19 Aprile 2024
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Safilo rompe con la Ferragni

Safilo rompe con la Ferragni

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SAFILO ROMPE CON LA FERRAGNI

Prosegue la reazione a catena dopo lo scandalo della presunta beneficenza.. e probabilmente siamo ancora all’inizio. L’azienda produttrice di occhiali Safilo rompe con la Ferragni e lo fa con un secco comunicato.

ADDIO ALL’ACCORDO

Safilo Group in un comunicato di oggi delle ore 17,35 ha comunicato l’interruzione dell’accordo di licenza per il design, la produzione e la distribuzione delle collezioni eyewear a marchio Chiara Ferragni “a seguito di violazione di impegni contrattuali assunti dalla titolare del marchio“.

DUNQUE ANCORA GUAI PER LA FERRAGNI

Tutto è cominciato dall’esposto presentato dal Codacons dal quale è poi scaturito tutto il marasma che sta accadendo in questi giorni. Oltre 1 milione di multa per la Ferragni e 420 mila euro all’azienda Balocco per pratica commerciale scorretta.

Intanto, dopo le inutili scuse presentate in un video dalla stessa influencer e dopo aver ricevuto anche il Tapiro da Staffelli di Striscia la Notizia, gli altri guai. La Procura di Milano ha aperto un fascicolo sul caso del pandoro Ferragni-Balocco (al momento senza indagati e senza ipotesi di reato) e oggi il ben servito della Safilo Group.

L’AZIENDA SAFILO GROUP

Fondato nel 1934 in Veneto, il Gruppo Safilo è tra i più importanti player del mercato dell’eyewear per design, produzione e distribuzione di occhiali da sole, montature da vista, caschi, maschere e occhiali per l’outdoor. Il Gruppo Safilo vanta prestigiosi design studio di ricerca e sviluppo a Padova, Milano, New York, Hong Kong e Portland.

Gli stabilimenti di proprietà e qualificati partner produttivi garantiscono una distribuzione con filiali dirette in 40 Paesi e un network di oltre 50 partner in altri 70 Paesi. Tutto questo consente di raggiungere circa 100.000 punti vendita selezionati in tutto il mondo tra ottici, optometristi, oftalmologi, catene di distribuzione, grandi magazzini, rivenditori specializzati, boutique, duty free e negozi sportivi.

LE RIFLESSIONI DI CARLO RIENZI, PRESIDENTE DEL CODACONS

Carlo Rienzi, sul suo sito web ha fatto delle osservazioni sull’accaduto scrivendo che “La Ferragni poteva risparmiarsi quel piagnisteo, inutile e fasullo, con un look solo apparentemente dimesso e penitente. Quanto emerso – prosegue Rienzi – è infatti non grave ma gravissimo, avendo (cito l’Antitrust) “limitato considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori facendo leva sulla loro sensibilità verso iniziative benefiche, in particolare quelle in aiuto di bambini affetti da gravi malattie“. Eppure nel video viene ridotto a ‘errore’, a incidente, insomma a episodio tutto sommato minore e dimenticabile“.

NON CERTO UN PROBLEMA DI COMUNICAZIONE

Prosegue Rienzi: “Il problema non riguarda la ‘comunicazione‘ – come ha detto la Ferragni, nel tentativo penoso e infruttuoso di celare l’elefante nella stanza – ma il principio stesso di un’operazione che faceva <<credere […] che acquistando il ‘Pandoro Pink Christmas”’ al prezzo di oltre 9 euro, anziché di circa euro 3,70 del pandoro non griffato, i consumatori avrebbero contribuito alla donazione che, in realtà, era già stata fatta dalla sola Balocco, in cifra fissa, a maggio 2022, quindi molti mesi prima del lancio dell’iniziativa, avvenuto a novembre 2022>>“.

IL VERO PROBLEMA…

Il vero problema – prosegue Rienzi – è legare alla vendita di un prodotto o di un servizio la beneficienza, innescare una commistione tra profit e no-profit su cui infatti sembra che avessero dei dubbi anche i dirigenti dell’azienda coinvolta. Non c’è da stupirsi allora se stanno emergendo altri casi, come quello delle uova di Pasqua griffate Ferragni, visto che già da tempo denunciamo il connubio, opaco e tutto da approfondire, tra iniziative commerciali e attività benefiche (con le seconde usate per incoraggiare le vendite delle prime)“.

IL MESSAGGIO A CHI LA DIFENDE

Il presidente del Codacons punta poi il dito contro quei pochissimi che sul web difendono la Ferragni.

Non è la prima volta che Ferragni e consorte incappano in vicende controverse, quindi non ha senso fingere che siano incappati in uno scivolone episodico. Successe – per dire – già nel 2020, quando la raccolta fondi avviata durante il Covid in favore dell’ospedale San Raffaele fu al centro di una denuncia del Codacons per le commissioni ingannevoli applicate ai donatori che, in buona fede, parteciparono all’iniziativa benefica. Quella vicenda sfociò in una multa da 1,5 milioni di euro verso Gofundme, piattaforma scelta da Fedez e Ferragni“.

IL REGNO DEL NULLA STA FINENDO?

Conclude Rienzi: “Non è che il Regno del Nulla sta finendo davvero? Vedremo: non so se accadrà realmente. Ma una cosa, oggi ancora più di ieri, la so: detronizzare questi falsi idoli della nostra società, riportare al centro del discorso il rispetto della privacy e dell’infanzia e il rifiuto di qualsiasi ostentazione del lusso, ripristinare il primato della verità e della realtà contro la tirannia della superficialità e dell’immagine, è davvero la cosa giusta da fare“.

PHOTO CREDITS: Giampaolo Sgura/Instagram.

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