Prescrizione per vaccinarsi | Bugiardino vaccini “Necessaria la ricetta medica”

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Articolo aggiornato domenica, 9 Gennaio 2022 22:27

PRESCRIZIONE PER VACCINARSI

Vista l’importanza dell’argomento abbiamo fatto un’approfondita ricerca per capire se è necessaria la prescrizione per vaccinarsi con uno dei vaccini anti Covid. Riportiamo in questo articolo quanto abbiamo “scoperto” informandoci.

DOTTORE MI PRESCRIVE IL VACCINO?

In quanto farmaco, tutti i vaccini, anche quelli anti Covid dovrebbero essere prescritti così come prevedono le vigenti normative sanitarie. Quindi per quale motivo da quando sono stati autorizzati all’immissione in commercio, i vaccini vengono somministrati prenotando e poi presentandosi all’hub vaccinale o in tutti gli altri luoghi all’uopo predisposti?

Sappiamo bene che oggi l’etichetta “No vax” viene immediatamente stampata su chiunque cerchi di porre anche soltanto degli interrogativi. E approfittiamo ancora una volta per sottolineare che chi scrive non è contrario alla vaccinazione ma favorevole alla libertà di scelta degli individui.

IL BUGIARDINO DEI VACCINI ANTI COVID

Abbiamo fatto una ricerca andando a leggere tutti i bugiardini dei vaccini somministrati (anche) agli italiani in questi mesi e abbiamo trovato la risposta alla nostra domanda. In tutti i bugiardini abbiamo a un certo punto trovato questa frase: “Medicinale soggetto a prescrizione medica“. Adesso vi riportiamo tutti i link dei bugiardini di ogni vaccino e le relative pagine dove trovare la voce riguardante la prescrizione medica.

  1. Pfizer/BioNTech (pag. 66) – Curiosamente in questo caso abbiamo trovato anche questo documento sul sito Aifa dove non c’è traccia della pagina in cui si parla della necessaria prescrizione medica
  2. Moderna (pag. 17)
  3. Vaxzevria – AstraZeneca (pag. 17)
  4. Janssen (pag. 24).
QUINDI IL MIO MEDICO DI MEDICINA GENERALE DEVE PRESCRIVERMI IL VACCINO?

Qui nasce il problema perché se sui bugiardini è chiaramente indicato che è necessaria la prescrizione medica, l’agenzia del farmaco di ogni Paese stabilisce poi il regime di fornitura di ogni medicinale. Siamo perciò andati sul sito Aifa (Agenzia italiana del farmaco) e siamo andati a cercare i bugiardini degli stessi vaccini dove abbiamo scoperto che la frase “Medicinale soggetto a prescrizione medica” è stata modificata.

Per ogni vaccino la frase riguardante il regime di fornitura dei vaccini anti Covid è diventata: “Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa (RRL), il farmaco potrà essere utilizzato esclusivamente presso le strutture identificate sulla base dei piani vaccinali o di specifiche strategie messe a punto dalle Regioni“. Di seguito trovate i link di ogni determina Aifa dove, all’ultima pagina di ogni documento, è possibile leggere della prescrizione limitativa:

“MEDICINALE SOGGETTO A PRESCRIZIONE MEDICA LIMITATIVA (RRL)”: COSA SIGNIFICA?

L’Aifa spiega che il regime di fornitura identifica la modalità con cui un farmaco può essere dispensato, con o senza ricetta del medico, in farmacia, in ospedale o in strutture ad esso assimilabili. La Commissione Tecnico-Scientifica (CTS) dell’AIFA stabilisce il regime di fornitura tenendo in considerazione le problematiche relative alla sicurezza d’uso (appropriatezza prescrittiva) di un medicinale.

Evitando le forme che in questo contesto non ci interessano riportiamo quella che interessa a noi. “La classificazione dei medicinali ai fini della fornitura si può schematizzare nelle seguenti categorie:

  • d) medicinali soggetti a prescrizione medica limitativa (comprendenti quello che ci interessa):
    • medicinali vendibili al pubblico su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti (RRL; RNRL)“.

In precedenza (settembre 2015) la stessa Aifa aveva parlato dell’argomento “limitativa” IN QUESTO COMUNICATO

SE VUOI: APPROFONDISCI LE ALTRE CATEGORIE DI MEDICINALI

PRESCRIZIONE QUINDI SÌ O NO?

Il vaccino dunque, stando a quanto abbiamo visto e letto dai documenti ufficiali, dovrebbe essere prescritto dal vaccinatore (e non dal medico di medicina generale).

Cosa significa? Che chi vaccina dovrebbe prendersi la responsabilità di stabilire se la persona può essere vaccinata oppure no. Come? Non certo facendo firmare alla persona un consenso informato di fatto manlevando il vaccinatore da ogni responsabilità scaricandola al vaccinato.

Il vaccinatore dovrebbe effettuare un’anamnesi di ogni paziente, prescrivere opportune analisi per valutare tutta una serie di fattori e valori (anticorpi, ecc..) per stabilire se il soggetto è vaccinabile o meno. Quindi procedere con la PRESCRIZIONE DEL VACCINO firmata dal vaccinatore.

UNA FAKE NEWS “NO VAX”? ASSOLUTAMENTE NO E QUALCUNO HA ANCHE CHIESTO AD AIFA DELUCIDAZIONI

Siamo a conoscenza del fatto che, dopo aver letto questo nostro articolo o su segnalazione, qualcuno ha già scritto un “contro articolo” credendo di “stanare” una “fake news no vax”. Purtroppo dobbiamo deludere questi presunti “detentori di verità” perché quella scritta in questo articolo è una notizia verissima e lo abbiamo provato.

Recentemente il Cosap (Coordinamento Sindacale Appartenenti Polizia) ha sollecitato i propri iscritti a inviare ad Aifa le richieste di chiarimento sulla questione. L’avvocato Renate Holzeisen ha motivato la necessità di produrre prescrizione medica per la somministrazione delle sostanze dei quattro vaccini finora utilizzati. Nel seguente video (dal minuto 22.55) l’avvocato spiega la questione della prescrizione medica.

IL BOTTA E RISPOSTA CON L’AIFA

Secondo Aifa l’esigenza della prescrizione non è fondata né dal punto di vista regolatorio né dal punto di vista scientifico. A suo parere i vaccini sono già soggetti a prescrizione (la frase di cui vi parlavamo in precedenza sulla prescrizione medica limitativa RRL).

L’avvocato Renate Holzeisen ha risposto così: «dal 27 dicembre 2020 è in atto una procedura per la campagna vaccinale che è giusto il contrario di quanto la necessità di una prescrizione medica RRL, invece, impone». L’avvocato spiega che:

  • i vaccini non li inoculano “medici specialisti”, potendo qualunque medico venir designato come vaccinatore;
  • la prescrizione ai fini di prevenzione è una diretta, specifica, esclusiva e non delegabile competenza del medico, che impegna la sua autonomia e responsabilità e deve far seguito a una diagnosi circostanziata;
  • i cittadini vengono vaccinati a prescindere dal loro status anticorpale, «esponendoli anche al rischio dell’antibody dependent enhancement (ADE), causa di morte accertata dalla CTU della Procura della Repubblica almeno nel caso di un militare italiano».
UN’ALTRA MANCANZA RILEVATA DALL’AVV. HOLZEISEN

Per l’avvocato, l’altro punto estremamente importante è che il medico vaccinatore specialista dovrebbe dichiarare alla persona che si presenta che le quattro sostanze non sono state autorizzate per la prevenzione dell’infezione da virus SARS-CoV-2, ma per la sola prevenzione dello sviluppo della malattia.

Inoltre per l’avv. Helzeisen i vaccini «mai potrebbero essere inoculati in contesti sforniti delle garanzie richieste per l’applicazione di sostanze di questo genere. Invece nei mesi scorsi ne abbiamo visti di tutti i colori: inoculazioni persino in spiaggia, in discoteca, in autobus ecc. E ora anche l’inoculazione nelle farmacie certo non corrisponde all’ambiente in cui vanno somministrate sostanze di questo genere».

LA CONCLUSIONE DEL BOTTA E RISPOSTA

L’avvocato Renate Holzeisen ha nuovamente risposto alla nota Aifa dimostrando che la “prescrizione limitativa (RRL)”, rispetto alla quale l’Agenzia del Farmaco proclamava la conformità delle procedure, viene disattesa praticamente in tutti i suoi punti fondamentali. Così come vengono sistematicamente disattesi dai medici vaccinatori molti di quei doveri elencati all’art. 13 del Codice Etico Medico.

COSA FARE QUINDI AL MOMENTO DELLA VACCINAZIONE?

Il cittadino dovrebbe richiedere al vaccinatore (non al medico di famiglia, ripetiamo) di effettuare la prescrizione medica prima di farsi inoculare il vaccino. All’eventuale rifiuto (di responsabilità) del vaccinatore, bisognerebbe rifiutarsi di vaccinarsi, per i motivi che ampiamente trattato e dimostrato con i documenti ufficiali (bugiardini).

Viceversa si deve accettare di firmare il consenso informato che tutela più il vaccinatore che il paziente da responsabilità, errori o incomprensioni che accetta (il paziente) di sottoporsi a tale trattamento “a proprio rischio” e di esserne a conoscenza.

UN’ALTRA POSSIBILE SOLUZIONE ARRIVA DAL SENATORE PARAGONE

LEGGILA IN QUESTO ARTICOLO: LETTERA DI DIFFIDA RICHIESTA DI PRESCRIZIONE VACCINALE

FONTE delle informazioni mediche: Aifa

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