperti al pubblico (da ieri venerdì 2), oggi sabato 3 dicembre (dalle ore 9 alle ore 18) e domenica 3 dicembre dalle ore 7 alle ore 23.

Gli elettori residenti all’estero

Si rimanda alla lettura del testo completo (leggi sotto, tra i documenti da scaricare).

Lo scrutinio

Lo scrutinio dei voti inizierà nella stessa giornata di domenica 4 dicembre, subito dopo la chiusura delle votazioni e appena ultimate le operazioni preliminari allo scrutinio stesso. Contemporaneamente, si svolgerà anche lo scrutinio delle schede votate per posta all’estero.

I risultati degli scrutini saranno pubblicati su Eligendo, il portale delle elezioni del Ministero dell’Interno.

Documenti utili da scaricare


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Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. All'attivo articoli sul fisco, sociale, lavoro, televisione e sicurezza alimentare.

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