Abbandono dei 4 zampe nel periodo estivo | La triste storia della cagnolina Palla

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ABBANDONO estivo dei 4 ZAMPE

Siamo in estate, la stagione in cui si registra il numero più elevato di abbandono di animali. L’abbandono estivo dei 4 ZAMPE, un gesto (un reato non solo estivo, sia chiaro) davvero senza cuore che segna la fine della vita degli amici a 4 zampe perché molti di loro, una volta abbandonati e smarriti, vengono investiti dalle automobili o vengono sbranati senza pietà da altri animali randagi. La vera bestia, purtroppo bisogna ammetterlo, è in questi casi proprio l’uomo che, nell’esaltazione del proprio egoismo, mette da parte la coscienza, abbandonando il proprio cane diventato improvvisamente un ingombro di cui disfarsi per poter vivere al meglio la vacanza.

Le stime sugli abbandoni

Le punte massime di animali abbandonati si registrano nel periodo estivo (25-30%) in concomitanza della partenza per le vacanze. Oltre il 30% dei cani viene anche abbandonato subito dopo l’apertura della stagione venatoria giustificando il gesto con il fatto di considerare il cane non (più) bravo nella caccia. Si stima che ogni anno in Italia siano abbandonati una media di 80.000 gatti e 50.000 cani, più dell’80% dei quali rischia di morire in incidenti, di stenti o a causa di maltrattamenti.

A proposito di abbandono estivo dei 4 ZAMPE, ricordiamo che l’abbandono è un reato punito con l’arresto fino a un anno o con una multa fino a 10.000 euro. Tutti possiamo contribuire a ridurre il fenomeno degli abbandoni e dei maltrattamenti denunciando alle Forze dell’Ordine (basta anche segnalare il numero di targa dell’automobile) i responsabili di questo abominevole reato nel caso si fosse stati testimoni.

Abbandono estivo dei 4 ZAMPE: cosa prevede la Legge

Leggi cosa prevede la legge su:



Chi si batte da anni per la tutela degli animali

La LAV, nata nel 1977 e presente in tutta Italia, si batte ogni giorno per l’affermazione dei diritti animali lottando contro qualsiasi forma di specismo e di sfruttamento animale. Un’associazione che mira a un mondo senza violenza sugli esseri viventi e sull’ecosistema, che rispetti la natura e tutti i suoi abitanti.

L’associazione
  • promuove leggi a favore degli animali, attraverso una pressione e un dialogo costanti con le istituzioni, e controlla la loro applicazione attraverso denunce e processi
  • porta avanti campagne di sensibilizzazione e di informazione verso i cittadini
  • sviluppa progetti didattico-educativi rivolti ai ragazzi e alle scuole
  • ha sviluppato una rete di rapporti e collaborazioni consolidate, con le istituzioni  e con altre associazioni, che le permettono di contribuire davvero a rendere il mondo un posto migliore per tutti gli animali
La storia di Palla

Se pensiamo al’incoscienza e ai maltrattamenti, non possiamo non ricordarci della cagnolina Palla, uno splendido esemplare di pit bull femmina, dimostra i due volti dell’essere umano. Quello solidale e pronto ai gesti più commoventi per aiutare una creatura in pericolo di vita, ma purtroppo anche quello più abietto e crudele, a causa del quale una povera cagnolina è stata vittima di un agghiacciante episodio di maltrattamento.

Qualche mese fa (2016), Palla è stata ritrovata a Terralba, un comune di 10 mila abitanti della Sardegna, da alcuni animalisti in uno stato terrificante.

abbandono estivo dei 4 zampe
Ecco com’era Palla quando è stata ritrovata…

Al collo della cagnolina i segni della più bieca cattiveria umana, lasciati da un filo (probabilmente di nylon) talmente stretto da aver impedito al sangue di fluire correttamente, gonfiandole e deformandole la testa al punto da rendere irriconoscibile la razza di appartenenza della cagnolina. Portata d’urgenza alla Clinica Veterinaria ”Duemari” di Oristano, la bestiola è stata salvata appena in tempo.

Il responsabile sanitario della clinica, pubblicando le foto e rendendo nota la storia della povera cagnolina, scrisse su Facebook: “Pensavo in tanti anni di carriera di aver visto di tutto. Ma una situazione del genere non l’avevo mai vista. Aveva un cappio al collo che aveva segato la cute e il muscolo della cagnolina, e la testa si è gonfiata, praticamente decapitata. Povera creatura. L’abbiamo chiamata Palla”.

Un caso diventato virale

Il caso di Palla è così diventato virale, smuovendo le coscienze di migliaia di persone in una gara di solidarietà per coprire le spese mediche con aiuti concreti. La sua commovente vicenda è sbarcata anche sul piccolo schermo su Rai due in una delle puntate de “I fatti vostri”, la trasmissione condotta da Giancarlo Magalli. Protagonista di quella puntata è stata Palla, insieme a colei che amorevolmente l’ha curata : la dottoressa Monica Pais della Clinica Veterinaria Duemari di Oristano che ha deciso di adottarla.

La storia della sfortunata cagnolina ci fa riflettere e insegna che, quando credi di aver visto ormai di tutto, scopri che alla cattiveria umana non c’è davvero mai fine. Palla adesso vive serena (la foto dell’articolo è recentissima) ed è amata da chi ha deciso di prendersene cura. La vicenda di Palla ha fatto sì che nascesse l’associazione Effetto Palla Onlus per costituire una rete tra strutture veterinarie e volontari per la cura e il soccorso di animali di nessuno. Speriamo dunque che questa stagione estiva porti una maggiore responsabilità e (vero) amore nei confronti degli amici animali.

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Rosita

Rosita

Food Blogger, articolista di food, wellness e salute

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