Pazienti deceduti per Covid | Dei 130.468 positivi morti, l’1,2% aveva meno di 50 anni

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Articolo aggiornato venerdì, 22 Ottobre 2021 22:22

PAZIENTI DECEDUTI PER COVID

È stato pubblicato il rapporto dell’ISS in cui viene riportato anche il reale numero di pazienti deceduti per Covid dall’inizio della pandemia. Un documento dettagliato con le caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS-CoV-2 in Italia aggiornato al 5 ottobre 2021.

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DATI CHE FANNO QUANTOMENO RIFLETTERE

Diamo dunque uno sguardo ai dati più importanti e interessanti emersi in questi mesi. Numeri che fanno un po’ riflettere sulla reale incidenza del Covid sui morti dichiarati e sull’effettiva efficacia dei vaccini. Il numero di morti risulta infatti più alto in soggetti di età più avanzata e con più patologie. Che sono poi i soggetti cui si sono rivelati maggiormente necessari ed efficaci i vaccini.

Certamente sono dati che fanno un po’ a pugni con quelli che si leggono giornalmente dall’inizio della pandemia. Ma andiamo a leggerli questi dati.. cercando di interpretarli al meglio.

FINALITÀ DEL REPORT

Il report descrive le caratteristiche di 130.468 pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 in Italia dall’inizio della sorveglianza al 5 ottobre 2021 riportati dalla Sorveglianza Integrata COVID-19 coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

IL DATO DEMOGRAFICO: DEI 130.468 POSITIVI MORTI, SOLO L’1,2% AVEVA MENO DI 50 ANNI

L’età media dei pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 è 80 anni (mediana 82, range 0-109, Range InterQuartile-IQR (1° quartile=74; 3° quartile=88)). Le donne decedute sono 56.792 (43,5%).

L’età mediana dei pazienti deceduti positivi a SARS-CoV-2 è più alta di oltre 35 anni rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l’infezione (pazienti deceduti: età mediane 82 anni; pazienti con infezione: età mediana 45 anni).

Al 5 ottobre 2021 (dall’inizio della pandemia):

1.601, dei 130.468 (1,2%) sono i pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi di età inferiore ai 50 anni. In particolare, 399 di questi avevano meno di 40 anni (245 uomini e 154 donne con età compresa tra 0 e 39 anni).

LE PATOLOGIE PREESISTENTI IN UN CAMPIONE DI DECEDUTI

Il seguente dato è stato ottenuto da 7.910 deceduti per i quali è stato possibile analizzare le cartelle cliniche inviate dagli ospedali in tempi diversi. Il campione rappresenta solo i decessi in soggetti che hanno avuto necessità del ricovero. Il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è di 3,7 (mediana 3, Deviazione Standard 2,1).

Complessivamente:

  • 230 pazienti (2,9% del campione) presentavano 0 patologie;
  • 902 (11,4%) presentavano 1 patologia;
  • 1.424 (18,0%) presentavano 2 patologie;
  • 5.354 (67,7% del campione studiato di 7.910 deceduti) presentavano 3 o più patologie.
LE COMPLICANZE PIÙ COMUNI

L’insufficienza respiratoria è stata la complicanza più comunemente riportata nel campione di deceduti per cui sono state analizzate le cartelle cliniche (93,6%), seguita da:

  • danno renale acuto (24,9%)
  • sovrainfezione (20,1%)
  • danno miocardico acuto (10,2%).
IL CONFRONTO TRA VACCINATI E NON VACCINATI

Dal 01/02/2021 al 05/10/2021 sono 38.096 i decessi SARS-COV-2 positivi. Tra questi 1.440 sono i decessi SARS-COV-2 positivi in vaccinati con “ciclo vaccinale completo” (3,7% di tutti i decessi SARS-COV-2 positivi nel periodo in esame).

Fino al 05/10/2021 sono:

  • 33.620 i decessi SARS-COV-2 positivi in coloro che non avevano ancora ricevuto alcuna dose di vaccinazione (“non vaccinati-nessuna dose“);
  • 2.130 i decessi SARS-COV-2 positivi in “vaccinati con contagio precoce” (soggetti che hanno contratto l’infezione prima di completare il ciclo di vaccinazione o in un periodo in cui questa non aveva ancora stimolato una risposta immunitaria specifica tale da ridurre la suscettibilità all’infezione)
  • 1.440 i decessi SARS-COV-2 positivi in vaccinati con “ciclo vaccinale completo” (3,7% di tutti i decessi SARS-COV-2 positivi avvenuti nel periodo dal 01/02/2021 al 05/10/2021). Si tratta dei decessi con una diagnosi confermata di infezione da virus SARS-CoV2 documentata dopo 14 giorni dal completamento del ciclo vaccinale.
NOTA BENE

Perché è stata scelta la data dello 01/02/2021 come data indice? Perché corrisponde alle cinque settimane necessarie per il completamento del ciclo vaccinale a partire dall’inizio della campagna vaccinale avvenuto il 27/12/2020.

Un ciclo vaccinale completo non garantisce comunque una efficacia vaccinale del 100%. Infatti, gli studi clinici controllati hanno evidenziato una efficacia vaccinale dei vaccini in uso in Italia con valori tra l’88 e il 97% (“Epidemia COVID-19. Aggiornamento nazionale 29 settembre 2021”).

IL CAMPIONE USATO PER IL CONFRONTO VACCINATI/NON VACCINATI

L’analisi è basata su un campione di:

  • 671 cartelle cliniche relative ai decessi “non vaccinati-nessuna dose” (2,0% dei 33.620 decessi SARS-COV-2 positivi in “non vaccinati-nessuna dose”);
  • 239 cartelle cliniche relative ai decessi “vaccinati con contagio precoce” (11,2% dei 2.130 decessi SARS-COV-2 positivi in “vaccinati con contagio precoce”);
  • 171 cartelle cliniche dei decessi con “ciclo vaccinale completo” (11,9% dei 1.440 decessi SARS-COV-2 positivi in vaccinati con “ciclo vaccinale completo”) avvenuti fino al 05/10/2021.

Nota: il campione è di tipo opportunistico, rappresenta solo i decessi avvenuti in soggetti che hanno avuto necessità del ricovero in ospedale e si riferisce al campione per cui sono disponibili cartelle cliniche inviate all’ISS dagli ospedali.

COSA È EMERSO
  • Rispetto ai deceduti “non vaccinati-nessuna dose” quelli con “ciclo vaccinale completo” avevano un’età media notevolmente superiore (85,5 contro 78,3);
  • il numero medio di patologie osservate è significativamente più alto nel gruppo di vaccinati con “ciclo vaccinale completo” (5,0 contro 3,9 patologie preesistenti) ed in particolare si è dimostrato più alto (al contrario dell’obesità) in questo campione la presenza di:
    • cardiopatie (cardiopatia ischemica, fibrillazione atriale e scompenso cardiaco)
    • demenza
    • cancro.

Inoltre, nella popolazione di “vaccinati a ciclo completo” il decesso avviene più frequentemente come conseguenza di complicanze extra respiratorie (danno miocardico acuto) e meno frequentemente per insufficienza respiratoria.

INOLTRE
  • Rispetto ai deceduti “vaccinati con contagio precoce” quelli con “ciclo vaccinale completo” avevano un’età media leggermente superiore (85,5 contro 83,9);
  • il numero medio di patologie osservate è comunque più alto nel gruppo di vaccinati con “ciclo vaccinale completo” (5,0 contro 4,1 patologie preesistenti). Ancora più presenti in questo campione la cardiopatia ischemica, lo scompenso cardiaco ed il cancro; meno presente l’obesità.

Similmente al confronto precedente, nella popolazione di “vaccinati a ciclo completo”, il decesso avviene più frequentemente come conseguenza di complicanze extra respiratorie (danno miocardico acuto soprattutto) e meno frequentemente per insufficienza respiratoria.

COSA DICONO INOLTRE I RISULTATI DEL CONFRONTO DEI MORTI VACCINATI/NON VACCINATI

I risultati indicano chiaramente che le persone decedute dopo il completamento del ciclo vaccinale hanno un elevato livello di complessità clinica, significativamente superiore rispetto alle persone che non hanno potuto beneficiare dell’effetto del vaccino a causa di un contagio precoce o perché non hanno neanche iniziato il ciclo vaccinale.

È possibile ipotizzare che i pazienti molto anziani e con numerose patologie possono avere una ridotta risposta immunitaria e pertanto essere suscettibili all’infezione da SARS-CoV-2 e alle sue complicanze pur essendo stati vaccinati. Queste persone molto fragili e con una ridotta risposta immunitaria, sono quelle che possono maggiormente beneficiare di una ampia copertura vaccinale dell’intera popolazione in quanto ciò ridurrebbe ulteriormente il rischio di infezione.

LO STUDIO SULLE REALI CAUSE DI MORTE PROSEGUE

Sulla base delle indicazioni emanate dal Ministero della Salute nella Circolare pubblicata il 25 febbraio 2020 (protocollo 0005889-25/02/2020), la certificazione di decesso a causa di COVID-19 deve essere accompagnata da parere dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Per questo motivo, è stato creato un gruppo di lavoro dedicato allo studio delle cause di morte dei pazienti deceduti che risultavano positivi all’infezione da SARS-CoV-2. L’analisi si basa sui dati contenuti nelle cartelle cliniche e nelle schede di morte ISTAT recanti le cause di decesso di questi pazienti.

COME AVVIENE LA RACCOLTA DEI DATI PER LO STUDIO

La raccolta dati avviene tramite la piattaforma web http://covid-19.iss.it, già utilizzata dalla sorveglianza nazionale, epidemiologica e virologica, dei casi di COVID-19 in Italia (coordinata dall’ISS e attivata dalla Circolare ministeriale del 22 gennaio 2020, n.1997).

Per informazioni è possibile mandare un’e-mail all’indirizzo di posta elettronica decessicovid-19@iss.it o contattare il dott. Graziano Onder (Direttore del Dipartimento Malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento, ISS) al numero di telefono: 06/49904231.

FONTE: Epicentro ISS.

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