Sgombero del porto di Trieste (VIDEO) | Polizia usa idranti e lacrimogeni contro donne e anziani, è repressione

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Articolo aggiornato lunedì, 18 Ottobre 2021 19:45

SGOMBERO DEL PORTO DI TRIESTE

Mattinata movimentata a Trieste dove la Polizia ha effettuato e messo a segno le operazioni di sgombero del porto di Trieste utilizzando la forza con idranti e lacrimogeni anche contro donne e persone anziane che manifestavano pacificamente.

IL GOVERNO HA DECISO PER LA REPRESSIONE

La Polizia di Stato dalle prime ore del mattino è intervenuta al porto di Trieste con la ferma decisione di smantellare il presidio dei manifestanti che da alcuni giorni protestano contro il Green Pass.

Si sono vissuti attimi di tensione altissima durante i quali la polizia ha caricato i manifestanti per farli indietreggiare. Idranti, scudi e qualche manganellata a chi tentava di opporre resistenza.

È PORTO FRANCO, NON POTETE!

Sono in molti a gridare alla violazione delle disposizioni internazionali gridando “È porto franco, non potete fare ciò che state facendo!“.

Si contano alcuni fermi e alcuni feriti lievi durante le operazioni di repressione di stamattina.

MASCHERE ANTIGAS E LACRIMOGENI

Poco prima delle 11 sono arrivati i rinforzi: i caschi verdi della Guardia di Finanza e i Carabinieri hanno rinforzato il muro contro i manifestanti che sono stati allontanati dal porto nonostante cori e resistenze.

Poi maschere a gas da parte degli uomini in divisa e lancio di lacrimogeni ai manifestanti che hanno risposto con il lancio di oggetti. Tra i feriti c’è anche un agente di Polizia che è stato portato via dai colleghi. I gas lacrimogeni lanciati dai poliziotti sono finiti anche in alcune classi di una scuola della zona.

MA LA PROTESTA PROSEGUE: IL PREFETTO HA RICEVUTO I MANIFESTANTI

La protesta triestina sta continuando nel pomeriggio e a oltranza in piazza Unità d’Italia. GUARDA QUI LA DIRETTA Alle ore 16 una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta dal Prefetto per ricevere le istanze dei No-Green Pass (abolizione del Dl sul Green Pass per accedere ai luoghi di lavoro e dell’indiretto obbligo vaccinale).

Dopo il colloquio durato circa 45 minuti, Puzzer, leader dei manifestanti ha comunicato pubblicamente cosa è stato detto. Puzzer ha ribadito al Prefetto l’intenzione di ritornare a manifestare al porto di Trieste. Il Prefetto ha dato la parola che entro 2/3 giorni una rappresentanza dei manifestanti incontrerà (in piazza a Trieste) alcuni rappresentanti del Governo. Puzzer ha precisato: “Noi, nel frattempo, resteremo qui a manifestare e nessuno ci attaccherà com’è successo in mattinata e noi non molleremo di un millimetro!“.

INTANTO ALTRI SCONTI AL PORTO DI TRIESTE

Un’altra protesta, contemporanea a quella capeggiata da Puzzer in piazza Unità d’Italia, dalle 16,30 circa è in corso al Porto di Trieste. Pronto l’intervento delle Forze dell’Ordine che sta presidiando gli ingressi al porto.

La Polizia ha caricato in più occasioni i manifestanti che hanno cercato di avvicinarsi, alcuni dei quali rispondendo con il lancio di oggetti. L’azione repressiva della Polizia in maschera antigas è ancora in corso anche in serata con lancio di lacrimogeni nei confronti di chiunque capiti a tiro.

L’EDITORIALE

Qualcuno ci dirà che “siamo di parte” ma noi non ci ritroviamo in uno Stato in cui sono morte la democrazia e il rispetto dei diritti umani. Questi atti di repressione, come quelli già visti anche a Roma il 9 settembre, messi in atto anche nei confronti di donne e anziani ci fanno vergognare di essere italiani.

Un Paese dove si assiste ad azioni del genere, non si può definire democratico e libero. E non è vero che si tratta di pochi manifestanti, non è vero che soltanto chi è lì a protestare è contro il Green Pass. Molti degli italiani che hanno il Green Pass sono altrettanto contrari e hanno dovuto vaccinarsi (o farsi tamponi ogni 48 ore) perché costretti a farlo per continuare a lavorare o più semplicemente per andare in ristoranti, bar e pizzerie. Oggi, anche e soprattutto oggi… è morta l’Italia. E se qualcuno vi dirà che c’erano i fascisti, non credeteci…

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