Pakistan morte e dolore | Stragi di serie B di cui pochi parlano

Tempo di lettura stimato: 3 minuto/i


Pakistan morte e dolore | Stragi di serie B di cui pochi parlano

Pakistan morte e dolore. Non si leggono hashtag, non si vedono ore di dirette televisive e infinite pagine di giornale ma in Pakistan sono morti tantissimi innocenti, molti dei quali erano donne e bambini indifesi.

Stragi di serie B

Se fosse accaduto in una città europea o americana avremmo visto ore e ore di trasmissioni televisive dedicate al tragico evento, messaggi di cordoglio da tutto il mondo, manifestazioni organizzate in difesa dei diritti e della pace, incontri e discorsi delle più importanti personalità politiche, i più importanti monumenti mondiali illuminati in memoria delle vittime… niente di tutto questo. Evidentemente ciò che è accaduto in Pakistan è una strage di serie B e si sa, la serie B non è come la serie A sulla quale i riflettori (e gli interessi) sono sempre maggiori come abbiamo purtroppo visto in occasione delle stragi di Bruxelles e ancor prima in quelle di Parigi. Sicché, a parte il Papa e un tweet “istituzionale” di Renzi e di pochissimi altri, non è successo granché. Rosario Fiorello, riferendosi proprio a ciò che è accaduto recentemente a Bruxelles (dove nel frattempo il numero dei morti è purtroppo salito a 35) e alla sensazione di insicurezza che si avverte negli aeroporti e nelle stazioni ha affermato ieri sera 28 marzo 2016 “Meno je suis e più controlli, arresti ed espulsioni” e non ha certo torto.

Sta di fatto che in Pakistan morte e dolore sono ancora davanti agli occhi di tutti e dopo tanto orrore, raccontato anche da chi ne è miracolosamente uscito illeso, le Autorità pachistane hanno indetto tre giorni di lutto mentre proseguono le indagini per risalire agli organizzatori dell’ennesimo attentato vigliacco ai danni di persone innocenti. Il Papa l’ha definita “Una strage orribile che getta un’ombra di tristezza e di angoscia sulla festa di Pasqua” quella compiuta dai Talebani Jamatul Ahrar che ne hanno rivendicato l’attentato il cui bilancio aggiornato è momentaneamente di 72 morti e 320 feriti. L’autore? Un kamikaze, tale Yousuf, 28 anni, figlio di Ghulam Farid, che nel pomeriggio del 27 marzo 2016 in un parco di Lahore, nel Pakistan centrale, si è fatto esplodere (utilizzando anche sfere metalliche nell’esplosivo per aumentare l’effetto letale) vicino alle altalene nel luogo dove molti bambini giocavano e dove molte famiglie di religione cristiana celebravano all’aperto la festività pasquale e dove di solito si riuniscono la domenica. Almeno 50 delle vittime e almeno 150 feriti erano e sono di fede cristiana. La cosa più grave e molto triste è che molte delle vittime sono donne e soprattutto bambini (almeno 30) che in quel momento giocavano e si divertivano ai giochi del Gulshan-e-Iqbal Park. La polizia ha arrestato una quindicina di persone tra le quali tre fratelli di Yousuf. Intanto il bilancio dei morti e dei feriti è certamente destinato purtroppo a salire…

LIFESTYLE

 

Torna alla Homepage de La Gazzetta Digitale

FOOD

SEGUICI SU TWITTER



@ Riproduzione riservata

CONDIVIDI L'ARTICOLO


Mauro Guitto

Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. Tra i vari temi, scrivo di sociale, spettacolo, sicurezza alimentare e sport.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*

La Gazzetta Digitale

Torna SU