Reddito di Inclusione universale | Da luglio 2018 via i requisiti familiari

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Reddito di Inclusione universale

Al Rei 2018 potranno accedere nei prossimi mesi tutti i nuclei familiari, al contrario di questa prima fase più limitata. Lo ha detto Poletti che ha sottolineato: “Da luglio sarà a tutti gli effetti un reddito di Inclusione universale, grazie al venir meno dei requisiti familiari

Obiettivo principale: l’inserimento sociale e lavorativo

Non solo un sussidio economico, ma soprattutto un programma di inserimento sociale e lavorativo che punta alla riconquista dell’autonomia delle famiglie più vulnerabili attraverso la valorizzazione e lo sviluppo delle competenze. È questa la strategia alla base del Reddito di inclusione (REI), la prima misura unica di contrasto alla povertà che i cittadini potranno richiedere a partire dal 1° dicembre presso il Comune di residenza o eventuali altri punti di accesso che verranno indicati dai Comuni.



Se vuoi conoscere i requisiti e tutte le altre informazioni:

Si è parlato di Rei il 27 novembre a Milano

Nel corso del primo dei due eventi di lancio della misura di contrasto alla povertà, si è parlato di REI con:

  • il Ministro del lavoro e delle politiche pociali, Giuliano Poletti;
  • il direttore generale per la lotta alla povertà e per la programmazione sociale, Raffaele Tangorra;
  • il presidente dell’INPS, Tito Boeri;
  • l’assessore Politiche Sociali, Salute e Diritti del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino;
  • il portavoce di Alleanza contro la povertà, Roberto Rossini.
Poletti: “Il Rei, uno strumento importante

Il Reddito di inclusione (REI) è oggi uno strumento importante, è un passo lungo un percorso che era partito con il Sostegno per l’inclusione attiva (SIA) e che continuerà nel tempo, perché abbiamo bisogno di costruire una infrastruttura e un modo di lavorare condiviso tra tutti gli attori“, ha detto il Ministro Poletti.

Il lavoro è lungo – ha spiegato Poletti – quando parliamo di povertà parliamo di fenomeni sociali complessi e delicati, tanto che è sempre più necessario ragionare di lotta ‘alle’ povertà. Non esiste solo una povertà e non c’è solo il problema del reddito, esiste anche la povertà educativa e abitativa. Per questo dobbiamo costruire organicamente delle politiche che siano in grado di tenerne conto“.

Reddito di Inclusione universale: ecco come sarà possibile

E’ una misura che, in questa prima fase di applicazione, si rivolge a un bacino di 1,8 milioni di persone e 500mila nuclei familiari. Da luglio 2018, grazie alle modifiche previste dalla legge di bilancio, potrà ampliare la sua portata grazie al venire meno dei requisiti familiari, diventando reddito di Inclusione universale raggiungendo una platea di potenziali beneficiari pari a oltre 700mila famiglie, per un totale di 2,5 milioni di persone.

I risultati dipenderanno dalla qualità delle sinergie

Il successo degli interventi dipenderà dalla qualità delle sinergie che si stanno sviluppando tra i diversi attori coinvolti. “Se c’è qualcuno che pensa che questo tema possa essere risolto dal ministero o da un comune o da una associazione, commette un errore gigantesco – ha sottolineato il Ministro.

La misura avrà successo non tanto sulla base del numero di beneficiari o dell’importo erogato, ma se saremo in grado di costruire una infrastruttura, una rete di servizi, una comunità accogliente in grado di aiutare le persone a uscire dalle condizioni di difficoltà e povertà“.

Poletti spiega da dove arrivano i soldi

Il REI è finanziato con le risorse del fondo povertà: 1,845 miliardi di euro in parte destinati a rafforzare i servizi. Il punto di partenza erano stati i 50 milioni di euro una tantum del 2012. La svolta è avvenuta nel 2017 con il nuovo SIA, il sostegno per l’inclusione attiva, che il governo ha inserito come misura ponte fino all’introduzione del REI.

Ma la legge di bilancio in discussione in Parlamento già rilancia: 300 milioni di euro in più nel 2018, 700 nel 2019, 900 dal 2020. Tenuto conto del PON Inclusione, dal 2020 si sfiorano i 3 miliardi di euro.

Conclude Poletti “Il fatto di aver messo nella legge il fondo alla povertà è la prima garanzia che queste cose le potremo fare. Sappiamo che nei prossimi anni avremo le risorse. Sta a noi adesso“.

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Mauro Guitto

Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. Tra i vari temi, scrivo di sociale, spettacolo, sicurezza alimentare e sport.

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