Call center e telemarketing selvaggio | Un prefisso per riconoscere le chiamate indesiderate

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Articolo aggiornato domenica, 13 Agosto 2017 16:32

Prefisso per riconoscere call center

Procedono i lavori in Parlamento contro il telemarketing selvaggio per porre fine alle telefonate indesiderate. All’orizzonte un prefisso per riconoscere call center e chiamate a tutte le ore. Ma che fine faranno tanti lavoratori dei call center…… ? Oltre ai sacrosanti diritti dei consumatori, in fondo a questo articolo abbiamo pensato anche ai poveri lavoratori dei call center.

Sarà stop a un fastidioso fenomeno?

Il disegno di legge contro il telemarketing selvaggio è stato approvato nei giorni scorsi dalla Commissione lavori pubblici del Senato. Promette di risolvere il problema delle chiamate indesiderate e prevede una serie di azioni per combattere il fenomeno. Tra queste c’è l’istituzione di un prefisso unico nazionale che precederebbe il numero telefonico dei call center. Questo li renderebbe riconoscibili istantaneamente al destinatario delle telefonate. Questo (prefisso per riconoscere call center) in teoria permetterebbe a chi riceve la telefonata di decidere se rispondere o no…. ma sarà la vera risoluzione del problema?

I diritti dei consumatori

E’ più che giusto difendere i consumatori perché il problema del telemarketing aggressivo è davvero fastidioso e si è allargato nel tempo anche alle chiamate ai telefoni cellulari. E’ giusto che sia definitivamente regolamentato il settore sempre però cercando di non mettere a rischio tanti posti di lavoro. Tuttavia, mantenere in piedi un posto di lavoro non vuol dire avere la libertà di agire scorrettamente per ingannare o semplicemente disturbare la gente al telefono. E non vuol dire nemmeno sopportare condizioni di lavoro assurde e prive di prospettive (vedi sotto). Ed è anche per questo che serve migliorare un settore le cui attività possono essere anche molto utili per i consumatori se svolte in maniera seria (come certamente qualcuno già fa).



Prefisso per riconoscere call center: la reazione di Assocontact

L’associazione che rappresenta le società che gestiscono servizi di Contact Center, l’Assocontact, considera l’approvazione del disegno di legge un serio rischio per l’intero settore e per gli oltre 20 mila posti di lavoro. In una nota, Assocontact sottolinea: “Il prefisso per riconoscere call center non risolverà di certo il problema del telemarketing selvaggio, anzi, le chiamate con le proposte commerciali si mischieranno a quelle moleste con un grave danno per il consumatore.

L’operatore telefonico – prosegue Assocontact – non sarà messo nelle condizioni di poter svolgere serenamente il proprio lavoro. Un disegno di legge che, se passerà anche alla Camera, di fatto non permetterà alle aziende di contattare direttamente i propri clienti e che, anzi, continuerà a gettare discredito all’intero settore. Il risultato che si persegue attraverso questa norma è solo la fine delle attività di telemarketing. A queste condizioni le aziende saranno costrette ad investire su altri canali e forme di vendita“.

Il presidente Sarzana

La Commissione Lavori Pubblici non ha voluto tenere conto delle nostre proposte – dichiara Paolo Sarzana, presidente di Assocontact, che prosegue – ma il telemarketing è uno strumento utile e a supporto della vendita di beni o servizi, un comparto che dà lavoro a più di 20 mila persone. Assocontact è pronta a collaborare con le associazioni dei consumatori, gli operatori e i committenti nelle sedi istituzionali per risolvere il problema delle chiamate moleste.

Il nostro codice etico, approvato oltre un anno fa, regolamenta già le attività di telemarketing con buoni risultati. Il disegno di legge – sottolinea Assocontact – viene peraltro proprio dopo che le parti sindacali hanno firmato un accordo con Assocontact e le associazioni di categoria per cercare di migliorare le condizioni dei lavoratori che appartengono a questo comparto strategico, mentre ora saranno a rischio oltre 20 mila posti di lavoro“.

Poveri lavoratori

Jobs Act, bonus assunzioni, agevolazioni fiscali, controlli, istituzione e modifiche al CCNL (Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro) del settore dei lavoratori dei Call center. Nulla di tutto questo è servito a ridurre la carenza di posti di lavoro e sfruttamento. I lavoratori che sono spesso costretti a sopportare situazioni di stress al di là dell’umano e non solo.

Le situazioni che descriviamo le conosciamo ormai più o meno tutti e non accadono sistematicamente in tutti i call center ma sono molto diffuse.

I casi più frequenti

I lavoratori ancora oggi nei luoghi di lavoro devono spesso sottostare a delle regole ferree senza poter sottoscrivere uno straccio di normale contratto di lavoro. Oppure sono costretti ad andare ben oltre ciò che è indicato in quel pezzo di carta che ha spesso scadenze ridicole. Contratti di 1, 2, 3 mesi .. nella spesso vana speranza di ottenere nel tempo qualcosa di più. Una vera e propria tagliola per la stragrande maggioranza di questi lavoratori che vivono anche nel terrore. Quello di perdere quel posticino di lavoro che permette solo di pagare le spese impedendo di pensare a qualsiasi progetto futuro.

Accade ancora troppo spesso che si lavori in condizioni assurde in uffici non adibiti a svolgere attività di call center. Gli operatori sono tutti troppo vicini e gareggiano a chi grida più forte per non far sentire all’interlocutore la voce del collega. Ma questo è solo l’ultimo dei problemi perché in molti casi le ferie e i permessi sono “goduti” in forma totalmente gratuita dai lavoratori. Non parliamo poi del “diritto alla malattia”: non ci si può nemmeno ammalare perché il rischio di essere etichettati come sfaticati è più che concreto. E allora qual è la soluzione? Deve trovarla il Governo.. a noi spetta raccontare e denunciare.

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Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. All'attivo articoli sul sociale, fisco, lavoro e sicurezza alimentare.

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