Bufera Michele Riondino | L’attore tarantino tra le polemiche

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Bufera Michele Riondino

L’attore tarantino, 36 anni, famoso per i suoi successi cinematografici e televisivi ma anche per il suo impegno sociale e ambientale per Taranto con i “Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti” è al centro di una polemica. La bufera Michele Riondino si è scatenata scatenatasi dopo una intervista rilasciata a un periodico della provincia di Taranto uscito recentemente in edicola. L’articolo, uscito in copertina è così intitolato: “Guardo Taranto e penso di scendere in politica“.

La presunta intenzione di candidarsi a sindaco

A scatenare il vespaio di polemiche è stata la presunta intenzione di Michele Riondino che avrebbe manifestato nell’intervista di volersi candidarsi a sindaco della città di Taranto come successore dell’attuale Ippazio Stefano. La bufera Michele Riondino è nata proprio perché, secondo l’attore, il giornale avrebbe travisato (con quel titolo) il suo pensiero. Così molti cittadini e ambientalisti gli contestano di essersi espresso (pare) favorevolmente sulla possibilità di rendere l’Ilva ecocompatibile nell’impossibilità o nella mancata volontà dello Stato di chiuderla.

La bufera Michele Riondino è scoppiata quando un giornalista dei “Liberi e Pensanti” ha scritto sul proprio profilo social di aver letto l’intervista invitando tutti a non acquistare la copia di quel giornale perché, a suo dire, sarebbero state strumentalizzate le dichiarazioni dell’attore utilizzando un titolo da lui giudicato inventato con l’obiettivo di vendere qualche copia in più del giornale.

L’altra intervista rilasciata a luglio

L’attore in una intervista rilasciata a luglio per un’altra testata affermò «Io, non è un segreto, continuo ad essere per la chiusura degli impianti inquinanti, l’ho sempre detto, ma penso, purtroppo, che ci vorranno anni prima che l’opinione pubblica tarantina possa raggiungere la consapevolezza che le cose debbano necessariamente cambiare, che ci possa essere un futuro anche senza l’industria pesante come quella dell’Ilva.

Prima chiudiamo gli impianti inquinanti prima possiamo bonificare il territorio, prima possiamo cominciare a pianificare un sistema economico alternativo alla grande industria». (Ecco la bufera Michele Riondino).



Le ulteriori polemiche

Ma è la seguente dichiarazione che Riondino avrebbe rilasciato nella più recente intervista a sollevare ulteriori polemiche. Si legge infatti «Lo stabilimento siderurgico che ha rappresentato la fonte di sopravvivenza di migliaia di famiglie, potrebbe anche continuare ad insistere su questa parte di territorio, ma a patto che tutti gli impianti vengano messi a norma. Ora non è più competitiva, gli impianti risultano obsoleti, pericolosi e dannosi per l’ambiente e la salute dell’uomo. Si possono modernizzare, rendendoli ecocompatibili e utilizzando la stessa forza lavoro già occupata, altrimenti inutile parlare di ipotetiche bonifiche. La politica si deve far carico di questo dramma, mentre noi tarantini dobbiamo iniziare ad essere orgogliosi di ciò che ci appartiene, altrimenti possiamo anche abbandonare il sogno di respirare aria pulita».

Le reazioni

I tarantini si dividono tra coloro che sono certi di conoscere il pensiero di Michele Riondino (la chiusura dell’Ilva “senza se e senza ma” e reimpiego dei lavoratori nelle bonifiche) e gli indignati che lo tacciano di essere passato tra i politicanti e tra quelli che non vogliono bene alla città come dicono.

Alessandro Marescotti di Peacelink ha manifestato il proprio sostegno a Riondino sottolineando di averlo sentito personalmente e garantendo che l’attore è da sempre per la chiusura dell’Ilva. Lina Ambrogi Melle del movimento “Donne e futuro per Taranto libera” si dice scandalizzata dal pensiero di Riondino sulla possibile ecosostenibilità dell’Ilva perché non potrà mai essere la soluzione del problema. Secondo l’ambientalista, Fabio Matacchiera, invece Michele Riondino avrebbe dovuto ufficializzare una pubblica e chiara smentita anche riguardo a questo pensiero invece di farlo privatamente solo con Marescotti.

Le precisazioni di Riondino

In effetti ieri le precisazioni di Michele Riondino sono arrivate ma non sul suo pensiero sull’ecocompatibilità. Sul suo profilo social ha infatti precisato di non aver mai manifestato l’intenzione di candidarsi a sindaco di Taranto accusando il giornale al quale ha rilasciato l’intervista (telefonica) di essere stato poco deontologico, scorretto e incomprensibile. Riondino ha proseguito sottolineando che nell’intervista non si legge da nessuna parte la sua intenzione di candidarsi a sindaco. Secondo l’attore tarantino se alcuni concetti da lui espressi nell’intervista fossero stati pubblicati senza tagli, avrebbero dato un’idea più chiara del suo concetto e delle sue opinioni (forse qui si riferisce al suo pensiero riguardo all’ecocompatibilità?).

La minaccia di querela del direttore del giornale

La polemica non si è chiusa con il post di Michele Riondino ma è proseguita tra lo stesso attore, il giornalista dei “Liberi e Pensanti” cui fa attivamente parte anche Riondino e il direttore editoriale del giornale che ha minacciato di querelare il giornalista per le parole ritenute offensive e lesive per l’immagine del giornale e di chi ci lavora. L’editore, rispondendo alle accuse, ha precisato di avere copia registrata dell’intervista telefonica e ha ribadito che quanto apparso sul giornale è esattamente ciò che ha affermato l’attore tarantino che, qualora volesse smentire le dichiarazioni che dice di non aver mai pronunciato, potrà farlo nelle sedi opportune e non sul social network.

L’editore del giornale in questione ha confermato in queste ore la volontà di querelare il giornalista membro dei “Liberi e Pensanti” per le parole ritenute offensive e lesive scritte sul social network all’indirizzo del giornale.

La replica dei “Liberi e Pensanti”

Sono arrivate anche le dichiarazioni dei “Liberi e Pensanti” che, tra i vari concetti espressi, sostengono che a Taranto sia cominciata la campagna elettorale per sedersi sulla poltrona del prossimo Primo cittadino. Fanno notare che nell’intervista il titolo a un certo punto diventa “Per il bene di Taranto scenderei in politica”. Sottolineano che da nessuna parte si legge l’intenzione di Riondino di candidarsi a sindaco di Taranto e rimarcano che della chiusura di tutte le fonti inquinanti, il “Comitato” (di cui, ripetiamo, è membro Riondino) ha fatto il suo chiaro e inequivocabile grido di battaglia da anni ribadito in ogni sede nazionale e internazionale dove il movimento è stato stato chiamato a esprimere il proprio pensiero.

Il movimento chiosa: «La campagna elettorale per aggiudicarsi la poltrona di sindaco sulle macerie di questa città è già iniziata e sta per partire il consueto balletto di primedonne e personaggi da circo, promesse di posti di lavoro, buste della spesa e buoni carburante. Ma ricordiamo a tutti che sotto le macerie ci siamo seppelliti da soli, con la nostra ignavia, il nostro menefreghismo e la nostra assoluta incapacità a fare gioco di squadra. Riconversione Mentale, sotto tutti i punti di vista».

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Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. All'attivo articoli sul fisco, sociale, lavoro, televisione e sicurezza alimentare.

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