Abolizione dei TAMPONI | “Vanno aboliti”, secondo il consulente del generale Figliuolo, Guido Rasi

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Articolo aggiornato martedì, 21 Settembre 2021 14:19

ABOLIZIONE DEI TAMPONI

Il consulente del generale Figliuolo, Guido Rasi, ieri ad Agorà su Rai 3, ha parlato di ABOLIZIONE DEI TAMPONI. Nel suo discorso sembra trasparire una certa intenzione (o desiderio) di cancellare anche l’alternativa dei tamponi per spingere sull’obbligatorietà dei vaccini.

UN GREEN PASS SERIO PER RISOLVERE IL PROBLEMA

Rasi non condivide l’estensione dei tamponi a 72 ore perché, a suo dire, c’è gente che era negativa al tampone la mattina e positiva la sera. Sempre secondo Rasi, per i tamponi non vanno bene neanche le 48 ore. Per il consulente del generale Figliuolo infatti, il tampone è una fase transitoria che dà solo qualche ora di tranquillità. “Andrà abolito da un green pass serio” – ha concluso Rasi.

LA VACCINAZIONE DEI PIÙ PICCOLI

Secondo Rasi c’è una fascia molto vulnerabile di età 3-12 anni, tant’è che cominciano a registrarsi casi preoccupanti. Per questo “i più piccoli devono essere vaccinati” perché è l’età in cui hanno bisogno di fare esperienza immunitaria. “Quella del Covid però potrebbe essere molto dannosa” – conclude Rasi.



L’ESTENSIONE DEL GREEN PASS

Guido Rasi ha poi affrontato l’argomento “estensione del Green Pass” che considera rischioso perché “potrebbe scongiurare l’obbligo vaccinale”.  Rasi ha spiegato che entro il 15 ottobre 2021 (data che, ricordiamo, entrerà in vigore il “Green Pass per tutti i lavoratori”) si vedranno i reali effetti delle aperture e dell’uso del green pass.

Solo dall’eventuale basso numero di ricoveri negli ospedali si potrà capire se continuare su questo percorso. Il consulente di Figliolo ha rivolto anche un pensiero preoccupato per militari e forze dell’Ordine non ancora vaccinati. “Non posso pensare a un poliziotto che va a salvare qualcuno e poi lo infetta, su questo c’è ancora un piccolo margine per forzare alla vaccinazione“.

CHI HA IL GREEN PASS PUÒ INFETTARE 15 VOLTE MENO

Il Green pass certifica che le persone che ne sono dotate hanno un rischio 15 volte ridotto di infettarsi e di infettare, e quindi anche di intasare di nuovo gli ospedali”. Così ha concluso Rasi che ha infine precisato che non ci si può permettere di impedire di portare avanti i 500mila esami che sono rimasti indietro a causa della pandemia.

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