Codacons denuncia Altroconsumo | Il motivo? Una classifica sui migliori panettoni

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Articolo aggiornato domenica, 12 Dicembre 2021 14:48

CODACONS DENUNCIA ALTROCONSUMO

Non è la prima volta che Codacons denuncia Altroconsumo, stavolta il motivo è l’indagine pubblicata da Altroconsumo che mette a confronto i panettoni industriali. Per Codacons si tratta di possibile turbativa di mercato, pubblicità ingannevole e pratica commerciale scorretta.

LA “GUERRA DEL PANETTONE”

Col Natale ormai alla porte, scoppia in Italia la “guerra del panettone”. Il Codacons presentato infatti un esposto all’Antitrust e all’Ispettorato centrale repressione frodi del Mipaaf. L’associazione consumatori chiede di aprire una indagine sui test relativi ai panettoni industriali diffusi pochi giorni fa dalla rivista editoriale Altroconsumo.

Per il Codacons si tratterebbe di possibile turbativa di mercato, pubblicità ingannevole e pratica commerciale scorretta. Come si diceva in apertura, non è la prima volta che Codacons presenta una denuncia contro Altroconsumo. L’ultima riguarda i test sull’olio extravergine d’oliva condotti sempre dalla stessa rivista.

IL FATTO

Nel caso in questione, la rivista Altroconsumo – racconta il Codacons nell’esposto – ha “valutato” tramite TEST alcuni marchi che producono e vendono nel nostro paese panettoni. Nulla però risulta riguardo all’osservanza delle norme procedurali e delle tecniche di riferimento che rendono attendibili gli esami svolti nei prescelti laboratori, tenendo ben presente che gli stessi sono stati commissionati da un Soggetto privato.

Non si sa nulla sulle condizioni di conservazione dei prodotti e, in precedenza, del ricevimento in laboratorio, nonostante il panettone sia un prodotto soggetto a modificazione e degrado per effetto del tempo e delle condizioni di conservazione, può perdere in fragranza e in morbidezza in particolare a causa della esposizione in luogo non riparato dalla luce o esposto al calore.

I PANETTONI SCELTI CON QUALI CRITERI?

Il Codacons rincara la dose sottolineando come nulla sia noto riguardo ai criteri con cui una rivista privata avrebbe individuato i 12 panettoni da sottoporre ai TEST e alle analisi. Il prodotto è stato qualificato, tra le altre caratteristiche e qualità, in base a valutazioni strettamente soggettive quali “aspetto della fetta”, “aspetto interno” e “piacevolezza”. Test sensoriali che sono in grado di orientare l’acquisto del consumatore nonostante l’estrema arbitrarietà del giudizio.

Inoltre – secondo il Codacons – non risultano in alcun modo adottate quelle prescrizioni indicate nella circolare n. 982/2004 emanata per il Nucleo Repressione Antifrodi Linee Guida per l’Attività di Ispezione, di Accertamento, di Controllo e di prelievo dei Campioni laddove si prevede che:

  • a) l’attività di accertamento deve avvenire secondo criteri di imparzialità;
  • b) deve contemplare le ipotesi di incompatibilità degli assaggiatori;
  • c) deve precisare le condizioni, senza essere esaustiva, di conflitto di interessi;
  • d) deve raccomandare una condotta volta a generare la più ampia collaborazione possibile con il soggetto interessato evitando strumentalizzazioni da parte di altri soggetti, condotta che deve essere caratterizzata dalla riservatezza in quanto, si precisa, la violazione può generare un ingiusto danno all’ispezionato.
LA RICHIESTA DI APRIRE UNA INDAGINE

Per i motivi sopra esposti dal Codacons, l’associazione chiede ad Antitrust e Mipaaf di aprire una indagine sui test pubblicati da Altroconsumo. Chiede di verificare:

  • che sussistano gli estremi contemplati dagli artt. 501 c.p. e 513 c.p. e 185 T.U.F. attraverso la diffusione da parte di soggetti dotati di credibilità di notizie non attendibili, inidonee e poco chiare, tali per cui queste possono influenzare le scelte altrui;
  • che sussistano i presupposti per ritenere violate le disposizioni del d.lgs. 206/2005 (Codice del consumo) e, in particolare, dell’articolo 23, comma 1, sulle pratiche commerciali ingannevoli;
  • la configurabilità dello sviamento della clientela (atto di concorrenza sleale) attraverso l’attiva sollecitazione alla clientela a non avvalersi più dei prodotti delle Aziende bocciate. Insomma una vera e propria “guerra del panettone” con i consumatori come spettatori interessati a ricevere un prodotto impeccabile.

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