Rivoluzione partenopea del 1799 | Poesia ‘O tiempo d’e Giacobbe

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Rivoluzione partenopea del 1799

Rivoluzione partenopea del 1799 durante la quale con il sacrificio dei migliori figli di Napoli si scrisse una delle più belle pagine della storia di Napoli. Con il termine “Giacobbe” venivano definiti popolarmente i giacobini ovverosia gli appartenenti a quel movimento rivoluzionario formatosi durante la Rivoluzione Francese diventato poi “Repubblica giacobina” con l’arresto dei leader Girondini, il giornalista Jacques Pierre Brissot.

‘O tiempo d’e Giacobbe

(Ascoltala dalla voce di Antonio Ruggiero)

Nu centenaro ‘e cape senza cuolle
cadute ‘mmiezz’’a piazza d’’o Mercato
pe’ nce levà tutt’’e ccatene ‘a cuollo
‘a chi nce aveva sempe scamazzato.

So’ dduicient’anne ca Donna Leonora,
‘nzieme a Pagano e a Don Gennaro Serra,
mo ca sta ‘ncielo,sta aspettanno ancora,
nu poco ‘e libbertà pe’ cchesta terra.

Pe’ cchesta terra ‘e tutte e dde nisciuno,
addò nce azzuppa chi nun è dde ccà;
addò ll’arraggia e ‘o ffuoco d’’e cannune
hanno sputato sanghe e ddignità.

‘A libbertà…Che ssuonno! Che ppuisia!
Pe’ cchi purtato ‘ncopp’ a ‘na carretta,
comme si avesse jastemmato a Dio,
ha perzo ‘a capa soja sott’ a n’accetta.

‘O tiempo d’’e giacobbe fuje nu suonno,
nu suonno accumminciato e mmaje fernuto;
ogge è ttutt’apparenza,ch’annasconne,
‘sta luce ‘mpiett’ a nnuje ca nun se stuta.



La Rivoluzione partenopea del 1799 e la breve vita della Repubblica Napoletana (23 gennaio 1799-giugno 1799)

(cenni storici a cura di Mauro Guitto)

Il 23 gennaio 1799, con l’approvazione e l’appoggio del comandante dell’esercito francese, viene proclamata la Repubblica Napoletana nel pieno della Rivoluzione francese (1789-1799) che costò la vita a più di 600 mila persone che fu “esportata” da Napoleone anche in Italia dal 1797. Nasce un governo provvisorio di venti membri, poi portato a venticinque. E’ una Repubblica che non ha vita facile fin da subito a causa della mancata adesione popolare (scaturita dalla spietata e sanguinaria repressione contro gli oppositori del regime che provoca la condanna a morte e la fucilazione di molte persone dopo approssimativi processi politici) e di quella delle province non occupate dall’esercito francese. L’autonomia della Repubblica Napoletana è sottoposta alla dittatura del generale francese Jean Étienne Championnet (poi scomparso il 9 gennaio 1800) e questo è un altro motivo dell’insuccesso aggravato anche dalle difficoltà finanziarie causate principalmente dalle richieste dell’esercito francese costantemente in armi sul suo territorio. Non si riuscirà mai a costituire un vero e proprio esercito ottenendo solo limitati successi nella democratizzazione delle province.

Nell’aprile 1799

..in seguito alle sconfitte subite dalle truppe francesi nell’Italia settentrionale a opera degli Austro-Russi, i francesi sono costretti a ritirarsi prima dalle province e in seguito (il 7 maggio) da Napoli. I repubblicani tentano di difendersi da soli contro l’armata sanfedista (movimento controrivoluzionario nato nell’Italia Meridionale alla fine del 1700.) che giunge da Sud, ma il 13 giugno la città è raggiunta e viene riconquistata dalle armate del cardinale Fabrizio Ruffo nell’ultima battaglia al Ponte della Maddalena nonostante la strenua resistenza del Forte di Vigliena. Pochi giorni dopo, tra il 18 e il 22 giugno anche gli ultimi impavidi cittadini repubblicani si arrendono a Castel dell’Ovo, Castel Nuovo e Castel Sant’Elmo.

Nel 1801 le truppe borboniche che tentano di raggiungere la Repubblica cisalpina sono sconfitte a Siena da Gioacchino Murat. Dopo l’armistizio di Foligno del 18 febbraio 1801 e la pace di Firenze si conferma ufficialmente il Regno di Napoli alla dinastia borbonica che tale resterà fino al 1806 quando le truppe Napoleoniche si riaffermeranno per altri dieci anni circa a Napoli dando vita al cosiddetto periodo murattiano.

@ Riproduzione riservata


Antonio Ruggiero

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